Rossi: “Finalmente si gioca, contro il Palermo per fare risultato”


 Il tecnico rossoblù Delio Rossi ha presentato la sfida ai rosanero tra passato, metafore e un’analisi del momento dei suoi. Con un avviso per Mattia Destro, ancora a secco

– di Luigi Polce –

Delio Rossi durante il match contro il Frosinone, unica gioia sin qui per il Bologna (ph. zimbio)

Delio Rossi durante il match contro il Frosinone, unica gioia sin qui per il Bologna (ph. zimbio)

Apparso piuttosto sereno e disteso Delio Rossi, a Casteldebole per presentare la sfida al Palermo che segna la riapertura del campionato, dopo la pausa per gli impegni delle nazionali: “Finalmente si gioca – ha affermato il tecnico rossoblù -. La pausa è stata davvero lunga, soprattutto visto che non venivamo da un buon periodo. Ora ci aspetta una partita delicata, dove siamo chiamati a fare risultato. L’avversario in questa categoria conta poco, se non è il Palermo è un’altra che ha altrettanto bisogno di fare punti: siamo noi che dobbiamo fare meglio per ottenere il risultato”. La sosta è stata utile per recuperare qualche pedina fondamentale come Donsah e Ferrari, e anche per mettere a posto ciò che non funzionava: “Un tasto sul quale ho spinto più degli altri? Nei momenti topici veniamo veno, ci capita spesso durante la partita, e molte volte siamo come una mano: se la chiudi diventa un pugno, altrimenti resta solo uno schiaffo. Sono sempre cinque dita, ma dipende come le usi”. Un Rossi ispirato quindi, che ha parlato del momento del suo Bologna soffermandosi su come l’ambiente, nonostante la situazione negativa, abbia lasciato piuttosto tranquilla la squadra: “Ho un po’ d’esperienza, e posso dire che certi momenti vanno gestiti a seconda del gruppo che hai a disposizione. Se hai giocatori abituati alle pressioni, come succede nelle grandi piazze, allora richiamarli e fargli sentire il fiato sul collo può avere un senso, nel caso contrario invece può essere controproducente e avere effetti negativi”. Pazienza al posto della pressione, la stessa che il mister sta usando con Mattia Destro, ancora a secco di gol: “Gli attaccanti li valuto per quello che danno alla squadra, poi il gol arriva automaticamente. Se ti impigrisci e ti avvilisci invece hai meno facilità di andare a rete, anche perché soprattutto nel calcio moderno non esiste il concetto che se lavori meno poi sei più lucido sotto porta. Ho bisogno di chiedere di più a chi mi può dare di più, è chiaro che anche Destro deve aiutare la squadra come la squadra lavora per lui”. Il gol della punta ex Roma potrebbe arrivare già contro il Palermo, che arriva a Bologna dopo quattro sconfitte consecutive: “Il Palermo ha cambiato molto e vive un po’ di alti e bassi, ha perso 2-3 punti di riferimento ed è normale che possano esserci periodi così. Loro come noi? Loro hanno cambiato molto, noi invece abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione”. Su Zamparini invece, conosciuto proprio ai tempi dell’esperienza di Rossi in Sicilia: “Zamparini è un presidente molto appassionato e legato alla sua squadra, molte volte non è abituato a qualcuno che gli dica di no. Io quando non la pensavo come lui glielo dicevo, sempre col massimo rispetto: per esempio, non ero d’accordo riguardo alla cessione di Cavani al Napoli, perché secondo me in quel momento il Palermo valeva la squadra partenopea. A Zamparini comunque posso dirgli solo grazie per avermi dato l’opportunità di allenare in una grande città e in una bellissima terra come la Sicilia, che non avevo mai visto prima”. Rossi che, sempre riferendosi alla sua esperienza in rosanero, ammette di preferire le città di mare come luogo di lavoro: “Io meglio nelle città di mare? Se c’è il mare è meglio, devo essere sincero: il mare mi dà tranquillità, la montagna invece mi intristisce dopo 10 giorni. Poi non ci vado ma so che è lì, mi dà sicurezza, anche perché io sono e cresciuto in una casa che dava proprio sul mare”.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *