Addio a Tumburus, si spegne un altro eroe dello Scudetto


Il Bologna piange la scomparsa di Paride Tumburus, stopper dello Scudetto e purtroppo anche simbolo della triste mercificazione del calcio nei primi Anni 70

– di Marco Vigarani –

Il Bologna piange la scomparsa di Paride Tumburus (ph. gianfrancoronchi.net)

Il Bologna piange la scomparsa di Paride Tumburus (ph. gianfrancoronchi.net)

La storia rossoblù perde oggi un altro dei suoi pilastri, è scomparso infatti a 76 anni Paride Tumburus, colonna portante del Bologna per nove stagioni coronate dall’ultimo storico Scudetto del 1964. Dopo il lutto recente per la scomparsa di Nielsen arriva un altro colpo al cuore dei tifosi rossoblù che vedono purtroppo sfaldarsi le fondamenta di una storia di gloria e successi che le nuove generazioni ormai vedono come un sogno. Tumburus era nato ad Aquileia in Friuli ed era arrivato a Bologna ventenne entrando in uno spogliatoio che stava diventando una fucina di campioni ma soprattutto, come ricordato dagli stessi protagonisti del tempo, di amici dentro e fuori dal campo. Difensore roccioso e all’occorrenza anche centrocampista di rottura, si prese il posto da titolare al fianco di Janich e collezionò ben 227 presenze in nove stagioni tra il palcoscenico nazionale e continentale guadagnandosi anche qualche gettone in maglia Azzurra tra Olimpiadi e Mondiali. Il suo più grande successo resta però quello Scudetto vinto nello spareggio contro l’Inter nel 1964.

Tumburus lasciò la maglia rossoblù solo nel 1968 per accettare la corte del Vicenza lottando per la salvezza e scoprendosi, alla soglia dei trenta anni, anche un goleador capace di segnare sei reti in una stagione. A quel punto si verifica un fatto ancora oggi increscioso ma che illustra perfettamente la mercificazione del calcio iniziata in quel periodo e tuttora in atto. Dalla Serie A Tumburus venne ceduto in comproprietà al Rovereto in Serie C con un doppio salto di categoria che nell’estate del 1971 portò le due società alle buste per decidere il futuro dell’ex Campione d’Italia. Il Vicenza offrì 175 lire ed il Rovereto 25: somme irrisorie, pari al valore di tre quotidiani, che già allora rappresentavano un insulto alla professionalità di un atleta. Tumburus allora scelse con grande dignità di ritirarsi, prendere la strada della panchina e diventare allenatore al Pordenone. Il suo nome resta quindi un paradigma amaro per il mondo del calcio ma un ricordo dolcissimo per i tifosi rossoblù che oggi ne piangono la scomparsa, era malato ormai da tempo ed ora ha incontrato di nuovo gli amici Harald, Giacomo, Carlo e Helmut.

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