Addio ai Mondiali: e se fosse l’occasione giusta per Verdi e gli altri?


La mancata qualificazione ai Mondiali potrebbe diventare un’occasione da sfruttare per Verdi, Di Francesco e gli altri potenziali azzurri del Bologna

– di Marco Vigarani –

La Svezia di Emil Krafth e Filip Helander va al Mondiale (ph. hd.se)

Dallo scorso luglio a Bologna si è parlato spesso del patto stretto dagli amici Simone Verdi e Federico Di Francesco con probabile ambizione di suggellare la propria seconda stagione insieme con un viaggio in Russia. A più riprese la dirigenza rossoblù ha aggiunto all’elenco dei papabili Azzurri anche Adam Masina e persino Mattia Destro. Da ieri sera tutte queste parole ed ambizioni non hanno più alcun valore: l’Italia non andrà ai Mondiali per la seconda volta nella sua storia. A festeggiare nella notte di San Siro sono stati invece gli svedesi Emil Krafth e Filip Helander che hanno aggiunto i loro nomi a quello di Giancarlo Gonzalez, unico altro rappresentante di Casteldebole nella prossima estate russa. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno si può vedere in questa situazione un elogio al lavoro fatto dal Bologna sul mercato dei difensori negli ultimi tre anni. Avevano invece già assaporato da protagonisti l’amaro gusto dell’eliminazione i centrocampisti Nagy, Pulgar, Krejci e Taider ma la delusione più recente è quella del veterano ellenico Torosidis, eliminato dalla Croazia ai playoff.

Simone Verdi perde l’appoggio del mentore Gian Piero Ventura (ph. Zimbio)

Oggi però è il momento delle riflessioni sul futuro dell’Italia ed in particolare a Bologna del rammarico per Di Francesco e Verdi che non avranno la possibilità di esaudire il loro sogno. E se invece questa eliminazione si trasformasse in un’occasione per loro? Intanto si può affermare con ragionevole certezza che non far parte della rosa convocata per i playoff contro la Svezia li mette al riparo da eventuali epurazioni di massa decise su spinta dell’indignazione popolare. È vero che Verdi ha perso l’appoggio del mentore Ventura ma avrà comunque sul campo già da lunedì prossimo la possibilità di convincere il futuro ct a dargli fiducia in un ruolo in cui il 30enne (e sopravvalutato) Candreva potrebbe essere arrivato a fine corsa. Sarà certamente più duro il compito di Di Francesco che dovrà fare la propria corsa su Insigne (il grande escluso del playoff), ma la sua faccia nuova e pulita di ragazzo che non si risparmia mai è sicuramente uno dei migliori biglietti da visita di una Nazionale che dovrà riconquistare innanzitutto la fiducia del pubblico. Il futuro della Nazionale passerà probabilmente dai piedi dei due rossoblù.

Esperienza e leadership: anche Andrea Poli può sognare un ritorno in Azzurro (ph. Zimbio)

Le possibilità però per i rossoblù non si fermano necessariamente a questi due soli nomi visto che l’età, le potenzialità fisiche ed il ruolo permettono di inserire anche Adam Masina nei potenziali candidati per un futuro in Azzurro. Servirà però un netto salto di qualità da parte di un ragazzo che ha perso la scorsa estate anche il treno per l’Europeo Under 21 e che non sta convincendo per ora neanche in maglia rossoblù. Se c’è un reparto in cui l’Italia avrà bisogno di forze fresche è di sicuro il centrocampo ed allora perchè non inserire nella lista dei convocabile anche Andrea Poli, ragazzo che a Bologna sta ritrovando il gusto di giocare e scoprendo la personalità del leader. La sua ultima convocazione risale al 2014 ma il futuro potrebbe avere in serbo qualche sorpresa. Infine non si può evitare il nome di Mattia Destro che a 26 anni dovrebbe essere necessariamente nella cerchia degli attaccanti il perenne lotta per un posto in Azzurro e che invece ormai fatica anche a conquistarsene uno in rossoblù. Nel suo caso sarebbe necessario quasi un miracolo, ma essere tornati all’anno zero del calcio italiano potrebbe risultare un’occasione anche per lui.

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