Agnelli e Malagò in coro: “Sì al rinnovamento degli stadi”


Andrea Agnelli e Giovanni Malagò, hanno espresso pareri positivi sull’ammodernamento degli stadi italiani. Ma il presidente bianconero è scettico sulle proprietà straniere nei club del Paese

– di Massimo Righi –

Malagò e Agnelli, concordi sul tema del rinnovamento degli stadi

Malagò e Agnelli, concordi sul tema del rinnovamento degli stadi (ph.tuttosport)

Nelle ultime ore, il presidente della Juventus Andrea Agnelli e il presidente del CONI Giovanni Malagò, si sono espressi chiaramente riguardo ad alcune tematiche all’ordine del giorno nella realtà calcistica italiana, che come ha evidenziato Agnelli al Globe Soccer di Dubai, è in crisi e ha bisogno di stabilità e certezze: “Io sono contro gli investitori stranieri i cui investimenti risultano poi vuoti, fini a se stessi – ha detto il presidente della Juventus – progetti che possono sembrare attraenti ma che poi non si rivelano tali. Noi non vogliamo che ci sia speculazione. Noi siamo per progetti seri a medio-largo termine. Gli investimenti a livello internazionale devono essere soprattutto utili e costituire un valore aggiunto”. Inoltre, il numero uno bianconero ha parlato di un campionato italiano indietro rispetto agli altri: “Il calcio italiano ha bisogno di recuperare, compresa la Juventus che pure passa da ottimi risultati sportivi e di fatturato. Eravamo il campionato dei fuoriclasse e oggi siamo considerati un transito”.

Riguardo invece al problema stadi, Agnelli ha riunito un pensiero comune e diffuso sul rinnovamento degli impianti. L’Italia deve adeguarsi agli standard europei, gli altri paesi sono molto più avanti: “Non possiamo confrontarci con chi ha strutture di ben altra capacità. Il nostro campionato ha impianti con età media di sessantaquattro anni e non regge il confronto con chi ha sviluppato arene moderne, confortevoli e più capienti. Il Chelsea ha una capacità doppia di vendita di biglietti rispetto alla Juve e in Germania il reddito medio è più alto rispetto all’Italia, quindi il problema non sono solo gli stadi. Di certo dobbiamo provare il rilancio. La Roma sta per fare un passo importante. D’altra parte, pur incassando 1 miliardo e 200 milioni di diritti tv, siamo preoccupati nel vedere che chi non tifa, all’estero, sceglie le partite con scenografie migliori delle nostre”.

Giovanni Malagò, presidente del CONI, è intervenuto sempre da Dubai dichiarando che l’Italia sta sviluppando alcuni progetti sportivi seguendo criteri precisi: “L’obiettivo è un risparmio di risorse, investendo su strutture che nel tempo possano tornare utili per manifestazioni differenti. Stiamo lavorando su più fronti. Una traccia, ad esempio, unisce calcio e rugby. Il Mondiale di rugby del 2023, si svolgerà negli stadi di calcio che verranno rifatti, e ammodernati secondo i parametri e i requisiti richiesti da Fifa e Uefa. A parte Roma, Milano e Torino con lo Juventus Stadium, tutti gli altri impianti sono anacronistici e non possono competere con quelli di altre grandi nazioni europee. Prendiamo i casi di Firenze, Bologna, Genova, Napoli, Palermo e Bari. Occorre un programma per intervenire il più possibile ammodernandoli”.

Di sicuro, le parole di Malagò avranno fatto molto piacere al neo proprietario del Bologna Joey Saputo che com’è noto, ha come obiettivo la riqualificazione dello stadio Dall’Ara e dell’area circostante nella sua idea di business. Si tratta infatti di una vera e propria benedizione da parte del presidente del CONI, che potrebbe ben presto dare una sterzata decisiva riguardo al tema, con anche Bologna a beneficiarne.

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