Pjanić abbatte il Chievo. Lapadula fa sognare il Milan. Bene Inter e Roma


Nel 12^ turno di Serie A la Juventus ingrana la 3^ vittoria di fila; Lapadula manda in Paradiso il Milan Fiorentina e Napoli, l’1-1 fa male. L’Inter c’è

– di Tiziano De Santis –

Andrea Belotti (sx) e Adem Ljajc (dx) esultano dopo il gol in Torino-Cagliari 5-1 (ph. Ansa.it)

Andrea Belotti e Adem Ljajc dopo il gol in Torino-Cagliari 5-1 (ph. Ansa.it)

E’ un capitolo colmo di conferme e impreziosito dal fascino di qualche sorpresa quello che viene scritto nel 12° atto della Serie A. Il finale? Ben 31 gol e spettacolo assicurato. Tutto ha inizio con gli anticipi del sabato, quando il Torino di Sinisa Mihajlović nel pomeriggio asfalta letteralmente il povero Cagliari di Massimo Rastelli, autore dell’ennesima trasferta disastrosa del proprio campionato. All’Olimpico, i Granata imprimono sin da subito il loro gioco, fatto di carattere, cuore e aggressività, riflesso del modus operandi del tecnico ex-Milan: al 10′ i padroni di casa sono già in vantaggio di due reti, grazie a BelottiLjajic; a 7′ dalla fine del primo tempo, Benassi mette il punto esclamativo su un avvio di partita super insaccando sotto l’incrocio, dalla distanza, un 3-0 tondo e sincero, prima dell’unico lampo sardo che trova in Melchiorri il 3-1 prima del tè caldo. La ripresa si rivela lo stesso monologo dei primi 45 minuti, col Toro che tra il 51′ ed il 59′ manda in gol prima Baselli e poi ancora Belotti, il quale trasforma nel decisivo 5-1 il rigore procurato da Tachtsidis e il conseguente rosso di Dessena per proteste.

Miralem Pjanić esulta dopo il gol decisivo in Chievo-Juventus 1-2 (ph. Gazzetta.it)

Miralem Pjanić ha realizzato il gol decisivo in Chievo-Juventus 1-2 (ph. Gazzetta.it)

In piena crisi di risultati è il Napoli di Maurizio Sarri, fermato sul pareggio davanti al proprio pubblico da una Lazio in forma smagliante. I partenopei rendono ancor più brutta la notte del San Paolo impiegando ben 52 giri d’orologio per superare Marchetti con un chirurgico diagonale sinistro di Marek Hamsik e rendendo illusorio l’1-0 in appena 120 secondi dopo l’1-1 incassato da Keita Baldé. Gli azzurri precipitano al 6° posto in graduatoria, percorrendo il percorso inversamente proporzionale alle aquile biancocelesti, che salgono in 4^ posizione e a -8 dalla vetta. Già, perchè nel pomeriggio della domenica, in seguito al sonoro 0-4 di un Empoli ritrovato ai danni del Pescara di Massimo Oddo, la Juventus di Massimiliano Allegri riesce a strappare tre punti preziosissimi dalla difficile trasferta del Bentegodi. I bianconeri non entusiasmano per gioco, anzi riescono a perdere dalle proprie fila Andrea Barzagli dopo appena 3 minuti e a creare una sola palla gol con Mandžukić, reo di sparare alto da distanza ravvicinata dopo aver messo a sedere il proprio avversario con un gran numero in area di rigore. Al 53′ una brutta palla persa dal Chievo si trasforma in un corridoio centrale visto e sfruttato da Cuadrado per mandare in porta il compagno d’attacco croato, bravo a trafiggere Sorrentino con un destro imparabile per lo 0-1. Al 66′, tuttavia, Pellissier, appena entrato, subisce e trasforma nel pari il rigore procurato da Lichtsteiner, spedendo nel tunnel della paura i supporter juventini. Eppure i campioni d’Italia non ci stanno, primo tra tutti Pjanic, il quale al 75′ insacca il primo gol su punizione in maglia zebrata, regalando il successo e la vetta ancor più solitaria ai suoi.

