Lisbona “chiàzz de Napule”. Pari Psg e City. Arsenal e Barça super


Le sentenze del martedì sera di Champions League: Napoli, show contro il Benfica e 1° posto. Lewandowski supera l’Atletico. Barça e Arsenal forza quattro

– di Tiziano De Santis –

José María Callejón esulta dopo il gol segnato contro il Benfica nel match vinto dai partenopei per 2 reti a 1 (ph. Ansa.it)

José María Callejón esulta dopo il gol segnato contro il Benfica nel match vinto dai partenopei per 2 reti a 1 (ph. Ansa.it)

Dici “serata di Champions“, leggi notte delle stelle. Tra i fenomeni del calcio europeo splende forte la luce azzurra del Napoli di Maurizio Sarri, impegnato nella difficile trasferta di Lisbona contro il Benfica di Rui Vitória. In palio? Gli ottavi della massima competizione calcistica del nostro continente, non un obiettivo qualunque per i partenopei, che non vi accedono da ben cinque stagioni, da quando, cioè, Lavezzi e Cavani portavano avanti la squadra di Walter Mazzarri sino al 4-1 incassato allo Stamford Bridge dal Chelsea. Questa, tuttavia, è un’altra storia, perchè il Napoli di oggi dimostra qualità sin dall’inizio della gara coi portoghesi, unendo alla bellezza del calcio totale praticato da Sarri (alla prima esperienza in Champions) anche il cinismo giusto per piegare gli avversari di fronte al loro pubblico. In particolare è Insigne ad interpretare bene il ruolo di trequartista dietro a Callejon e Gabbiadini, non del tutto precisi nel finalizzare le due occasioni create sino ai minuti finali del primo tempo. La seconda frazione di gara si apre con la notizia della vittoria quasi certa della Dinamo Kiev sul Besiktas, dato il divario di 4 gol (diventeranno 6 al 90′) in favore degli ucraini: all’Estádio da Luz ci si gioca, pertanto, il primo posto del Girone B, giusto quanto basta al Napoli per ingranare la doppia marcia e portarsi in vantaggio di ben due gol tra il 60′ e il 79′. Mertens, subentrato a Gabbiadini al 57′, sforna l’assist vincente per il pallonetto di rara bellezza di Callejon ai danni del povero Ederson, che può solo guardare il pallone insaccarsi per lo 0-1 azzurro. Il belga, 19 minuti più tardi, ipnotizza il difensore rivale con un doppio cambio di direzione prima di raddoppiare con un gran destro che bacia il palo ed entra in rete. A nulla vale l’1-2 del Benfica targato Jimenez all’87’, lesto nello sfruttare un erroraccio di Albiol al limite dell’area di rigore partenopea e nel trafiggere Reina per la rabbia di Sarri in panchina. Il finale del match è già scritto e il Napoli sbanca Lisbona regalandosi il pass per gli ottavi da primo in graduatoria.

L'esultanza del Barcellona nel match del Camp Nou contro il Mönchengladbach, vinto 4-0 (ph. Skysports.com)

L’esultanza del Barcellona nel match del Camp Nou contro il Mönchengladbach, vinto 4-0 (ph. Skysports.com)

Il Bayern di Carlo Ancelotti si qualifica da secondo, nel Gruppo D, piegando l’Atletico di Simeone grazie al solito Lewandowski: al 28′, infatti, l’attaccante polacco sblocca la partita in maniera decisiva con una punizione dai diciotto metri. La 20^ marcatura dell’asso dei Roten spedisce a casa gli spagnoli, già sicuri, a loro volta, del primo posto in classifica. L’Arsenal di Arsene Wenger non ha problemi nel superare il Basilea di Urs Fischer nella trasferta del Sankt Jakob-Park. L’accesso agli ottavi è stato già conquistato dai Gunners, che, tuttavia, devono uscire dalle mura nemiche con un risultato migliore di quello del Psg per arrivare primi nel girone. E così è, perchè mentre il team di Unai Emery riesce ad agguantare il 2-2 conclusivo solo all’ultimo, al Parco dei Principi, contro il Ludogorets, i londinesi dell’Arsenal impiegano 16 giri d’orologio per chiudere una gara che in pratica è terminata nel momento in cui è finita: l’uno-due di Perez tra l’8′ e il 16′ viene completato, tra il 47′ e il 53′, dal terzo gol dell’attaccante spagnolo e dal 4-0 di Iwobi, prima della rete della bandiera firmata da Doumbia al 78′. Primo, nel Girone C, è il Barcellona di Luis Enrique, che vince sonoramente contro il Mönchengladbach di André Schubert al Camp Nou: se Messi apre le marcature al 16′, il ruolo da protagonista lo ruba alla grandissima Arda Turan, capace di mettere a referto una tripletta super tra il 50′ e il 67′. Succede tutto nel primo tempo, invece, all’Etihad Stadium, dove il Celtic di Brendan Rodgers gela al 4′ Guardiola e i tifosi di casa con Roberts. All’8′ Nolito deve inventarsi un capolavoro per pescare bene Iheanacho, autore del pareggio del City grazie a un gran sinistro su cui Gordon non può nulla. City secondo dietro il Barça, Celtic ultimo nel Gruppo C. Termina senza reti, infine, la gara del Philips Stadion tra Psv e Rostov, rispettivamente ultima e terza forza del Gruppo D.

 

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *