“Mi avete sputtanato senza ragione”, l’urlo di Francesco Acerbi, difensore del Sassuolo, malato di tumore, verso una mala informazione. Non è dopato, è malato


La vergogna provata sabato mattina nel vedere il mostro spiattellato in prima pagina da qualsivoglia quotidiano di rilevanza nazionale non l’avevo francamente mai avvertita in tale misura e a livello così anche epidermico. Pur non avendone lontanamente colpa o responsabilità, ho disconosciuto quel tesserino che mi accomunava a chi ha deciso di uscire in copertina mandando alla gogna il nome di Francesco Acerbi e timbrandolo con il sospetto di doping.

Francesco Acerbi, al Sassuolo dall'inizio della stagione.

Francesco Acerbi, al Sassuolo dall’inizio della stagione.

Francesco Acerbi ha 25 anni, gioca a calcio nel Sassuolo, e gli è stato asportato un testicolo in estate a causa di una forma tumorale, pochi mesi dopo aver perso il padre peraltro. Francesco Acerbi ha un neo piuttosto evidente su una parte del volto di ognuno di noi che salta all’occhio anche se non si vuole, e quando venne presentato dal Milan, nel 2012, un suo nuovo tifoso scrisse su un forum “visto che da noi si fanno male tutti, quel neo si rivelerà come minimo un tumore”.

La vita di Francesco Acerbi non deve essere stata finora esattamente uno scanzonato ruzzolare felice e spensierato, ad occhio e croce, e non mi importa francamente se prende più soldi di me e di te, perché i soldi in tanti casi non comprano la salute né corrompono la sfiga, tantomeno se a decidere è la natura.

L’intervista di questo ragazzo a Tiki Taka (Italia 1) mi ha freddato: “a me non interessa se i quotidiani hanno titolato Acerbi-doping, io sono abituato a dover lottare e a dover guardare avanti, nella vita; mi hanno sputtanato senza sapere cose che non so neanche io, e questo non si deve fare a prescindere, ma si sappia che con quell’inchiostro non hanno fatto stare male me, ma altra gente: mia madre, i miei cari. Con la salute non si scherza, e vorrei vedere se si trovassero loro, o i loro figli, in questa situazione, come vorrebbero fosse trattata. A mia madre non dissi neanche del tumore, pensate un po’, dopo la morte di papà non avrebbe retto. E ora mi vede su tutti i giornali..”.

Per la cronaca i quotidiani hanno subito parlato di assunzione di sostanze, farmaci, proibiti. Per la cronaca Acerbi non prende nulla, e il rischio che la positività alle analisi post Cagliari-Sassuolo abbia un legame con la recidiva di quel male bastardo e infame e durissimo, purtroppo dannatamente esiste. “Dovesse essere così lo riaffronterò come sempre: tranquillo e sereno”.

Questa persona, Francesco Acerbi, fa parte dello stesso mondo di chi vende, trucca, compra le partite. Vendessero la loro anima al diavolo, certuni, l’avrebbero più candida.

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