A Udine non c’è gara, la GSA strapazza la Fortitudo


La Fortitudo subisce una pesante sconfitta da Udine, coi padroni di casa estremamente precisi dall’arco. Vandoni non fa drammi ma l’arbitraggio non gli è piaciuto

– di Massimo Righi –

Samoggia, miglior realizzatore della partita con 14 punti assieme a Montano (ph. fortitudo.it)

Samoggia, miglior realizzatore della partita con 14 punti assieme a Montano (ph. fortitudo.it)

La Fortitudo torna da Udine con le ossa rotte, seppellita dai canestri dei padroni di casa che hanno letteralmente messo in ginocchio i bolognesi, assolutamente fuori giri sia in attacco, sia in difesa. A rendere la sconfitta ancora più amara, ci si mette anche il doppio svantaggio nello scontro diretto, con Udine vincitrice di entrambe le gare del torneo. Dalla disfatta friulana non si salva nessuno, nuovi innesti compresi, anche se la squadra mancava di un fattore fondamentale, il tifo, impossibilitato a seguire la squadra per il divieto imposto dalla questura di Udine.

In un’arena mezza vuota, con una sparuta presenza di tifosi di casa e qualche fortitudino presente da fuori regione, inizia la partita e l’andazzo è abbastanza chiaro sin dalle prime battute: difensivamente non c’è neanche male, ma in attacco è notte fonda. Tutto sommato però la gara è equilibrata e dopo 10’ si chiude sul +4 Udine sul punteggio di 16-12. La prima parte del secondo quarto è un’avvisaglia della buona vena al tiro di Udine, che piazza un break importante a suon di triple. La Effe però non si perde e risponde con un contro break dettato dai tiratori dall’arco che ricuciono lo svantaggio, chiudendo sotto 35-33 il primo tempo.

Ci sono ancora tutti i presupposti per giocarsela, ma Udine è smodatamente precisa dalla lunga distanza e dopo un breve momento di parità, inizia a bombardare senza pietà. La Fortitudo accusa il colpo e non riesce a replicare, affondando pian piano contro l’artiglieria pesante friulana. Si avverte una minima reazione biancoblù ma Udine ricaccia indietro gli ospiti con altre triple. Al 30’ il punteggio è 58-49. Volendo non è ancora tutto perduto, ma il braccio armato di casa continua a infilare canestri, con il divario che si allarga e con Vandoni che non sa più che pesci pigliare. Si arriva addirittura a chiuderla per tempo, con gli ultimi minuti che servono solo per gonfiare un po’ le percentuali. All’ultima sirena, Udine vince 83-70.

Le parole di coach Vandoni: “Il punteggio finale indica che non abbiamo difeso come in altre occasioni, ma non ho capito quale fosse il metro di giudizio, con sfondamenti da una parte e non dall’altra. Dovevamo essere più forti anche di questo, mentre siamo stati morbidi e abbiamo concesso troppo. Pensavamo di poter imporre i ritmi difensivi, ma gli arbitri hanno fatto certe scelte e abbiamo perso lucidità. Loro hanno colpito da tre e sono stati bravi, noi dovevamo limitarli meglio: ne faremo tesoro per il futuro. Il campionato è lungo. L’inserimento di Italiano? Va bene, migliorerà sempre di più”.

GSA Udine 83: Zacchetti 16, Di Viccaro 18, Pilotti 14, Piazza 2, Poltroneri 17, Ciriciofolo, Anello 5, Zampolli 9, Milnar 2, Principe. All. Corpaci

Fortitudo Eternedile 70: Montano 14, Lamma 8, Carraretto 13, Grilli 1, Valentini 5, Raucci 3, Samoggia 14, Iannilli 9, Italiano 3, Mancin. All. Vandoni

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *