Agnelli traccia la linea: “La Juventus fa calcio, l’Italia resta indietro”


Nel giorno in cui l’ex campione del Mondo 2006 Fabio Grosso subentra a Zanchetta alla guida della formazione Primavera della Juventus, il presidente Andrea Agnelli interviene come ospite d’onore al seminario Ussi “Il calcio e chi lo racconta” svoltosi a Coverciano .
Calcio giocato, conti economici e lo scandalo Calciopoli in primo piano, ma anche un rimprovero contro alcune scelte editoriali di stampa sportiva e non. “Dobbiamo capire se vogliamo portare il calcio italiano all’eccellenza o a partecipare – attacca il presidente della Juventus -, dobbiamo avere idee chiare sulla strategia di dove vogliamo andare a partire dalla legge sugli impianti sportivi, che alcuni chiamano in maniera sbagliata ‘legge sugli stadi’”.

Andrea Agnelli

Andrea Agnelli

Il fenomeno “Juventus Stadium”, rischia però di rimanere l’unica nel suo genere in Italia: “Il nostro gioiellino da 41 mila posti – continua – è costato 150 milioni di euro. Mediamente abbiamo una saturazione alle nostre partite del 95% perché la restante parte va destinata agli ospiti. Siamo spesso accostati nei numeri al Bayer Monaco, ma non dimentichiamoci che la squadra tedesca, pur avendo uno stadio di proprietà, fattura quasi il doppio di quanto fatturiamo noi”. Agnelli esclude la creazione di una polisportiva Juventus (“Ho detto più volte no alla pallavolo, perché noi siamo bravi a fare calcio”) e parla del ruolo del calciatore: “E’ una figura differente da quella degli anni ’80. Oggi tra diritti tv e immagine, diventa più ambasciatore e di rappresentanza”. Sul campionato di Serie A sottolinea: “Per molti anni è stato il campionato di riferimento a livello mondiale, oggi siamo al 4° posto secondo la classifica UEFA. Purtroppo il 2006 è stato l’anno zero del nostro calcio con Calciopoli. Fino ad allora le nostre squadre italiane fatturavano come quelle di Spagna, Francia e Germania”. Poi bacchetta i media nazionali: “Ho presentato a Parigi, all’Unesco, il progetto Juventus ‘Un calcio al razzismo – Gioca con me’, e sui giornali il giorno dopo mi trovo il titolo sulla Juve che tiene Pogba. Non è questo modo di ‘raccontare il calcio’. La stampa è attore essenziale nella sensibilizzazione e divulgazione delle attività del nostro movimento, specie di temi importanti come questi”.

Piero Giannico

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