Addio al calcio romantico di Cesare Maldini


Il mondo del calcio piange la scomparsa di Cesare Maldini, colonna portante dell’identità milanista e uomo di grandi valori

– di Luca Nigro –

Cesare Maldini solleva la Coppa dei Campioni (ph. SkySport)

Cesare Maldini solleva la Coppa dei Campioni del 1963 (ph. SkySport)

Appena una settimana dopo la scomparsa di Johan Cruijff, il mondo del calcio si ritrova ancora in lutto. Nella notte, è morto all’età di 84 anni Cesare Maldini, colonna del Milan ed ex Ct della Nazionale. Nato a Trieste nel 1932, Maldini da difensore aveva debuttato con la maglia della Triestina a 21 anni passando al Milan nel 1954. Rimane in maglia rossonera 12 anni disputando 347 partite con 3 gol e vincendo 4 scudetti, una Coppa Latina ma soprattutto da capitano la Coppa Campioni del 1963 (prima in assoluto dei rossoneri e del calcio italiano). La finale si giocò Londra nel mitico Wembley e il Milan batté il Benfica di Eusebio per 2-1. Maldini fu il primo italiano ad alzare il massimo trofeo continentale. Veste per 14 volte la maglia azzurra disputando anche il Mondiale in Cile nel 1962. Dopo anni di vittorie e soddisfazioni, conclude la carriera da calciatore con la maglia del Torino nel 1967. Appese le scarpette al chiodo, inizia la carriera da allenatore al Milan come vice di Nereo Rocco. Vi rimane tre anni. In seguito allena prima il Foggia e poi la Ternana. Nel 1978 arriva a Parma in C riuscendo a portare i ducali in serie B. Nel 1980 viene chiamato da vice di Enzo Bearzot in Nazionale, con la quale, vince il Mondiale del 1982.

Cesare Maldini (ph. SkySport)

Cesare Maldini si è spento stanotte a 84 anni (ph. SkySport)

Rimane da vice di Bearzot fino al 1986, anno in cui arriva l’incarico di selezionatore dell’Under 21. Con gli azzurrini, Maldini vince 3 campionati Europei di categoria. Nel 1996 diventa Ct della Nazionale prendendo il posto di Arrigo Sacchi. Porta l’Italia ai Mondiali di Francia nel 1998 dove perderà ai quarti di finale proprio dai padroni di casa. Finita la carriera in azzurro, torna al Milan prima da coordinatore degli osservatori e poi nuovamente in panchina, nel Marzo 2001, da direttore tecnico al fianco di Mauro Tassotti dopo l’esonero di Alberto Zaccheroni. A fine stagione, torna a guidare una Nazionale, quella del Paraguay riuscendo a portarla fino agli ottavi dei Mondiali di Giappone e Corea 2002, dove verrà eliminato dalla Germania. Sarà questa la sua ultima esperienza in una panchina. Cesare Maldini, da persona educata ma soprattutto semplice, è stato esempio di correttezza e professionalità. Papà di Paolo, ha trasmesso al figlio valori fondamentali in campo e fuori che hanno contraddistinto il secondo Maldini rossonero. Lo piange il Milan, l’Italia ma non solo. Con lui muore uno degli ultimi esempi viventi di un calcio romantico che con ogni probabilità non tornerà mai più.

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