Abbonati in calo per la prima volta nell’era Saputo: quota 14mila resta un miraggio


Chiude a quota 13620 la campagna abbonamenti del Bologna in calo di qualche unità rispetto all’anno scorso. L’ultimo exploit oltre i 14mila risale al 2008

– di Marco Vigarani –

Per la prima volta nell’era Saputo non c’è stato un incremento negli abbonamenti stagionali (ph. Schicchi)

Il dato non è stato ancora annunciato, ma la consueta nota alla stampa comparsa in tribuna domenica sera ha consegnato una certezza alla nuova stagione del Bologna: la corsa all’abbonamento si è arrestata. Per la prima volta dall’avvento della nuova proprietà americana infatti non c’è stato un aumento nel numero delle tessere stagionali che si sono fermate a quota 13620 ovvero a 126 unità in meno rispetto allo scorso anno (-0,9%). Non si tratta teoricamente di un dato preoccupante ma la tendenza risulta comunque significativa visto che evidentemente l’onda dell’entusiasmo avviata da Tacopina e prolungata da Saputo si è già esaurita dopo appena tre anni. Se nell’estate del ritorno in Serie A si era segnato un prevedibile +25% rispetto alla stagione precedente, già dodici mesi fa la campagna sottoscrizioni vide l’incremento rallentare ad un timido +7% per poi arrivare oggi ad uno stop. Resta quindi ancora una volta lontana la simbolica quota 14mila che non viene centrata ormai da ben nove anni. Va sottolineata anche la minima differenza tra il dato attuale e l’ultimo della vituperata presidenza Guaraldi, capace di arrivare a 13295 tessere nell’estate 2013: appena 325 in meno rispetto al terzo anno della gestione Saputo.

STAGIONE ABBONATI INCREMENTO
2017/18 13620 -0,9%
2016/17 13746 +7%
2015/16 12734 +25%
2014/15 (B) 9571 -39%
2013/14 13295 +0,6%
2012/13 13216 -0,07%
2011/12 13225 +18%
2010/11 10823 -16%
2009/10 12583 -18%
2008/09 14860

La prima riflessione riguarda i freddi numeri che confermano un dato ormai assodato: il pubblico fidelizzato non riesce ad aumentare significativamente. Se da ormai dieci anni la quota finale degli abbonamenti al Bologna oscilla in media sempre sulle 13mila unità è evidente che il bacino attuale d’utenza sia questo e le iniziative messe in campo su ogni fronte in questi anni non siano mai risultate efficaci. Ne consegue una bocciatura sostanziale anche delle istanze della tifoseria che continua, più o meno velatamente, a chiedere un aumento dei posti nel progetto del nuovo stadio Dall’Ara: con queste cifre diventerebbe inutile se non dannoso pensare ad un impianto da 28-30mila posti con il rischio di consegnarne un’ampia fetta alle tifoserie avversarie. Nello specifico per la stagione 2017/18 spicca inoltre la minima differenza tra gli abbonamenti totali e quelli rinnovati in prelazione (12500): il Bologna in pratica si è guadagnato la fiducia di appena un migliaio di tifosi rispetto all’anno precedente.

Vent’anni fa Baggio portava oltre 20mila bolognesi a sottoscrivere l’abbonamento (ph. Calcissimo)

Per spiegare questo dato insoddisfacente è chiaro che non sia possibile individuare un solo colpevole. Da una parte infatti troviamo uno stadio ancora vecchio e poco confortevole, dall’altra la conferma di una scelta evidentemente errata nel pricing del settore Distinti. Possiamo poi proseguire con le colpe di una squadra e di uno staff tecnico che nel corso dell’ultima stagione hanno vinto meno di metà delle gare casalinghe collezionando anche la sconfitta più disastrosa della storia del club. Non possono essere nascoste poi le pecche a livello di comunicazione a tutti i livelli in una società che non riesce mai a far scoccare neanche a parole una scintilla di entusiasmo preferendo mantenere un sobrio quanto grigio low profile. Arriviamo poi ad un mercato che da due anni ormai resta fedele alla scelta programmatica di non investire su campioni affermati ma su giovani scommesse o gregari magari anche di buon pedigree ma incapaci di eccitare l’animo dei tifosi. Basti pensare alle bocciature riservate nell’arco di dodici mesi ad ipotesi rischiose ed affascinanti come Balotelli e Sneijder. Eppure sono passati solo vent’anni dall’estate in cui Baggio portò ben più di 25mila bolognesi a sottoscrivere l’abbonamento. La lezione sembra essere caduta nel vuoto.

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