Al centro della scena. Inter, affondi? Milan, tabù trasferta


A rischio anche la zona Champions per l’Inter, che in piena crisi ospita la Roma. Coincidenze ancora favorevoli per il Milan, alla prova Cagliari

– di Enzo Cartaregia –

Un attimo prima che fosse troppo tardi. Ma se la sosta sarà servita a rilanciare la corsa di Inter e Milan, potrà stabilirlo soltanto un’altra fatica. Perchè il calendario toglie e dà, è certo. Ed il dubbio avvolge adesso due gare da aut-aut subito in vista per le milanesi.
Per i nerazzurri non è allora possibile il compromesso, nella sfida a denti stretti contro la Roma per il quarto posto. Ai rossoneri si mostra invece il volto della buona sorte, se un successo a Cagliari sconterebbe la metà del disastro vissuto.

Dall’altra parte. Un anno fa Luciano Spalletti abbracciava Manolas dopo il gol della vittoria in Roma-Inter 2-1 (ph. Ansa.it)

SHOWDOWN INTER, TUTTO A RISCHIO – Il tempo è congelato, sul ciglio del burrone. Il cambio tra un anno solare e l’altro ha strappato ogni forza all’Inter, ancorata ad un posto utile per la Champions soltanto virtualmente.
Contro la Roma, a San Siro, c’è in palio il quarto posto. Intanto la Lazio sta alla finestra e sogna il podio per l’ennesimo week-end. Perché anche se tutto potrà sembrare tranne che scontro fra titani, quello in programma tra due formazioni in pieno down, è adesso il tempo delle scelte.

L’Inter è allora in crisi d’identità. Al girone di ritorno la formazione nerazzurra si è presentata con tre punti raccolti in cinque gare. Soltanto il Chievo ha fatto peggio, con due pareggi. Se è stata regina a metà, la formazione nerazzurra rischia già di sembrare la cenerentola dell’alta classifica.
Il primato torna un tabù – col Napoli distante nove punti – e presto Icardi e soci potrebbero risvegliarsi quinti, lontani da sogni di gloria. Ed era già parso fin troppo fragile, l’undici di Luciano Spalletti.
I pari contro Lazio e Fiorentina hanno confermato che non si è tratto di un calo di concentrazione e che, adesso, è un’altra Serie A. Lo stesso potrà pensare mister Di Francesco, per dei giallorossi che hanno per due volte mancato il sorpasso. C’è poco da essere ottimisti, al termine di una sosta che ha conservato nello spogliatoio i fantasmi della sconfitta patita dall’Atalanta, all’Olimpico.

Un sussulto d’orgoglio sembra dunque l’unica possibilità per non affondare, più per un’Inter che ha dalla sua il fattore San Siro. Sugli spalti ci sarà Rafihna, pronto a firmare coi nerazzurri. Ma pur non variando il 4-2-3-1, ha già cambiato parecchio mister Spalletti. Con puntati i riflettori riservati ai grandi ex, il tecnico di Certaldo ha speso la sosta per sperimentare nuove soluzioni dentro i singoli reparti. Restano fuori D’Ambrosio e Ranocchia, infortunati come Perotti tra i giallorossi. E puntando sul 4-3-3 mister Di Francesco prova a resistere.
Perché finisce, la propria crisi, dove inizia quella degli altri. Poco conta del momento meno opportuno per giocarsi un pezzo di Champions, con score ed umori da fondo classifica. Basta un sussulto, quando tutto è a rischio.

Gattuso dà fiducia a Kalinic. A Cagliari l’obiettivo è spezzare il tabù trasferta (ph. Zimbio)

TABU’ O DECOLLO? FRENESIA MILAN – Un rimbalzo alla volta, lontano dalle catene spezzate. Adesso, il Milan, sembra davvero tornato artefice del proprio destino. Tra risultati e segnali positivi il recupero sul tempo perduto sembra davvero già cominciato, se la buona sorte paga il proprio debito ed offre (ancora) coincidenze favorevoli.
Così sarà anche stavolta, nella spedizione di Cagliari. Tabù trasferta permettendo. In salute e con un pronostico favorevole ben oltre il previsto, Bonucci e compagni fanno allora i conti col lungo digiuno lontano da casa. Feriscono infatti soltanto al pensiero le gare di Benevento e Verona, tragicomica partenza della gestione Gattuso. Un successo lontano da San Siro, se non altro, è atteso dal 5 novembre.

E’ infatti trascorsa un’era da quell’ultimo segno “2” che salvò (a tempo) Vincenzo Montella. E se era tutta un’altra storia, anche motivazioni e legge dei grandi numeri si schierano dalla parte del diavolo.
Nel frattempo, l’undici Gattuso corre accanto a Torino, Fiorentina ed Udinese, a quota 28, con Sampdoria ed Atalanta due punti più in là. Ed una sportellata, nella mischia, varrà certamente più di un sorpasso. O, paradossalmente, il Milan potrebbe d’un tratto trovarsi addosso una maglia per l’Europa, che sembra meno un miraggio dal ritorno alla normalità giunto sul finire del 2017.

Non c’è più neanche diffidenza, in mister Gattuso, nel parlare di ripresa o di sosta positiva, per risolvere guai fisici e lavorare a nuove soluzioni. In effetti, c’è tutto il favore di una scia positiva – cominciata col derby vinto in Coppa Italia – che i sardi non possono certo vantare. Con 20 punti, il “Casteddu” resta all’erta per non finire nella bagarre retrocessione – a cinque lunghezze – interrompendo qua e là una lunga serie di sconfitte. I cagliaritani amministrano quindi il vantaggio. Mister Lopez difenderà col 3-5-2, con Pisacane in vantaggio su Andreolli e Cragno favorito tra i pali. Ringhio, invece, non cambia più il 4-3-3, ma rispolvera Kalinic in attacco e Calabria a destra.
Sembra dunque congiunzione astrale, anche dopo la sosta. Saltato l’ostacolo Crotone, i rossoneri si riscoprono al centro della scena. Non è più tempo di rinvii, nemmeno lontano da casa.

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