Addio a Gibì Fabbri, profeta del bel calcio


Si è spento stanotte Giovan Battista Fabbri, allenatore nativo di San Pietro in Casale che ha fatto le fortune del Vicenza. Una breve parentesi anche a Bologna nel 1986/87

– di Marco Vigarani –

Addio a Gibì Fabbri, grande allenatore bolognese (ph. OcchiAperti)

Addio a Gibì Fabbri, grande allenatore bolognese (ph. OcchiAperti)

Sono passati solo pochi giorni dalla scomparsa del Petisso ed il panorama bolognese viene scosso da un nuovo lutto: si è spento stanotte Giovan Battista Fabbri, più semplicemente noto come Gibì Fabbri. Egli stesso aveva intitolato la sua autobiografia usando quel nomignolo dietro al quale si celava un grande allenatore ed amante del calcio. Nato a San Pietro in Casale l’8 marzo 1926, Fabbri ha percorso con grinta i campi da calcio per quasi quindici anni guadagnandosi il soprannome di Brusalerba prima di dedicarsi alla carriera da allenatore. Praticamente tutta Italia ha conosciuto quest’uomo che predicava in anticipo un calcio moderno derivante dal gioco olandese noto come “calcio totale“. Nonostante la presenza in campo di un solo attaccante, le squadre di Fabbri erano spettacolari nel gioco corale ed estremamente duttili nello scambio dei ruoli in campo pur dimostrando inevitabilmente una certa fragilità in fase di copertura.

Portando in panchina quello spirito di adattamento che lo caratterizzava in campo, Gibì ha legato indissolubilmente il suo nome al Vicenza della fine degli anni 70. Fu proprio il tecnico bolognese a completare la formazione calcistica di un giovane Paolo Rossi trasformandolo in un centravanti micidiale per ovviare alla mancanza di attaccanti in rosa. Il triennio veneto portò il Lanerossi a conquistare prima la promozione in Serie A poi un clamoroso secondo posto alle spalle soltanto della Juventus che valse a Fabbri il riconoscimento del Seminatore d’oro per il miglior allenatore dell’anno. In 57 anni di attività ha conquistato anche due volte la Serie C (una da giocatore) ed altrettante la C1 ma purtroppo non è stato fortunato nella sua unica esperienza alla guida del Bologna: concluso il campionato di B 1986/87 al decimo posto da subentrante, non venne poi confermato per dare spazio a Gigi Maifredi.

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