Alla scoperta del Mondiale 2026: supplementari solo per semifinali e finale


La proposta del presidente FIFA Gianni Infantino per i Mondiali del 2026: via i supplementari dalla fase a eliminazione diretta?

– di Tiziano De Santis –

Gianni Infantino, presidente FIFA (ph. Gds.it)

Gianni Infantino, presidente FIFA (ph. Gds.it)

Per la prima volta, dal 2026, il Mondiale verrà disputato da 48 squadre divise il 16 gruppi da 3. Le prime due di ogni gruppo si affronteranno in scontri diretti a partire dai sedicesimi, per un ammontare degli incontri da 64 a 80 in un solo mese. Ma la riforma del presidente FIFA Gianni Infantino ingloba anche alcune modifiche specifiche all’interno dei vari Gruppi. Già, perchè dal 2026 l’andamento dei match della massima competizione calcistica internazionale cambierà: l’idea è quella di andare direttamente ai rigori. Questo significherebbe che chi non riuscirà a prevalere sui propri avversari resterebbe fermo a 1 punto, motivo per cui i penalty, in caso di pareggio tra due nazionali, servirebbero solo dopo la terza gara. Un marchingegno sicuramente non eccezionale quello suddetto; e allora perchè non usare il ranking? Come noto, il sistema di classificazione mondiale Fifa cambierà: Infantino vuole che ogni gara, comprese le amichevoli, sia un incontro vero e proprio; di pari passo, il coefficiente stesso sarebbe annesso al valore specifico di ciascun team e sarebbe indispensabile per qualificarsi al Mondiale. Altra proposta è l’eliminazione della fase supplementare delle partite, non tutte bensì solo quelle di eliminazione diretta dei sedicesimi, degli ottavi e dei quarti. Semifinali e finali, invece, rimarrebbero immutate con i tempi supplementari al termine dei 90 minuti regolamentari. In tal modo, si eviterebbe uno spettacolo molto spesso non all’altezza delle aspettative, dovuto alla stanchezza e alla paura di perdere delle squadre coinvolte sino al 120′. Di sfondo alle suddette novità è la trattativa con l’ECA, Associazione dei Club Europei, il cui presidente, Karl-Heinz Rummenigge, ha espresso la propria contrarietà: “Il numero di partite durante l’anno ha già raggiunto un livello inaccettabile, in particolare per i giocatori delle nazionali. Dobbiamo concentrarci di nuovo sullo sport. Commercio e politica non dovrebbero essere la priorità esclusiva“. La trattativa tra Fifa ed Eca è, pertanto, in fase interlocutoria, sebbene i toni non siano spesso leggeri.

 

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