Inter pazza e fuori dall’Europa. Super Roma. Sassuolo da applausi, ma out


Nuovo capitolo di Europa League: l’Inter perde il treno europeo a Be’er Sheva; Fiorentina k.o. in casa con il Plzen. Sassuolo, il cuore non basta. Roma da sballo

L'esultanza di Taha  davanti ai propri tifosi nel match contro l'Inter, vinto 3-2 (ph. Quotidiano.net)

L’esultanza di Taha davanti ai propri tifosi nel match contro l’Inter, vinto 3-2 (ph. Quotidiano.net)

Si rinnova l’appuntamento con il torneo europeo più ricco di gol. L’Europa League vede impegnate, nel turno delle 19.00, l’Inter di Stefano Pioli e la Fiorentina di Paulo Sousa. I nerazzurri sono costretti a far risultato in quel di Be’er Sheva per poter continuare il proprio cammino nella competizione e non si può certo dire che il primo tempo non prometta bene, dato il dominio dei milanesi sulla squadra di casa: al 13′, infatti Icardi è rapido nell’anticipare il centrale avversario Tzedek e ad ottimizzare il cross di Eder insaccando lo 0-1 sul primo palo. Soli 12 giri d’orologio più tardi Brozovic, dopo una bella azione tra Banega, Candreva ed Eder, lascia partire uno splendida conclusione a giro che bacia il palo e costringe l’Hapoel al doppio svantaggio. Sembra impensabile una rimonta israeliana al termine del primo tempo, vuoi per uno score piuttosto netto, vuoi per la grande prestazione dei ragazzi di Pioli sino al famoso “tè caldo”. Peccato che al posto del tè la tazza venga probabilmente riempita di sonnifero: la traversa di Icardi al 52′ assume le sembianze dell’ultimo sussulto degli ospiti, che 6 minuti dopo vedono accorciarsi le distanze coi rivali dopo il colpo di testa di Maranhao, che supera Handanovic dopo aver trovato vita facile tra Miranda e Murillo. Al 71′ il risultato cambia ancora: su errore del difensore colombiano, Buzaglo viene steso in area dall’estremo difensore avversario, il quale viene espulso, regalando il rigore del pareggio a Nwakaeme. “Maledetto recupero” sarebbe il miglior titolo per l’horror prodotto dall’Inter al Turner Stadium; già, perchè al 93′ Sahar pone fine all’avventura europea dei nerazzurri, capaci di perdere 3-2 una partita già vinta nel primo tempo e, probabilmente, solo da controllare nel secondo.

L'esultanza del Plzen nel match del Franchi contro la Fiorentina, vinto 2-3 dai greci (ph. Corrieredellosport.it)

L’esultanza del Plzen nel match del Franchi contro la Fiorentina, vinto 2-3 dai greci (ph. Corrieredellosport.it)

Lo stesso risultato si definisce nel contempo al Franchi, dove la Fiorentina perde clamorosamente contro i greci del Paok, capaci di aprire le marcature dopo appena 6 minuti con Shakhov e di sfiorare lo 0-2 poco dopo con Rodrigues, la cui conclusione si stampa sulla traversa; Bernardeschi non ci sta e pareggia i conti al 33′ incrociando di sinistro alle spalle di Brkic . I Viola vengono, tuttavia, nuovamente puniti dagli ospiti, che, in contropiede, trovano l’1-2 immeritato con Djalma. Nella ripresa, Babacar riazzera le distanze segnando il suo 8° gol in Europa League; la legge del possesso palla, nel calcio moderno, spesso e volentieri ti si può ritorcere contro e il 2-3 decisivo di Rodrígues al 93′ ne è la prova evidente. Nelle restanti gare pomeridiane, Astana e Fenerbahce vincono rispettivamente, tra le mura domestiche, su Apoel e Zorya. Stessa sorte per Zenit e Ajax, che mettono k.o. Tel Aviv e Panathinaikos entrambe per 2 reti a 0. Se Celta e Gent pareggiano, in casa, con Standard Liege e Braga, l’Anderlecht supera il Gabala 1-3, mentre Liberec e Shakhtar e Liberec hanno vita facile con Qarabag e Konyaspor. Krasnodar e Salisburgo si annullano reciprocamente sbattendo sull’1-1 conclusivo, come anche Zurigo e Villarreal. Perde il Nizza con lo Schalke di Markus Weinzierl e il Southampton non è da meno contro lo Sparta Praga. A conquistare i 3 punti è, invece, lo Steaua Bucarest, che stende l’Osmanlispor per 2 reti a 1.

L'esultanza di Dzeko nel match dell'Olimpico contro il Victoria Plzen, vinto 4-1 dalla Roma (ph. Giallorossi.net)

L’esultanza di Dzeko nel match dell’Olimpico contro il Victoria Plzen, vinto 4-1 dalla Roma (ph. Giallorossi.net)

La serata del giovedì vede coinvolte la Roma di Luciano Spalletti e il Sassuolo di Eusebio Di Francesco. I giallorossi demoliscono letteralmente il Viktoria Plzen tra le mura amiche dell’Olimpico, conquistando la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. La parte da protagonista se la prende prepotentemente Dzeko, che, dopo aver superato per la prima volta Kozacik al 10′, ha sul piede la possibilità di siglare per ben due volte la doppietta. Gol sbagliato-gol subito: gli ospiti sono cinici nel pareggiare i conti al 18′ con Zeman, il quale non trova resistenza nel colpire di testa sulla dormita della difesa capitolina. Le occasioni fioccano di minuto in minuto sino alla ripresa, quando Dzeko colpisce ancora per il 2-1 Roma su assist di Rudiger. Tra l’82’ e l’88’, i padroni di casa chiudono definitivamente il match, confezionando prima il 3-1 con Perotti, autore di una splendida rabona leggermente deviata da Mateju, e poi il 4-1 definitivo ancora col gigante bosniaco, alla prima tripletta in maglia giallorossa. Quel che succede a Bilbao, invece, è l’esatto opposto: il cuore e l’orgoglio del Sassuolo non bastano contro uno spietato Athletic, bravo nel rimontare lo svantaggio firmato Balenziaga al minuto 2′, sino al 3-2 finale. E così Raul Garcia al 10′, Aduriz al 58′ e Lekue al 79′ fanno diventare inutile il 3-2 di Ragusa all’83’, vanificando lo sforzo degli emiliani in chiusura di gara. Il Sassuolo, ultimo nel Gruppo F, è fuori, ma a testa più che alta. Se Astra Giurgiu e Alkmaar sono le uniche squadre che riescono a fare risultato in trasferta rispettivamente contro Austria Vienna e Dundalk, Genk e United superano Rapid Vienna e Feyenoord davanti ai propri tifosi, mentre Olympiacos e Saint Etienne pareggiano in casa contro Young Boys e Mainz.

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