Al Pallone Gonfiato lo show di Zanzi e Guaraldi, il pensiero di Michele Teglia


Leggo alcuni articoli relativi al mercato BFC e, da tifoso (e di getto), tento di effettuare alcune riflessioni che non intendono essere figlie di processi e giudizi sommari e superficiali (anche se, lo premetto, ignoro parecchie cose “interne” alla Società), ma solo una fotografia del BFC “qui e ora”.

Il Pallone Gonfiato di ieri sera è stato, sotto questo aspetto, veramente illuminante di una situazione piuttosto scabrosa che poi, verso il termine del programma, è deflagrata in tutta la sua potenza. I giornalisti/interlocutori, alla notizia dell’acquisto di Ibson, immediatamente si sono chiesti in che ruolo ed in che zona del campo il brasiliano potesse venire utilizzato da Ballardini, chiedendo in merito delucidazioni a Zanzi (intervistato in diretta); ebbene, la risposta del Direttore del Club rossoblù è stata assolutamente evanescente: si è trincerato dietro ad un “ci penserà l’allenatore a trovargli una collocazione appropriata”, proseguendo, dopo un’ulteriore e corretta sollecitazione da parte dei giornalisti giustamente stupiti, sempre su questa falsariga e con queste incertezze latenti. L’impressione, più che di non ingerenza nelle competenze tecniche, è stata quella che non conoscesse minimamente Ibson: ma come può essere possibile? Si tratta dell’operatore di mercato di una Società di Serie A, i management del Borgorosso e della Longobarda lasciavano di certo una sensazione migliore in quanto a ruoli e competenze. Ma questo sarebbe nulla senza ciò che è successo al termine del programma, con la chicca dell’intervista (e delle parole) del Presidente: “Ibson può giocare da regista, mezzala o da trequartista, ma, dal momento che in quest’ultimo ruolo siamo copertissimi, sarà utilizzato da mezzala o da regista”. Ricapitolando: abbiamo un operatore tecnico che dà la sensazione (la certezza non ci può essere in questo frangente) di non aver mai visto un giocatore bersaglio di mercato del Club che egli rappresenta; nell’altro angolo troviamo un Presidente che, invece di snocciolare le potenzialità e le strategie economiche, fornisce notizie tecniche: credo che la confusione regni sovrana. Mi sono immaginato Allodi, Galliani o Boniperti nelle stesse situazioni: non penso avrebbero risposto in quella maniera, tantomeno avrebbero proseguito con un piccato diverbio verso un giornalista (Gianni Marchesini), reo di monitorare (e contestare) Guaraldi e Società ad ogni pié sospinto. Mah; per aiutare in questa difficile transizione che ci porterà dai potenziali fasti gazzoniani verso chissà chi, occorre iniziare a ragionare, magari meno freneticamente e più cerebralmente: perché l’obiettivo è, nel nostro piccolo mondo di tifosi e giornalisti bolognesi, quello di “elevare” le qualità di questa squadra (che in cuor ci sta). Rifuggire da sterili polemiche, stimolare chi non si dimostra professionale ad esserlo di più, dirigenti e giocatori,  sostenere in luogo di criticare troppo istintivamente (ed anche alla resa dei conti un po’ sterilmente), insistere sulla costruzione di un team building. Agire in posività per sollecitare i necessari miglioramenti, che poi si riflettono (e pesano) nei rapporti tra Club e sul campo. Col ramoscello d’ulivo in bocca, ma vigili e propositivi, per permettere che la gloriosa bandiera rossoblù continui a sventolare nei palcoscenici che contano.

Michele Teglia

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *