La Fortitudo vince nella bolgia del PalaDozza e conquista le Final Eight


I biancoblù portano a casa una partita combattutissima in un clima infuocato, piegando Mantova 63-62, nonostante i brividi nel finale. La Effe conquista in un colpo solo Final Eight di Coppa Italia e secondo posto

– di Calogero Destro –

Amici, autore della tripla decisiva a 1′ e 19″ dalla sirena (ph.Schicchi)

Due piccioni con una fava. La Fortitudo, grazie alla vittoria al cardiopalma contro Mantova (63-62 con brivido finale sulla tripla di Moraschini) conquista infatti in un colpo solo Final Eight di Coppa Italia e secondo posto in solitaria, in virtù delle sconfitte di Montegranaro e Udine. L’ex Davide Lamma, applauditissimo dal pubblico del PalaDozza prima della gara, non riesce a piazzare la settima zampata in fila, ma la sua squadra ha rischiato seriamente di fare il colpaccio.

La partita- Boniciolli sceglie di partite far partire in quintetto i due americani più Italiano, Chillo e Gandini da centro. La Effe trova subito buona intensità in difesa, ma in attacco, a parte le iniziative di McCamey (7 punti nei primi 10′) e Legion, costruisce poco, nonostante una forte presenza a rimbalzo offensivo. Mantova rimane a contatto grazie alle giocate di Candussi, poi prova a strappare piazzando un parziale di 10-0 negli ultimi 3′ del primo quarto (13-19 all’8′). L’attacco dei padroni di casa è troppo frenetico, e non trae giovamento neanche degli ingressi di Mancinelli e Rosselli, poco lucidi. Ci pensa dunque Amici a fermare l’emorragia con un gran jumper, che manda le squadre al primo mini-risposo sul 15-19. Nel secondo periodo le due squadre hanno le polveri bagnate. La Effe mette appena due punti fino al 15′ (6/12 da 2, 0/5 da 3 nel secondo quarto). Nemmeno la squadra di Lamma brilla per percentuali, ma a differenza dei padroni di casa attacca con le idee chiare, riuscendo a scappare addirittura sul +12 con la bimane di Timperi in contropiede. Nel momento di massima difficoltà la Consultinvest trova iniziative vincenti da Legion, che prima segna dopo un’eternità, e poi assiste Pini, rianimando il PalaDozza. I biancoblù stringono le maglie difensive e dall’altra parte appoggiano il -4 con Gandini (27-31 al 18′). Il terzo fischio in fila a favore dei lombardi permette infine a Jones di fare 2/2 dalla lunetta, con le squadre che rientrano negli spogliatoi sul 27-33.

Mancinelli inizia la ripresa sbloccandosi con quattro punti in fila e riportando sotto la Effe. I biancoblù concedono qualche extra-

McCamey: con due palloni persi nel finale ha rischiato di far crollare la Effe (ph.Schicchi)

possesso di troppo, ma non pagano dazio. Moraschini brucia la retina da oltre l’arco, Pini tiene i suoi a -2. Poi Rosselli, con il ghiaccio nelle vene, sigla il sorpasso Consultivest da oltre l’arco con 4′ e 34″ sul cronometro del terzo quarto (38-37). Ma Mantova risponde subito con le due bombe in fila di Vencato e di un ispiratissimo Moraschini, che intervallate dall’appoggio di Chillo tengono avanti di un possesso pieno gli ospiti (40-43 al 28′). La Effe s’innervosisce per alcune decisioni a sfavore fischiate del terzetto arbitrale. Il pubblico s’infiamma, mentre la squadra di Lamma tenta nuovamente la fuga incrementando il proprio vantaggio fino al 43-51 con cui si entra nell’ultimo periodo.

Ancora Mancinelli (12 punti, 4 reb) apre il quarto quarto con un appoggio facile. Il clima del Palazzetto è infuocato: si gioca in una tonnara, con il cronometro che si ferma costantemente e Italiano, dalla panchina, a cambiare l’inerzia della gara con grinta e giocate “al limite”. Mantova perde ritmo e non trova più la via del canestro, mentre la Effe, grazie ad un parziale di 10-0, si riporta avanti (53-51 al 35′). Si gioca punto a punto, con i due veterani in maglia biancoblù, Rosselli e Mancinelli, a guidare il break decisivo dei padroni di casa (60-56 al 37′). L’antisportivo fischiato a Rosselli fa salire ancora i decibel del Paladozza, che dopo l’1/2 di Jones può però esplodere sulla bomba chirurgica di Amici, valevole due possessi di vantaggio per l’Aquila a 1′ e 19″ dalla sirena (63-57). Sembra ormai fatta, ma la disastrosa gestione di McCamey, che perde due palloni in fila, permette a Mantova di riportasi sul -1 con 33′ da giocare. Boniciolli chiama time-out. Pallone a Rosselli, che in avvicinamento non trova però fortuna. L’ultimo tiro è allora per Mantova, che con 18″ sul cronometro avrebbe la clamorosa chance per portarla a casa. Ma l’ex Virtus Moraschini (22 punti, 4/6 da 3) va lungo dai 9 metri e condanna i suoi. Il risultato finale è dunque di 63-62, e regala ai padroni di casa secondo posto e Final Eight di Coppa Italia in un sol colpo. Dopo la sirena, da registrare anche le storie tese fra un nervosissimo Jones (accompagnato fuori dal parquet dai compagni) e Italiano, che non arrivano però a contatto.

Postpartita- Nel postpartita coach Boniciolli ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni: “Questa partita vale un commento, come tutto il nostro girone d’andata. Mantova è la squadra più in ritmo del momento, e li abbiamo tenuti a 62. Jones, a 25 di media nelle ultime 5, questa sera ha fatto 5 punti. Direi che abbiamo fatto qualcosa. La solidità difensiva ci ha permesso di vincere la partita. Siamo venuti a giocare contro una squadra fortissima come Mantova con gli stessi che avevano vinto a Piacenza, perché squadra che vince non si cambia. Sono molto ottimista dopo la fine del girone d’andata: questa squadra, che ha avuto una serie di problemi significativi, è comunque seconda (da sola) a 4 punti da Trieste. In queste partite c’è stato uno sforzo difensivo importante nonostante una qualità offensiva non ancora all’altezza dei giocatori che ho a disposizione. Fultz, che ci è mancato molto nella prima parte parte di stagione, affiancando McCamey in cabina di regia, formerà la miglior coppia di play del campionato. Mercato? Vogliamo chiudere la stagione con la squadra con cui siamo partiti. L’unico innesto che chiederò – e l’ho già fatto presente alla società – sarà un play americano di livello a un mese e mezzo dalla fine del torneo. Su Ruzzier non c’è nulla di vero“.

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