Il Bologna di Roberto Donadoni: puzzle incompleto tra presente e futuro


L’analisi delle prestazioni individuali e collettive sostenute sin qui dal Bologna di Roberto Donadoni: i pezzi mancanti di una squadra incompleta

– di Tiziano De Santis –

Roberto Donadoni saluta i propri tifosi al Dall'Ara (ph. Metropolisweb.it)

Roberto Donadoni saluta i propri tifosi al Dall’Ara (ph. Metropolisweb.it)

Mancano ancora due mesi allo scoccare del cosiddetto “mercato di riparazione” di gennaio, eppure il Bologna di Roberto Donadoni, nonostante l’idea di gioco ben chiara espressa a sprazzi sul campo, è fermo a sole tre vittorie in dodici turni di campionato, l’ultima datata 21 settembre, più di un mese fa giusto per far chiarezza. La striscia di 1-1 consecutivi fatta registrare contro Lazio, Sassuolo e Chievo ha lasciato il posto alle due recenti sconfitte consecutive subite in casa ad opera della Fiorentina di Paulo Sousa e all’Olimpico contro una Roma obiettivamente troppo più forte rispetto ai felsinei. E così il Bologna è scivolato vertiginosamente al 15° posto in graduatoria, a soli 6 punti dal Pescara di Massimo Oddo, terzultimo e in piena lotta retrocessione. Guardando le prestazioni dei rossoblu appare lampante la fatica di andare in gol del reparto d’attacco, non una novità a dir la verità: Donadoni esprimeva la necessità di cinismo e maggiore cattiveria in attacco già lo scorso anno, nonostante una scalata che ha permesso la salvezza in anticipo rispetto ai tempi fissati a inizio stagione. Il risultato? Sempre lo stesso, vuoi per gli infortuni che continuano a perseguitare Mattia Destro, perno offensivo spesso rapito dall’infermeria, vuoi per gli ultimi passaggi spesso e volentieri sbagliati dalla rosa del tecnico bergamasco. Il miglioramento della gestione del pallone rispetto all’annata passata è stato reso possibile grazie all’acquisto di Dzemaili, fusione di esperienza e duttilità in mezzo al campo. Lo svizzero, assistito dal lavoro sporco e dalle folate di Nagy oltre che dal temperamento di Taider, è capace di fare da raccordo tra la zona nevralgica del campo e il reparto offensivo. Verdi, autore di quattro sigilli e di giocate capaci di richiamare l’attenzione del ct della Nazionale Giampiero Ventura, si è rivelato particolarmente prezioso in questo senso, facendo tutto ciò che in certi momenti veniva a mancare a causa della stanchezza dei centrocampisti. Ma non si può pensare ad un’intera stagione calcistica priva della famosa sfortuna pronta a condannare anche le migliori squadre a un periodo di flessione. Se poi questo combacia con l’inizio del campionato e ti chiami Bologna, è facile precipitare in pochi giorni nei bassi fondi della graduatoria. E allora quando il muro difensivo cede nelle sue fondamenta e l’attacco viene reso ancor più fragile da incidenti di percorso ovvi ma pur sempre difficili da accettare, ecco che il principio del gioco palla a terra viene meno, perchè per difendere, creare e segnare ci vogliono gli interpreti giusti. Dell’uscita di Maietta dal terreno di gioco del Bentegodi nel match contro il Chievo rimane solo la grande paura di un crack al ginocchio sfiorato ma faustamente sventato. Il rientro di Destro all’Olimpico contro la Roma fa ben sperare per il futuro più che per il presente, perchè l’attaccante è costretto a ritrovare nuovamente la condizione giusta dopo la lesione al soleo che lo ha tenuto lontano dall’attività agonistica per poco meno di un mese. Ben più triste è stato, invece, l’esito degli esami strumentali effettuati a Verdi, obbligato all’intervento in seguito al distacco dell’apice del malleolo della caviglia destra riportato nell’incontro con la Fiorentina del 29 ottobre scorso.

L'esultanza di Mattia Destro e Simone Verdi a San Siro dopo il gol contro l'Inter (ph. Corrieredellosport.it)

L’esultanza di Mattia Destro e Simone Verdi a San Siro dopo il gol contro l’Inter (ph. Corrieredellosport.it)

Nella conferenza stampa della vigilia di Roma-Bologna, Donadoni ha espresso la propria avversione a un pensiero che possa arrivare già al mercato di gennaio, ammonendo, ciò nonostante, i “sostituti” degli infortunati per uno scarso impegno e per un’attenzione non elevata durante gli allenamenti a Casteldebole. Non si può, pertanto, non guardare con lungimiranza agli accorgimenti da dover sostenere tra un paio di mesi: un esterno d’attacco serve come il pane a questo Bologna e non è un caso che lo stesso allenatore rossoblu abbia richiesto più volte già in estate un esponente di corsa e tecnica come Jonathan Biabiany, pur non essendo accontentato dalla società. La difesa è un reparto che certamente preoccupa, perchè Helander sta rispondendo bene all’assenza di Maietta, è vero, ma i numerosi errori di Gastaldello non erano previsti e non sono più tollerabili per una squadra che dovrebbe salvarsi senza difficoltà vista la qualità tecnica individuale e collettiva rispetto alle dirette concorrenti; ecco che quindi avrebbe sicuramente fatto comodo a Donadoni avere a disposizione, nella propria retroguardia, un certo Gabriel Paletta, capace di trasformarsi da riserva a uomo-chiave del Milan di Vincenzo Montella. Se a tutto questo si aggiunge il periodo buio di Masina, irriconoscibile in campo per via di insicurezze e, contemporaneamente, dell’eccessiva convinzione nei propri mezzi, allora il quadro diventa ancor più nitido circa il da farsi: un terzino, un centrale e una punta da affiancare a Destro sono pedine indispensabili per completare una squadra coinvolta dalla fragilità del percorso di crescita tanto osannato da Donadoni. Il rientro di Mirante dopo l’aritmia cardiaca che lo ha colpito ad agosto è sicuramente una notizia importantissima, non per demeriti di Da Costa, mvp del mese di ottobre alla luce di interventi miracolosi a difesa dei propri pali, bensì per lo stesso titolare rossoblu, oltre che per il morale dei compagni. Sadiq deve ancora esprimere il suo potenziale, dal momento che l’infortunio lo ha fatto riunire al resto del gruppo troppo recentemente per poter mostrare una condizione ottimale. Il nome di Manolo Gabbiadini circola da tempo sotto le Due Torri, ma la richiesta spropositata del Napoli di 20-25 milioni fa richiama ben presto alla realtà le fantasie di tifosi e dirigenti rossoblu.
Il calendario del Bologna da qui sino alla sosta natalizia è sicuramente favorevole, almeno sulla carta, alla riconquista dei bottini pieni, ma essere prudenti nell’anticipare i tempi non nuoce, facendo sempre attenzione a non trovare nel mercato l’alibi di prestazioni carenti o di errori che ormai non si possono più commettere.

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