Gianluca Lapadula esulta dopo il primo gol in rossonero in Palermo-Milan 1-2 (ph. It.eurosport.com)

Gianluca Lapadula esulta dopo il primo gol in rossonero in Palermo-Milan 1-2 (ph. It.eurosport.com)

Se il Genoa di Ivan Jurić è costretto addirittura a recuperare lo svantaggio casalingo contro l’Udinese con Ocampos, il Milan di Vincenzo Montella, pur non entusiasmando, passa al Renzo Barbera facendo sprofondare il Palermo di De Zerbi al penultimo posto in classifica: i rosanero di certo facilitano la missione del Diavolo al 15′, quando Posavec non trattiene in uscita una palla non particolarmente velenosa, consegnando a Suso il sinistro giusto per lo 0-1 ospite. L’asse DiamantiNestorovski funziona alla grande e al 71′ il macedone timbra l’1-1 superando Donnarumma sul primo palo. Le numerose occasioni create da Suso non trovano lo stesso sbocco dell’intuizione di Lapadula, autore del primo gol in maglia rossonera, e che gol. Lo spagnolo cerca per l’ennesima volta la doppietta personale, scagliando la sfera sui piedi dell’ex-Pescara, pregevole nell’anticipare qualsiasi tentativo di copertura avversaria con un tacco da manuale, su cui Posavec non può nulla. Raddoppio e secondo bottino pieno di fila conquistato dopo lo scivolone di Genova: il terzo posto è assicurato per la squadra dell’Aeroplanino. L’Atalanta di Gian Piero Gasperini non si ferma più e infligge un’autentica lezione di calcio al Sassuolo di Eusebio Di Francesco; al Mapei Stadium, i bergamaschi impiegano 43 minuti per chiudere una pratica sulla carta difficilissima: Gomez, Caldara e Conti si rendono protagonisti del pesante 0-3 che consegna al club di Antonio Percassi la quarta vittoria consecutiva e la quinta posizione in graduatoria.

Mauro Icardi esulta dopo la doppietta dei minuti finali di Inter-Crotone 3-0 (ph. Ansa.it)

Mauro Icardi realizza una doppietta nei minuti finali di Inter-Crotone (ph. Ansa.it)

La Fiorentina di Paulo Sousa continua a non conquistare i tre punti davanti al proprio pubblico: nella sfida contro la Samp di Marco Giampaolo, è Bernardeschi a ingannare Puggioni al 37′ con la complicità del tocco-non tocco di Astori; i blucerchiati, ciò nonostante, riportano in equilibrio l’incontro con Muriel, rapace nell’anticipo di testa su Gonzalo Rodriguez sul cross di Regini e nel coronare l’ennesima prestazione spettacolare della stagione. Rialza la china l’Inter proprio nel periodo più difficile e delicato, tra disordini societari e cambio panchina: a San Siro il Crotone di Nicola mantiene per ben 84 minuti, sin quando Perisic scaccia le paure siglando l’1-0 sull’assist di Icardi. Lo stesso argentino non vuole mancare alla festa del gol nerazzurra e firma una rapida doppietta tra l’88’ e il 93′, superando Cordaz prima su rigore e poi con una conclusione dal cuore dell’area avversaria. L’ultimo match è quello della domenica sera, quando Salah espugna la retroguardia del Bologna con una micidiale tripletta davanti al caldo pubblico dell’Olimpico: al 13′ la deviazione di Masina sul tiro dell’egiziano non risulta tale da classificare l’1-0 come autogol del difensore rossoblu; al 62′ e al 71′ il numero 11 giallorosso taglia definitivamente le gambe ai felsinei prima di piatto su assist di Strootman e poi su ribattuta in rete dopo un tiro di Dzeko mal respinto da Da Costa. La Roma di Luciano Spalletti è, così, seconda, con uno svantaggio di soli 4 punti dalla Juventus capolista.

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