Italia-Spagna: il passato non conta! Allo Stadium ci si gioca Russia 2018


Stasera allo Juventus Stadium la Nazionale di Giampiero Ventura affronterà la Spagna di Lopetegui alle 20.45 in un nuovo atto in vista di Russia 2018

– di Tiziano De Santis –

L'esultanza degli azzurri al gol di Chiellini in Italia-Spagna 2-0 ad Euro 2016

L’esultanza degli azzurri al gol di Chiellini in Italia-Spagna 2-0 ad Euro 2016

Ci siamo. Stasera, alle 20.45, il cielo dello Juventus Stadium e un pò quello di tutta la penisola si accenderanno di azzurro. L’Italia di Giampiero Ventura, infatti, ospiterà a Torino la Spagna di Julen Lopetegui nel match di qualificazione a Russia 2018. “Ferite e agguerrite“: così il nostro capitano Gianluigi Buffon ha definito le Furie Rosse, riferendosi alla vittoria della Nazionale di Antonio Conte datata 27 giugno 2016, quando Chiellini al 33′ e Pellè al primo minuto di recupero misero in ginocchio del Bosque e co. finalizzando una partita giocata ad altissimi livelli e impostata sulla chiusura degli spazi e sulla ricerca del gol in velocità. Il 2-0 di Francia 2016 è solo l’ultimo atto di un classico d’Europa disputato ben 35 volte, sinora. Italia-Spagna, per molti, è LA partita: se da un lato tattica contro tecnica sono sempre state le protagoniste in campo, dall’altro ad affascinare è la storia di tale incontro. La prima volta ebbe luogo nel 1920, con la finale persa 2-0 da noi ad Anversa; il secondo atto venne giocato il 29 maggio del 1927, quando ad essere inaugurato fu il Littoriale di Bologna proprio in occasione del match; nel Mondiali del 1934, 180′ furono i minuti che ci contrapposero agli iberici in due giorni, i primi 90′ nell’1-1 del 31 maggio e i restanti nell’1-0 azzurro dell’1 giugno; il 14 giugno del 1980, dopo una serie di amichevoli e qualificazioni in 54 anni, Vialli spense gli spagnoli prima della nostra sconfitta con la Russia e il mancato secondo Europeo della nostra storia. Il colpo proibito di Tassotti a Luis Enrique, la fitta rete di passaggi dei centrocampisti di alto spessore ispanici, i grandi nomi che hanno marchiato le due Nazionali, con Piola, Riva, Meazza, Mancini, Donadoni, Vialli da un lato, Raul, VillaIniesta, Di Stefano, Butragueno, Xavi, Zamora dall’altro. Tutto questo farà da cornice alla bolgia dello Stadium, in un passato che ama intrecciarsi col presente al cospetto dei 22 titolari che Ventura e Lopetegui manderanno in campo stasera. Quel che più colpisce di uno dei classici più entusiasmanti d’Europa è che l’attacco è sempre stato un reparto di sfumatura nel momento in cui le due squadre si danno battaglia. Le pedine più importanti, infatti, nella scacchiera della tattica di ambedue le selezioni si spostano tra i rispettivi centrocampi e difese, a dimostrare che non può esistere gioco nel momento in cui viene a mancare una buona mediana, e che la sfera non può oltrepassare la linea della porta avversaria se davanti si ha una difesa attenta e compatta. E l’attacco? Quello che viene considerato da molti come il reparto indispensabile per far male ai propri rivali altro non è, in realtà, che uno scudo per gli inserimenti dei centrocampisti contro i tentativi di anticipo delle due retroguardie.

Gianluigi Buffon esulta con la maglia della Nazionale (ph. Tuttosport.com)

Gianluigi Buffon esulta con la maglia della Nazionale (ph. Tuttosport.com)

Sfida dura, ma non decide i destini mondiali. Noi siamo pronti e stiamo meglio rispetto a un mese fa. La Spagna è diversa, è cambiata. La temiamo, e vogliamo batterla“: le parole del ct azzurro sono chiare, semplici e concise nella spiegazione della valenza della partita. “Qui ci giochiamo una gara importante, ma non drammaticamente decisiva. E’ stimolante, da vincere, ma la qualificazione ce la giochiamo fra dodici mesi“: non risultino un’attenuante le dichiarazioni di Ventura, bensì uno stimolo per dimostrare a se stessi, prima che agli altri, che nonostante qualche assenza importante come quelle di Verratti (dal 1′) e Chiellini, si può far bene con lo spirito di sacrificio e l’unione del gruppo che ci contraddistinguono nei match che contano, e quello di stasera varrà il prezzo del biglietto e anche qualcosa in più. “La mentalità con cui affronteremo la gara sarà l’elemento imprescindibile per le sorti dell’incontro“, ha tuonato il nostro capitano Gigi Buffon alla vigilia, un esempio da seguire per l’intero gruppo e non solo.
Italia e Spagna guidano il Gruppo G a braccetto, dopo le rispettive vittorie con IsraeleLiechtenstein. Da un lato, il 3-5-2 di stampo Contiano, con Barzagli, Bonucci, Romagnoli a difesa di Buffon e Florenzi, Parolo, De RossiBonaventura e De Sciglio a infittire il centrocampo prima della coppia d’attacco Eder-Pellè; le Furie Rosse, dall’altro, rispondono con il 4-3-3 rappresentato sul terreno di gioco da: De Gea tra i pali, Carvajal, Sergio Ramos, Piqué e Jordi Alba, Koke, Busquets, Iniesta a inventare per i tre davanti Nolito, Diego Costa e David Silva.
Torino è pronta ad accendersi, irraggiata dal tricolore e scaldata dall’attesa dei supporter. Ai membri delle due selezioni il racconto di un nuovo atto di una delle più belle storie d’Europa.

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