Al via la stagione 2017/18 della Fortitudo: è l’anno della svolta


Per la Effe questa sarà la quarta stagione sotto la guida di coach Boniciolli, che dopo aver sfiorato la promozione al primo anno in A2, adesso vuole regalare ai tifosi biancoblù il ritorno nel basket che conta

-di Calogero Destro-

Coach Matteo Boniciolli, dovrà cercare di far ripartire la Fortitudo dopo l’eliminazione in semifinale della passata stagione contro Trieste

Leggi Fortitudo e pensi subito ai suoi tifosi. L’immagine del PalaDozza colorato dalle coreografie del popolo fortitudino, infatti, è una delle più suggestive nel tifo del basket europeo. E saranno 4.600 gli abbonati dell’ “Aquila” ai nastri di partenza della stagione 2017/18, pronti a sostenere la corsa della Effe verso la promozione. I numeri sono pressappoco quelli della passata stagione, l’entusiasmo, se possibile, ancora maggiore. Perché il posto che compete alla Fortitudo non è certo l’A2: lo sa bene Matteo Boniciolli, che si appresta ad iniziare la quarta stagione – arrivò in corsa nel 2014/15 – da capo-allenatore della Effe. Il coach triestino sfiorò l’impresa della promozione già nel 2015/16, quando i suoi ragazzi dovettero arrendersi in gara 5, sul parquet di Brescia.  Ed è stata un’altra gara 5 giocata in trasferta a condannare all’eliminazione i ragazzi di Boniciolli durante gli ultimi playoff, stavolta sul campo di Trieste. Per questo l’allenatore ex UdineAvellino sa quanto conti migliorare il quinto posto conquistato al termine della scorsa regular season. Il fattore campo, per questa squadra, sarà ancora determinante, in un modo o nell’altro.

Le amichevoli estive- La pre-season della Fortitudo ha fatto registrare delle prestazioni altalenanti, anche – è corretto sottolinearlo – a causa di diversi infortuni che hanno costretto coach Boniciolli ad allungare sin da subito le proprie rotazioni. Il quadrangolare di Cervia ha fatto registrare un secondo posto per i biancoblù, grazie alle ottime cose vistesi contro Imola e Ravenna – alla quale si è unita l’ex Montano. La battuta d’arresto è arrivata invece contro Pistoia (81-62) squadra di categoria

Alex Legion: sarà il giocatore di maggior talento offensivo della Effe (ph. Giulia Pesino)

superiore e che quest’anno, al piano di sopra, potrebbe essere una delle più belle sorprese. Poi c’è stata la sconfitta del 16 Settembre a La Spezia contro Siena (71-60), dove la Effe è vistosamente calata nel secondo tempo. Infine l’amichevole di Rimini contro Rieti, interrotta a 7:27 dalla sirena per volontà di Boniciolli, il quale lamentava ulteriori infortuni che andavano ad aggiungersi ad un’infermeria già preoccupantemente satura. E a questo proposito, lo staff della Effe, ha deciso di annullare il mini-ritiro di Lignano Sabbiadoro, che era stato programmato per avvicinarsi al meglio all’esordio di sabato contro Udine. Sono infatti 8 i giocatori che non al meglio delle condizioni in casa Fortitudo: da Fultz, che salterà con certezza la prima stagionale, ai lunghi (Chillo, Pini, Mancinelli e Gandini), fino ad Amici, McCamey e – ultimo in ordine di tempo – Alex Legion.

Il roster- Se la guida tecnica è stata dunque confermata, in casa Effe è decisamente cambiato il target dei giocatori a disposizione. Abbandonata la linea del progetto giovani, con Candi finito a Reggio Emilia, Montano a Ravenna, Ruzzier a Cremona e Campogrande a Montegranaro, per rinnovare il roster dei biancoblù  sono arrivati giocatori di maggior esperienza. Da Fultz – espertissimo play classe ’82 ed ex Roseto – all’eclettico Amici (14.5 pts, 6 reb, 3 ast di media con Mantova), fino giungere a McCamey, play/guardia molto fisica proveniente dagli Austin Spurs. In mezzo alle conferme di Cinciarini, Legion, Gandini, Italiano e Mancinelli (gli unici due reduci del gruppo “storico”) ci sono anche gli arrivi di Pini e Chillo sotto le plance: due giocatori non particolarmente tecnici, ma che daranno sostanza al reparto lunghi.  “Chi ha tiro tiri, gli altri vadano a rimbalzo“, diceva coach Boniciolli qualche tempo fa in conferenza stampa. E in effetti la squadra sembra poter sviluppare un gioco dove i lunghi siano pronti a fare tanto lavoro sporco, per creare spazi e lasciare maggiori responsabilità realizzative ai giocatori più “piccoli”. Ci sarà modo di accorgersene nel corso della stagione. Intanto hanno salutato – senza troppi rimpianti – Davide Raucci e Justin Knox. Il primo si è accasato a Cantù, mentre il centro di Tuscalusa ha raggiunto i bulgari dell’Akademia Sofia.

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