Gialli finanziari: Mou, CR7 e alcuni club italiani coinvolti. Le anticipazioni


Le anticipazioni sugli affari off-shore di club, giocatori e allenatori europei e italiani. Domani tutte le verità de’ L’Espresso

– di Tiziano De Santis –

Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid (ph. Indianexpress.com)

Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid (ph. Indianexpress.com)

Le crepe del mondo del calcio stanno per essere rivelate da L’Espresso: il settimanale fa infatti parte del network European Investigative Collaborations, il gruppo di ricerca volto all’indagine sulla trasparenza delle transazioni economiche di club e giocatori. Domani L’Espresso svelerà “tutti i segreti” che si nascondono dietro chi riesce a far svanire i propri guadagni in veri e propri paradisi fiscali, tramite un grosso giro di banche svizzere, prestanome e fatture; impegnati in veri e propri affari off-shore e triangolazioni finanziarie. Tra i protagonisti in negativo dei “segreti di football Leaks” il nome più pesante è quello di Cristiano Ronaldo, campione del Real Madrid nonché uno dei migliori poeti del calcio di sempre. Secondo quanto emerso dai Football Leaks, il portoghese ha trasferito nel 2009 i suoi diritti d’immagine alle Tollin Associates, società con sede nelle Isole Vergini Britanniche, un paradiso fiscale dei Caraibi. In tal modo aggirare il fisco è stato un gioco da ragazzi; non solo, perché Ronaldo ha anche incassato  circa 70 milioni di euro di entrate delle sponsorizzazioni. Le transazioni tra la Spagna e i Caraibi sono avvenute attraverso le intestazioni dei contratti pubblicitari alle due società irlandesi Mim e Polaris, la seconda delle quali è legata al procuratore Jorge Mendes. Non solo, perché alla fine del 2014 ben altri 74 milioni di euro sono andati dritti dritti nelle tasche di Ronaldo grazie ad un contro svizzero dopo la cessione dei diritti di immagine del quinquennio 2015-2020 a Peter Lim, uomo di affari di Singapore vicino allo stesso Mendes e spesso accostato all’acquisizione di vari club europei, come il Milan nel 2014.

José Mourinho, allenatore del Manchester United (ph. Lostivalepesante.it)

José Mourinho, allenatore del Manchester United (ph. Lostivalepesante.it)

Non meno pesante è il nome dell’attuale allenatore del Manchester United Josè Mourinho, il quale avrebbe trasferito i propri guadagni di oltre 2 milioni di euro in un paradiso fiscale tra il 2004 e il 2009. Ingaggiato dal Chelsea, infatti, lo Special One ha ceduto i diritti di immagine alla Koper Services, società con sede nelle caraibiche British Virgin Island. Nei sei anni a seguire Mourinho ha pagato solo il 6% di tasse nonostante l’ammontare dell’oro a 8,1 milioni ad opera delle casse del Real Madrid. Secondo L’Espresso, la Koper Services, fa riferimento alla fondazione neozelandese Kaitaia Trust, realizzata dal Mourinho nel 2008 e di cui sono beneficiari moglie e figli. La Koper Services è registrata a Road Town, sull’isola di Tortola, presso lo stesso indirizzo della Tollin Associates di Cristiano Ronaldo. Jorge Mendes non ha perso tempo nel dichiarare, attraverso la sua Gestifute, che Ronaldo e Mourinho sono in regola con il Fisco sia in Spagna che in Inghilterra.
L’Espresso cita anche i nomi di alcuni club italiani coinvolti in questa girandola illegale di transazioni economiche: Inter, Milan, Roma, Juventus, Napoli, Torino e Palermo figurano nell’archivio da 1,8 terabyte fornito al Der Spiegel da una fonte anonima. E non mancherebbero neanche alcuni fuoriclasse della Serie A.

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