La Viola fa nera la Juve e riapre il campionato. L’Inter non si ferma più


Nella prima giornata di ritorno della Serie A, la Juve cade malamente a Firenze; godono Roma e Napoli. L’Inter vince la quinta di fila; Milan, pari a Torino

– di Tiziano De Santis –

Ivan Perisic (sx) e Mauro Icardi (dx) si danno il cinque in Inter-Chievo 3-1 (ph. Outdoorblog.it)

Ivan Perisic (sx) e Mauro Icardi (dx) si danno il cinque in Inter-Chievo 3-1 (ph. Outdoorblog.it)

Ed eccoci al girone di ritorno della Serie A: d’ora in avanti ogni partita può essere decisiva per gli equilibri di una classifica che vede la Juventus ancora prima in classifica ma con una Roma e un Napoli sempre più in agguato-vetta e un’Inter capace di vincere ben cinque gare consecutive e risalire la china di una graduatoria sempre più corta.
Se nell’anticipo pomeridiano del sabato il Bologna di Roberto Donadoni riesce a superare il Crotone di Davide Nicola grazie alla rete di Dzemaili confermando definitivamente di avere una marcia in più rispetto a chi quest’anno è chiamato solo a doversi salvare, i nerazzurri abbattono il Chievo nel match casalingo della sera. Tra le mura amiche del Meazza, infatti, si consuma l’ennesima rimonta della formazione di Stefano Pioli, coraggioso (ma non troppo) nello schierare al centrocampo sin dal primo minuto il neoacquisto Roberto Gagliardini: l’ex-Atalanta mostra subito la personalità giusta per meritarsi gli applausi di uno degli stadi più “severi” della scala del calcio, riscaldando i guanti di Sorrentino per ben due volte nella prima frazione di gioco. Il portiere gialloblu deve tirar fuori il meglio del proprio repertorio per sventare le numerose minacce nerazzurre, riassumibili in ben cinque tiri nello specchio della propria porta nel corso del primo tempo. Icardi e Candreva vedono spegnersi due conclusioni pericolosissime nella prontezza dell’estremo difensore rivale, ma quel che più è degno di nota è l’intero gioco dei padroni di casa, bravi nel recuperare il pallone con un pressing alto e nel farlo girare con una velocità che mette in seria difficoltà una delle difese migliori del nostro campionato. Gli ospiti, tuttavia, riescono a trovare il vantaggio al 34′, quando sul cross di Birsa il veterano Sergio Pellissier si fa trovare pronto, nel cuore dell’area di rigore, a beffare in un solo colpo D’Ambrosio e Handanovic e a far tremare l’intero popolo nerazzurro sino al 69′, minuto del pari firmato Icardi-Candreva: se l’ex-Lazio è autore di un cross perfetto per forza e precisione, l’argentino non smentisce la puntualità nel trafiggere le speranze avversarie con un anticipo rapace seguito da un velenoso tocco su cui Sorrentino proprio non può nulla. Il bel gioco dell’Inter trova la propria consacrazione nella rete del sorpasso firmata Ivan Perisic, che, dopo numerose discese sulla fascia senza la giusta fortuna, riesce a superare la retroguardia veronese con una veloce serpentina e a beffare di destro il portiere campano per il 2-1. Al 93′ il punto esclamativo sul match porta la firma della panchina nerazzurra: Palacio è lesto nello sfruttare un errore dei rivali per mettere al centro una palla invitante su cui il primo ad arrivare è Eder, che di destro ipoteca la quinta vittoria consecutiva per i suoi e la 6^ posizione in classifica, alle spalle dei cugini rossoneri.

