Juve, che lezione dal Genoa. Lapagol colpisce ancora. Roma e Inter ok


Nella 14^ giornata di Serie A, la Juventus cade a pezzi al Marassi sotto i colpi del Genoa. Lapadula si prende il Milan al Castellani. Napoli, ennesimo stop

– di Tiziano De Santis –

Giovanni Pablo Simeone (Cholito) esulta dopo il gol in Genoa-Juventus 3-1 (ph. Calciomercato.com)

Giovanni Pablo Simeone (Cholito) esulta dopo il gol in Genoa-Juventus 3-1 (ph. Calciomercato.com)

Quando tutto sembra scritto e recitato secondo il copione visto e rivisto negli ultimi anni, ecco che il calcio è pronta a smentirti. Potrebbe essere questo il riassunto della 14^ giornata di Serie A, quello che mette a nudo tutti i limiti della Juventus di Massimiliano Allegri: la prima della classe viene dominata e demolita in un sono tempo dal Genoa di Ivan Juric tra le mura del Marassi. I bianconeri, per la verità mai al top in questa stagione, crollano letteralmente sotto i colpi del Cholito, il primo ad aprire le marcature già al 3′, dopo una brutta svista di Bonucci e tre ripetuti miracoli di Buffon. A nulla serve il possesso palla delle zebre di Torino davanti al cinismo del Grifone, capace di aprire nuovamente la faglia della difesa avversaria al 13′ ancora con Simeone junior, il cui colpo di testa non tarda a immergersi nella passione del tifo rossoblu. E’ 2-0 Genoa e la Juventus per la prima volta negli ultimi anni sembra impotente davanti a una rivale italiana. Ma non è finita qui, perchè a mettere il punto esclamativo sul match è addirittura Alex Sandro, che al 39′ insacca nella propria porta il tocco di Rigoni servito da Burdisso sul corner battuto da Lazovic. E’ delirio per i padroni di casa, inferno per la Signora, più Vecchia di quello che apparentemente possa sembrare. A nulla vale la punizione capolavoro con cui Pjanic timbra il 3-1 finale all’82’. La partita di Genova lascia un monito dietro sè: questa Juventus è vulnerabile e probabilmente anche battibile. Se a questo si aggiungono gli infortuni di Bonucci e Dani Alves, rispettivamente fuori per due e tre mesi, allora diventa ben comprensibile il periodo cui ad Allegri e co. toccherà andare incontro.

L'esultanza di Gianluca Lapadula dopo la doppietta firmata in Empoli-Milan 1-4 (ph. Contra-ataque.it)

L’esultanza di Gianluca Lapadula dopo la doppietta firmata in Empoli-Milan 1-4 (ph. Contra-ataque.it)

A sfruttare l’occasione è il Milan di Vincenzo Montella, bravo a rendere realtà un pronostico scontato, almeno sulla carta, nella gara del Castellani contro l’Empoli di Martusciello, alla seconda sconfitta interna consecutiva dopo quella con la Fiorentina. Per i toscani il record di gol incassati sale a 8 in sole due partite. Lapadula impiega soli 15 minuti per prendersi il Milan, superando Skorupski con un preciso diagonale che, tuttavia, precede di soli due giri d’orologio il pareggio di Saponara; di questi tempi sembra non poter mai mancare all’appello Suso, il quale al 61′ riporta in vantaggio i rossoneri col solito sinistro, su assist di Abate. E se Costa al 64′ infila nella sua stessa porta l’1-3 per il Diavolo con una sfortunata deviazione dopo un’arrembante discesa di Bonaventura, al 77′ Lapadula, ben pescato da Suso in area, è rapido nel rientrare sul sinistro e firmare con un solo colpo la doppietta personale e il decisivo poker che permette all’Aeroplanino di prender sempre più gusto nel volare alto in classifica.
La Roma non ci sta e si riprende dopo appena una notte la seconda posizione in graduatoria, battendo all’Olimpico il Pescara di Massimo Oddo grazie alla doppietta di Dzeko, al 17° gol stagionale, e al rigore di Perotti. La media delle realizzazioni giallorosse a partita è impressionante, ma Spalletti non ha ancora trovato il giusto metodo per non avere black-out e subire reti nel corso di un incontro: l’1-2 e il 2-3 di Memushaj e Caprari non sono un caso, ma fortunatamente questa Roma crea tanto e concretizza ancor di più, nonostante la rabbia giustificata del proprio tecnico. Vince di misura anche la Lazio di Simone Inzaghi, cinica nell’annientare, con Milinkovic, il Palermo (e forse anche definitivamente De Zerbi) al Renzo Barbera. Risponde alla grandissima l’Atalanta di Gasperini, che sbanca il Dall’Ara grazie alle reti di Masiello e Kurtic, mentre è ancora festa grossa a Torino, dove Iago Falque abbatte il Chievo di Maran con una straordinaria doppietta, regalando a Mihajlovic il terzo trionfo consecutivo e il -4 dal secondo posto. Al Sant’Elia il genio di Sau rialza la testa al Cagliari: il tacco del numero 25 rossoblu mette in ginocchio l’Udinese di Gigi Delneri, brava a rimettere tutto in discussione con Fofana dopo il vantaggio di Farias. La Sampdoria deve farsi furba per recuperare il match dell’Ezio Scida: la mancata restituzione di una rimessa laterale porta al gol di Bruno Fernandes che pareggia nel secondo tempo dopo il vantaggio iniziale di Falcinelli.

L'abbraccio tra Icardi (dx) e Brozovic (sx) dopo il gol dell'argentino in Inter-Fiorentina 4-2 (ph. Stileinter.it)

L’abbraccio tra Icardi (dx) e Brozovic (sx) dopo il gol dell’argentino in Inter-Fiorentina 4-2 (ph. Stileinter.it)

Perde terreno dalla vetta il Napoli di Maurizio Sarri, fermato in casa dal Sassuolo nonostante il solito bel gioco e le mille occasioni da gol prodotti. Sul finire del primo tempo è Insigne ad aprire le marcature con una conclusione di rara bellezza dopo la consueta immarcabile finta a rientrare ai danni di Gazzola. Nella ripresa ci pensa Defrel ad assicurare il punto ai suoi grazie a un destro al volo da manuale sul cross tra le linee di Gazzola: Reina e co. non possono far altro che stare a guardare l’ennesima occasione persa per il recupero in classifica. Conquista il bottino pieno, invece, e lo fa in grande, l’Inter di Stefano Pioli, che travolge 4-2, non senza rischi, la Fiorentina di Paulo Sousa: Brozovic al 3′ spara sotto la traversa, di destro, la palla dell’1-0 prima che Candreva sfrutti un pasticcio di Tatarusanu per raddoppiare. Il gol di Icardi al 19′ potrebbe essere il punto esclamativo del match se i nerazzurri non soffrissero dei soliti black-out: al 37′ Kalinic è il più rapido a fiondarsi sul lancio di Badelj e superare Handanovic per l’1-3; poi nel secondo tempo è il portiere sloveno a sbagliare tutto sulla conclusione di Ilicic consegnando un facile 2-3 alla Viola. I nerazzurri tremano fino all’ultimo ma conquistano i preziosissimi tre punti, certificati dal 4-2 decisivo di Icardi al 91′.

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