Un Bologna senz’anima cade a Crotone: decide Simy al 25′ del primo tempo


Il Bologna cade allo “Scida” dopo il gol siglato nel primo tempo dal nigeriano Simy. La squadra di Donadoni è apparsa stanca e senza la giusta voglia. Si salva solo Mirante, decisivo con un paio di interventi nel primo tempo per tenere in partita i suoi

– di Calogero Destro –

 

Nwanko Simy, giustiziere del Bologna allo “Scida” (ph. zimbio)

Una sfida tra due vecchi amici, che ora devono pensare al presente“. Roberto Donadoni aveva presentato così la gara dello “Scida” fra Crotone e Bologna. Il tecnico bergamasco, che decide di puntare ancora sul 4-3-3 visto contro la Roma, schiera in avanti il tridente composto da Verdi, Palacio e Di Francesco. Mentre in difesa la spunta Torosidis su Mbaye, con Donsah che vince invece il ballottaggio per la mezzala sinistra a scapito di Dzemaili, non al meglio della condizione. Zenga, con un organico decimato dalla tante assenze, allarga Trotta sulla destra inserendo Simy come punta centrale. In mezzo, Stoian agisce da mezzala destra al posto dell’indisponibile Benali, mentre in difesa torna Capuano dopo il turno di squalifica scontato contro il Torino.

Il Crotone fa la partita, con il Bologna che si difende, almeno all’inizio, in maniera ordinata e senza rischiare nulla. Il primo squillo del match è di marca calabrese, con Trotta che al 9′ si accentra dal’out di destra e prova la botta sul primo palo, ma Mirante si distende e spedisce in angolo. Il portiere rossoblù è ancora protagonista al 15′, quando sventa un tiro ravvicinato di Ricci. Al 18′ si fa vedere anche il Bologna, con il calcio di punizione dai 30 metri di Verdi alzato sopra la traversa da un attento Cordaz. La squadra di Zenga trova dunque il vantaggio al 25′: cross tagliato di Stoian dalla trequarti e Simy che sguscia alle spalle di De Maio, infilando Mirante col piattone mancino da sotto misura. Ma sul gol subito è davvero colossale la dormita della retroguardia ospite, che si fa sorprendere a difesa schierata. La reazione dei felsinei è timida, il giro palla compassato e sterile. Così il risultato al rientro negli spogliatoi rimane invariato.

Donadoni opta subito per un cambio, inserendo Dzemaili per Donsah. Dopo 2′ dall’inizio della ripresa ancora Verdi ha una chance

Rodrigo Palacio, autore di una prestazione opaca contro il Crotone (ph.zimbio)

su calcio da fermo, stavolta dal limite dell’area calabrese. Il tentativo del prodotto del vivaio del Milan è interessante ma non si abbassa a sufficienza e termina alto. Al 61′ nelle file rossoblù è il momento di Cesar Falletti per un anonimo Di Francesco. Al 66′ è però il Crotone ad andare vicino al raddoppio, con Ricci che (perso da Torosidis) a ridosso dell’area piccola non riesce ad imprimere la giusta forza alla sua conclusione e spreca malamente. Al 74′ Donadoni si gioca anche l’ultimo cambio, mettendo Avenatti per Poli e passando dunque al 4-2-3-1 con l’uruguagio ad agire da prima punta e Palacio (completamente fuori dalla partita) a supporto. La partita però è abbastanza spezzettata, con il Bologna che non riesce ad alzare il ritmo della propria manovra offensiva e vede quindi spegnersi le proprie possibilità di riacciuffare i padroni di casa, che al triplice fischio di Calvarese conquistano tre punti fondamentali in ottica salvezza.

Un Bologna senz’anima cade dunque a Crotone. I due risultati utili consecutivi contro avversarie di livello superiore come Lazio e Roma, facevano in realtà presagire una partita diversa da parte degli uomini di Donadoni. Invece i felsinei sono scesi in campo scarichi, senza voglia e mancanti della grinta necessaria per affrontare una squadra che era all’ultima spiaggia, o quasi. Perché perdere fa sempre male, ma farlo senza lottare e lasciare in campo tutto quello che si ha – come ha dimostrato il Bologna di oggi – ancora di più.

  

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