A Liverpool vincono i tifosi: no al rincaro degli abbonamenti


Dopo l’abbandono dello stadio per protesta da parte di 10mila tifosi, il Liverpool ha bloccato l’aumento indiscriminato degli abbonamenti per la prossima stagione

– di Marco Vigarani –

Ampi spazi vuoti ad Anfield nel finale della gara tra Liverpool e Sunderland (ph. This is Anfield)

Ampi spazi vuoti ad Anfield nel finale della gara tra Liverpool e Sunderland (ph. This is Anfield)

In un calcio sempre più schiavo di sponsorizzazioni e diritti televisivi, i tifosi del Liverpool hanno dimostrato che la gente ha ancora il potere di influenzare le decisioni di un club. Tutto nasce dalla decisione del club britannico di innalzare significativamente i prezzi di abbonamenti e biglietti per la stagione 2016/17 dando seguito ad un trend già ben noto ma compiendo un balzo in avanti davvero clamoroso. Il prezzo minimo della tessera stagionale infatti avrebbe superato le 1000 sterline ed il biglietto per il singolo match sarebbe arrivato a quota 77 sterline dall’attuale di 59. Ecco allora la protesta civile ma politicamente pesante messa in atto dai tifosi ad Anfield in occasione della gara tra Liverpool e Sunderland: con i Reds in vantaggio 2-0, ben 10mila supporters hanno deciso di abbandonare insieme gli spalti dell’impianto esattamente al minuto 77 per riversarsi nelle strade circostanti e manifestare la propria indignazione uniti sotto il motto “Football without fans”. La protesta è stata clamorosa a maggior ragione visto l’affetto che da sempre lega i tifosi al Liverpool e ha generato un’onda di scalpore tale da scomodare anche il premier britannico David Cameron che nei giorni scorsi aveva dichiarato: “Se alcune squadre sovvenzionate in massima parte da sponsorizzazioni o altre fonti alzano molto rapidamente i prezzi ogni anno iniziamo ad avere un problema serio“.

"Football without Fans" è il motto della protesta (ph. Telegraph)

“Football without Fans” è il motto della protesta (ph. Telegraph)

Ieri sera però si è giunti al dietrofront da parte del club con una lunga nota firmata dall’azionista di maggioranza John Henry, dal chairman Tom Warner e dal presidente Mike Gordon in cui si legge: “È stata una settimana tumultuosa. A nome di tutto il Fenway Sports Group e del Liverpool Football Club, vorremmo chiedere scusa per i disagi creati dal nostro piano prezzi per la stagione 2016-17. Siamo stati particolarmente colpiti dalle accuse di non interessarci dei nostri supporter e di voler guadagnare sul club. Dal primo giorno di insediamento al Liverpool ci siamo sempre focalizzati sul far tornare la società sul tetto del mondo del calcio. Non abbiamo mai tolto un soldo alla squadra, ma ne abbiamo investiti parecchi per migliorare la rosa e lo stadio. Il messaggio è stato ricevuto e dopo un periodo di consultazione abbiamo deciso di congelare il rincaro del prezzo dei biglietti, che rimarrà uguale a quello dell’attuale stagione“. Questa volta hanno davvero vinto i tifosi (ed il buonsenso) scongiurando un aumento indiscriminato e clamoroso di prezzi già decisamente elevati e Liverpool può diventare un precedente significativo per rivendicazioni ormai sempre più diffuse in giro per il mondo.

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