Radja Nainggolan esulta dopo il gol segnato in Udinese-Roma 0-1 (ph. Destrosecco.it)

Radja Nainggolan esulta dopo il gol segnato in Udinese-Roma 0-1 (ph. Destrosecco.it)

Il pranzo della domenica è accompagnato dalla scorpacciata del Cagliari ai danni del Genoa, messo in ginocchio per ben quattro volte al Sant’Elia: nonostante l’apertura della marcature del Cholito Simeone su assist di Edenilson, i sardi rimangono in partita più che mai annullando letteralmente gli ospiti con Borriello, autore di una doppietta, Joao Pedro e Farias, ultima firma del 4-1 finale e della quarta sconfitta consecutiva di un Grifone che vola basso ormai da troppo tempo. Stesso risultato si consolida al Mapei Stadium, dove il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, passato in svantaggio col Palermo dopo appena 8 minuti causa illuminazione di Nestorovski e cinismo di Quaison, trova il pareggio con Matri al 15′ prima di passeggiare letteralmente dinanzi ai propri tifosi grazie al raddoppio di Ragusa, al terzo gol targato ancora Matri e al definitivo 4-1 di Politano: i neroverdi tornano alla vittoria dopo un periodo no mentre per la squadra di Corini si tratta della seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro l’Empoli. Empoli capace di fermare sullo 0-0, al Marassi, la Samp di Marco Giampaolo, il cui ultimo bottino pieno risale al 4 dicembre scorso, quando i doriani sconfissero il Torino per 2 reti a 0: da allora due pareggi e tre k.o. hanno fatto sostare i blucerchiati al 13° posto in classifica e ben lontano dalle proprie pretese di inizio campionato. Roma e Lazio superano non senza paura rispettivamente per 1-0 e 2-1 l’Udinese in trasferta e l’Atalanta in casa. I giallorossi devono ringraziare Nainggolan, il quale dopo appena 12 minuti fa svanire gli erroracci di Dzeko sotto porta (anche un rigore sbagliato per il bosniaco) con una bella girata di destro sulla precisa scucchiaiata di Strootman. Le aquile, invece, tornano in zona Champions grazie a Milinkovic e Immobile, bravi a rimontare il vantaggio della Dea firmato Petagna e a farsi vedere, così, sempre più vicini nello specchietto del Napoli, distante solo una lunghezza dopo la convincente prova del San Paolo contro il Pescara di Massimo Oddo, massacrato dai colpi di Tonelli, Hamik e Mertens (al 50° gol in azzurro) e sempre più ultimo, insieme al Crotone, in classifica. A nulla serve il 3-1, dal dischetto, di Caprari, perchè la partita è già terminata molto prima a favore dei partenopei, alla seconda vittoria di fila e a -3 dal secondo posto occupato dalla Roma.

L'esultanza di Kalinic dopo il gol in Fiorentina-Juventus 2-1 (ph. Calciomercato.com)

L’esultanza di Kalinic dopo il gol in Fiorentina-Juventus 2-1 (ph. Calciomercato.com)

Eppure qualcosa cambia nelle parti alte della graduatoria, perchè la Juventus capolista perde malamente contro la Fiorentina nel posticipo serale della domenica: al Franchi, la Viola annulla la formazione di Allegri, per l’ennesima volta svogliata e quasi del tutto assente dal campo per l’intera prima frazione di gara. Il fraseggio e la tecnica dei toscani è un puro spettacolo al cospetto delle distanze eccessive tra il centrocampo e l’attacco bianconeri e la rete di Kalinic al 37′ è l’esatto riassunto di quanto espresso in campo dai padroni di casa sino a tale minuto: su una palla aerea vagante, il primo ad arrivare e ad avere tutto il tempo di stoppare e ragionare è Bernardeschi, il quale offre una splendida palla in profondità a Kalinic, chirurgico nel battere Buffon con un ottimo diagonale destro. Il 2-0 di Badelj al 54′ è solo la conferma di una prestazione super dell’intero centrocampo di Paulo Sousa, mentre il 2-1 di Higuain 4 giri d’orologio più tardi altro non è che la freddezza di un campione sotto porta in un match troppo confusionario per la conquista di una vittoria e, addirittura, di un pareggio. Mai come ora il campionato è stato aperto a ogni possibile pretendente per lo scudetto, corsa in cui il Milan rimane molto più indietro dopo il 2-2 rifilato al Torino sciupone di Sinisa Mihajlovic nel del lunedì sera: a Belotti e Benassi rispondono, nella ripresa, Bertolacci e Bacca su rigore. Per i Granata, pesa l’errore di Ljajic dal dischetto al 32′ del primo tempo, mentre i rossoneri saranno costretti a fare a meno di Romagnoli, espulso per doppio giallo, nel prossimo turno casalingo contro il Napoli.

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