Addio a Dzemaili dopo nove mesi di gol e mezze verità


Dzemaili oggi a Montreal dopo aver salvato il Bologna. Da agosto creato un caso su un’operazione chiara sin dal primo istante

– di Marco Vigarani –

Stagione da record per Blerim Dzemaili in rossoblù (ph. Zimbio)

Adesso la vita di Blerim Dzemaili finalmente potrà seguire una scaletta chiara. Ieri sera ha lasciato Bologna dopo un videomessaggio, oggi atterrerà in Canada, giovedì sarà presentato alla stampa di Montreal e sabato sarà in campo agli ordini di coach Biello per fare il suo secondo esordio stagionale. L’augurio è che possa essere una prima volta decisiva come fu ad agosto scorso contro il Crotone e che i prossimi mesi possano accontentare la sua voglia di vincere palesata ai microfoni dei media nella mixed zone di Empoli: “Sono pronto a misurarmi con questa sfida per portare magari gli Impact alla vittoria in campionato“. Idee chiare sicuramente in linea con i desideri della tifoseria degli Impact, in primis del presidente Saputo, che l’anno scorso sono arrivati ad un passo dal successo finale venendo battuti solo all’ultimo atto da Seattle.

Il Bologna invece dovrà reinventarsi un futuro senza il suo giocatore più importante e rassegnarsi ad entrare nel libro dei record della Serie A come prima squadra a rinunciare al proprio leader a poche giornate dalla fine del campionato per agevolare le ambizioni di un mondo che, pur in costante crescita, è ancora ben lontano dai parametri dello sport professionistico europeo. Tra i tifosi in queste ore convivono la gratitudine per i mesi offerti alla causa rossoblù da Dzemaili con la mestizia per la perdita di un uomo e di un giocatore importante unita alla sensazione di vivere ancora in un cono d’ombra rispetto al primo club del presidente Saputo che in Canada non nasconde le proprie ambizioni e qui offrirà invece un terzo anno di annunciata austerity in attesa di veder evolvere il proprio business fuori dal campo tra stadio, aree compensative e nuove iniziative di marketing.

Blerim Dzemaili con il ds rossoblù Bigon nel giorno della presentazione il 18 agosto

A lasciare l’amaro in bocca però è stata soprattutto la gestione complessiva della vicenda Dzemaili che tutti i cronisti avevano delineato con estrema chiarezza sin da fine luglio e che invece è stata incredibilmente complicata dalla gestione operata dal Bologna. “Un anno di contratto in Italia più tre con il Montreal Impact sempre di proprietà di Joey Saputo” scrivevamo il 27 luglio ma il 18 agosto, in sede di presentazione, il ds Bigon affermò invece: “Abbiamo fatto un accordo che coprirà quattro stagioni, un’operazione fatta dal Bologna a quattro mani con l’idea di un passaggio a Montreal quando Blerim quando avrà finito il suo percorso qui“. Che tale percorso durasse anche meno di una stagione però non era affatto chiaro ed allora i tifosi, a maggior ragione visti gli esiti sul campo, chiaramente speravano che la permanenza del centrocampista in rossoblù potesse essere ben più lunga.

Il 9 dicembre poi Joey Saputo, in una conferenza stampa di fine stagione a Montreal ha chiarito i termini della vicenda sorprendendo però anche mister Donadoni: “Non intendo nasconderlo: ha un contratto pluriennale e resterà a Bologna fino a giugno 2017 per poi unirsi agli Impact“. Ed ecco che proprio questa data diventa quella scelta dalla MLS, la lega statunitense, come inizio del rapporto ufficiale di Dzemaili con gli Impact indicando come provenienza del giocatore non il Bologna ma lo status di free agent. Di fatto confermando il conferimento in prestito delle prestazioni del ragazzo al club italiano che non ha mai avuto potere sul cartellino del giocatore. Passano i mesi ed il 3 aprile, nella sua ultima visita in città, Saputo rincara la dose: “Blerim quando è venuto a Bologna già sapeva di dover trasferirsi in Canada. Se il Bologna sarà salvo prima delle ultime tre giornate c’è la possibilità che lui si trasferisca prima della fine della serie A“.

La schermata del sito della MLS riguardante i trasferimenti dei Montreal Impact

Anche stavolta Donadoni ha voluto sperare fino all’ultimo in una permanenza prolungata del suo leader senza dare i crismi dell’ufficialità assoluta ad una vicenda che almeno il presidente Saputo ha sempre gestito con massima trasparenza. Il tecnico però era ben consapevole dell’effetto devastante che avrebbe avuto sul gruppo l’addio anticipato di Dzemaili al quale addirittura è stata concessa una vacanza a Dubai in occasione della squalifica rimediata a Bergamo. Tana libera tutti, stagione finita e valigia pronta per le vacanze anche per i compagni che sono poi finiti impallinati ad Empoli nel giorno del saluto di Dzemaili ai tifosi. Nel postpartita del Castellani però ancora Bigon è tornato sul tema spiegando: “A proposito di Dzemaili ricordo che dissi fin da subito che era un’operazione a quattro mani, solo non sapevamo quando sarebbe andato a Montreal“.

Tante, troppe parole in una storia che doveva e poteva essere semplice e bellissima. Bastava spiegare chiaramente già il 18 agosto che il Bologna non aveva da solo la forza economica per permettersi l’ingaggio di un atleta che al Galatasaray percepiva 2,5 miloni di euro all’anno e che quindi è passato da Casteldebole solo grazie alla supervisione dei Montreal Impact. Memori di un passato recente di sofferenza e grati per gli sforzi già compiuti dalla nuova proprietà, i tifosi rossoblù avrebbero certamente capito. In mezzo ci saremmo gustati ancor di più i suoi gol e la sua grinta concludendo tutto con una pacca sulla spalla e tanti ringraziamenti per l’apporto fondamentale in una stagione di evidente sofferenza. Anche tutto questo forse però servirà di lezione ad un club che nel cofano ha un motore di sicuro affidamento ma che deve ancora imparare a gestire tutta questa potenza.

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