2006-2016: dieci anni da Campioni del Mondo


Il 9 luglio 2006 l’Italia diventava Campione del Mondo battendo la Francia ai rigori. Dieci anni dopo quelle emozioni restano indelebili

– di Marco Vigarani – 

Il 9 luglio 2006 l'Italia diventa Campione del Mondo (ph. Getty Images)

Il 9 luglio 2006 l’Italia diventa Campione del Mondo (ph. Getty Images)

La vita di un italiano che abbia meno di quarant’anni probabilmente si divide in due fasi nette e distinte che hanno nel 9 luglio 2006 il loro punto di svolta. Quella notte le generazioni nate dagli Anni 80 in poi hanno vissuto uno dei momenti più esaltanti nella vita non solo di uno sportivo ma di qualsiasi italiano che abbia mai provato anche la più vaga e sporadica simpatia per la Nazionale di calcio. E anche i pochi totalmente disinteressati alle vicende del pallone non possono evitare di ricordare quell’esplosione totalizzante di gioia che travolse la nostra penisola per qualche ora. Pure chi, pur disinteressato all’argomento, avesse trascorso quei giorni all’estero non può non ricordare il senso di invidia ed ammirazione avvertito la mattina dopo da parte di amici, colleghi o anche soltanto del barista sotto casa. Quel 9 luglio 2006 diede tutto un altro sapore al concetto di italianità rendendo la nostra carta d’identità un simbolo vincente di cui farsi vanto fra tanti sospetti e luoghi comuni legati da sempre al nostro splendido ma contraddittorio Paese. Vincere un Mondiale è un evento che unisce tutti nella medesima emozione tricolore e che solo se vissuto può essere compreso fino in fondo. Il ricordo del 1982 era ormai una leggenda sbiadita raccontata da chi era presente e nessuno si sarebbe mai aspettato che il nostro calcio, in quel preciso e disastroso periodo storico, avrebbe mai potuto compiere una simile impresa.

Marcello Lippi, ct dell'Italia nel 2006 (ph. Goal)

Marcello Lippi, ct dell’Italia nel 2006 (ph. Goal)

La Nazionale che partì alla volta della Germania sotto la guida di Marcello Lippi infatti non si portava dietro non solo le consuete lamentele da pseudo allenatori sugli esclusi o le simpatie da tifosi per un protagonista piuttosto che per un altro ma soprattutto l’ombra pesantissima di Calciopoli. Quello scandalo che prometteva di sconvolgere per sempre il volto della nostra Serie A e che forse proprio grazie al successo dell’Italia venne depotenziato della sua carica deflagrante non andando di fatto ad alterare lo status quo se non per qualche stagione. Nessuno si aspettava nulla da un gruppo di calciatori che, a prescindere dal risultato finale, avrebbe comunque perso la sua guida al termine della manifestazione. Lo spauracchio Ghana viene però spazzato via dai gol di Pirlo e Iaquinta, mentre i modesti Stati Uniti fanno venire i brividi con un pareggio per 1-1 segnato da due episodi importanti: l’infortunio di Nesta e l’espulsione di De Rossi. Il difensore viene così sostituito da Materazzi che si trasforma nell’uomo della provvidenza già a partire dalla successiva gara decisiva contro la Repubblica Ceca insieme al micidiale Inzaghi garantendo agli Azzurri il passaggio del primo turno.

Fabio Grosso, eroe dei Mondiali 2006 (ph. Getty Images)

Fabio Grosso, eroe dei Mondiali 2006 (ph. Getty Images)

Per avere ragione dell’Australia agli ottavi però serve un rigore guadagnato con malizia da Grosso nei supplementari e la freddezza di Totti nell’infilare la palla in rete mentre ai quarti l’Ucraina viene abbattuta da una doppietta di Toni e dal sigillo finale di Zambrotta per la gioia e la speranza di un Paese che inizia a sognare. Se una settimana fa la triste Italia di Conte si è fatta eliminare da Euro 2016 dalla Germania ai rigori, dieci anni fa il talento ed il cuore del gruppo di Lippi ha azzannato i teutonici nei supplementari grazie alle perle di Grosso e Del Piero che hanno spalancato le porte dell’Olympiastadion di Berlino. L’atto finale contro la Francia è poi ormai leggenda moderna dal rigore di Zidane al pareggio di Materazzi entrambi poi protagonisti di quella testata che chiuse con disonore la carriera del fantasista. Ai rigori poi arrivano i brividi del leader Pirlo, del nuovo eroe Materazzi, del rientrante De Rossi, dell’infallibile Del Piero e soprattutto di Fabio Grosso: è ancora lui l’uomo della provvidenza per l’Italia che consente a Cannavaro di sollevare la Coppa nella notte di Berlino.

La festa nelle strade italiane la notte del 9 luglio 2006 (ph. Corriere)

La festa nelle strade italiane la notte del 9 luglio 2006 (ph. Corriere)

Scatta così la folle corsa nelle strade di città e paesi ad ogni latitudine della nostra Penisola con uomini e donne di ogni età pronti a riversare uno sull’altro la propria gioia incontenibile. Maglie azzurre di ogni marca ed età, tricolori attorno al collo o dipinti sul viso, automobili e motorini al limite della capienza a bloccare viali e stradine, un ritornello incessante diventato la colonna sonora di un’estate ed ancora oggi indimenticato. Maturandi in estasi pronti ad affrontare la vita a testa bassa, sconosciuti che diventano amici fraterni ed amicizie che aggiungono una pagina splendida al proprio speciale album dei ricordi, genitori che tornavano bambini con i propri figli sulle spalle, nonni esultanti a sventolare bandiere dalle finestre, lavoratori pronti a dimenticarsi per una notte di quella sveglia che li avrebbe inesorabilmente destati poche ore dopo. Istantanee sparse di una notte che ognuno di noi ha vissuto a modo suo e che ricorderà fino all’ultimo dei propri giorni. Perché quel 9 luglio 2006 siamo diventati tutti Campioni del Mondo ed in fin dei conti lo saremo per sempre.

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