Addio a Ghiggia, eroe del Maracanazo


Si è spento ieri Alcides Ghiggia proprio nel 65esimo anniversario del trionfo del suo Uruguay contro il Brasile nella finale al Mondiale passata alla storia come Maracanazo

– di Marco Vigarani –

Ghiggia, eroe del Maracanazo, si è spento a 88 anni (ph Telegraph)

Ghiggia, eroe del Maracanazo, si è spento a 88 anni (ph Telegraph)

Il suo nome ha fatto sgorgare per anni calde lacrime ad intere generazioni di brasiliani ma nelle ultime ore ha fatto lo stesso effetto anche a tanti amanti di un calcio ormai lontano. Si è infatti spento ad 88 anni Alcides Ghiggia, ala uruguaiana ammirata anche in Serie A con le maglie di Roma e Milan ma anche con quella azzurra della Nazionale da naturalizzato pur senza gloria. Il caso ha voluto che la morte per infarto lo abbia colto proprio il 16 luglio al 65esimo anniversario di un’impresa sportiva leggendaria che lo ha accompagnato per il resto della vita. Nel 1950 infatti in Brasile si svolse il Mondiale ed i padroni di casa, giunti alla finale contro l’Uruguay, parevano talmente favoriti da spingere i propri tifosi a festeggiamenti anticipati e addirittura i giornali locali a titoli celebrativi ancor prima del calcio d’inizio. In un Maracana completamente esaurito e trepidante di emozione, il Brasile riuscì a passare in vantaggio poco dopo l’intervallo con Friaca prima che Ghiggia prendesse il controllo delle operazioni. L’assist vincente servito a Schiaffino per il pareggio non bastava (in caso di parità allora si assegnava la vittoria ai padroni di casa) ed allora è stato lo stesso brevilineo attaccante ad inserirsi nella difesa verdeoro per siglare la rete del definitivo 1-2.

201 presenza in maglia giallorossa per Chiggia negli anni 60 (ph. Taringa)

201 presenza in maglia giallorossa per Chiggia negli anni 60 (ph. Taringa)

Il clima surreale al fischio finale venne descritto efficacemente dall’allora presidente della FIFA Jules Rimet che scrisse: “Preparai il mio discorso e mi recai presso gli spogliatoi pochi minuti prima della fine della partita ma mentre attraversavo i corridoi il tifo infernale si interruppe. All’uscita del tunnel, un silenzio desolante dominava lo stadio. Né guardia d’onore, né inno nazionale, né discorso, né premiazione solenne. Mi ritrovai solo, con la coppa in mano e senza sapere cosa fare. Nel tumulto finii per scoprire il capitano uruguaiano Varela e quasi di nascosto gli consegnai la statuetta“. Quella gara passò alla storia come il Maracanazo, una beffa talmente atroce da spingere il Brasile a non disputare più alcuna gara per due anni e la Federazione a cambiare addirittura i colori della divisa da gioco. Se il portiere verdeoro Barbosa finì per essere perseguitato a vita, il protagonista vincente Ghiggia amava dire: “Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanã: Frank Sinatra, papa Giovanni Paolo II e io“. Con la sua scomparsa se ne va anche l’ultimo atleta in campo in quel leggendario Maracanazo.

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