Agonia Parma: i giocatori aspettano, la Procura no


Il Parma ieri ha vissuto una giornata concitata dal pignoramento dei beni alla concessione di una prororoga al presidente Manenti da parte dei giocatori. La Procura ha però richiesto il fallimento

– di Marco Vigarani –

Lucarelli e compagni concedono ancora fiducia al club (ph. Zimbio)

Lucarelli e compagni concedono ancora fiducia al club (ph. Zimbio)

Ore frenetiche per la sopravvivenza del Parma che non riesce in alcun modo ad uscire dai guai. Le promesse del nuovo presidente Manenti si sono scontrate ieri con la dura realtà dei fatti e soprattutto con l’assenza dei soldi nei conti correnti di tesserati e dipendenti. La giornata di ieri si era aperta con la visita al centro sportivo di Collecchio da parte dell’ufficiale giudiziario per pignorare alcuni veicoli a causa di un mancato versamento di circa 100mila euro a Equitalia, svincolato dalla vicenda sportiva. L’ottimismo incrollabile del direttore sportivo Leonardi, rassicurato dal numero uno del club direttamente dalla Slovenia, ha poi fatto in modo che i calciatori, pur perplessi, si allenassero regolarmente nel pomeriggio agli ordini di mister Donadoni prima di ricevere la visita programmata di Damiano Tommasi, presidente dell’AIC. Nel corso dell’incontro i tesserati hanno scelto di non mettere in mora il Parma e concedere qualche altro giorno al presidente Manenti, come ha spiegato il capitano Lucarelli: “Ho parlato con il presidente che mi ha detto che sta facendo le corse per far arrivare i soldi prima possibile. Ci sembrava doveroso dare alla società i tempi tecnici per ottemperare ai suoi doveri. Se non oggi, speriamo che sia domani o dopo domani: non c’è un giorno preciso“.

Giampietro Manenti, presidente del Parma dall'8 febbraio (ph. Zimbio)

Giampietro Manenti, presidente del Parma dall’8 febbraio (ph. Zimbio)

Quando la giornata convulsa sembrava volgere al termine con uno spiraglio di luce, ecco però arrivare il colpo a sorpresa assestato dalla Procura di Parma che ha richiesto il fallimento del club ducale per inadempienze fiscali fissando l’udienza per il 19 marzo. Sul piano sportivo invece arriveranno certamente altri tre punti di penalizzazione che si aggiungeranno ai due già assegnati alla classifica dei gialloblù (uno solo formalmente ma in arrivo). Aldilà della fiducia dimostrata dai calciatori, restano decisive le prossime ore entro le quali dovranno comparire sui conti correnti di tutti i lavoratori i soldi promessi che sarebbero contenuti in un bonifico da circa 33 milioni di euro che, secondo Manenti, è arrivato dalla Slovenia. Il presidente emiliano dovrà dare finalmente seguito con i fatti alle parole con cui oggi ha anche spiegato di non aver coscientemente fatto fronte all’impegno con Equitalia salvo poi essere pronto a comprare nuovi veicoli nei prossimi giorni. Il Parma dovrà poi fare i conti anche con una battaglia intestina lanciata dal socio di minoranza T.I. Group che detiene il 10% del capitale del club e ne ha richiesto il commissariamento per gravi irregolarità nella nomina del CdA e per l’inesattezza delle informazioni fornite riguardo alla situazione debitoria del club che si attesterebbe al momento sui 97 milioni netti.

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