Ale Gentile accende la miccia poi la Virtus annienta Capo d’Orlando


Vittoria nettissima per la Virtus che bagna l’esordio casalingo battendo Capo d’Orlando per 88-52. Ale Gentile trascinatore delle Vu Nere

– di Marco Vigarani – 

Dopo l’esordio con sconfitta di Trento, la Virtus si ripresenta davanti al proprio pubblico per la prima casalinga in Serie A ed un caldissimo abbraccio bianconero che coinvolge tutti dagli oltre cinquemila abbonati al proprietario Zanetti, dall’ultimo capitano Michelori al presidente Bucci. Cori, bandiere e coreografie accompagnano il ritorno della Vu Nera nel paradiso del basket italiano dopo un anno di purgatorio e ne cullano dal primo istante le rinnovate ambizioni.

Devastante impatto di Alessandro Gentile contro Capo d’Orlando (ph. Virtus)

I primi sette punti portano significativamente la firma di Alessandro Gentile, la grande scommessa bianconera che annichilisce subito Capo d’Orlando aiutato dal “vecchio” Lawson che firma dalla lunga distanza il 10-1. Lo 0 e il 25 bianconeri continuano a dilagare sotto entrambi i canestri nonostante il parziale risveglio dei siciliani che restano comunque a distanza di sicurezza (27-15 a fine primo quarto). La seconda frazione si apre con le armi pesanti: due volte Atsur più Wojciechowski, tutti dalla lunga distanza, riportano gli uomini di Di Gennaro sotto la doppia cifra di svantaggio punendo il quintetto di riserva di Ramagli. Il ritorno di Ale Gentile sposta di nuovo l’ago della bilancia dalla parte dei padroni di casa che allungano sul +20 trovando i primi canestri dal campo di Ndoja e Aradori che infiammano il pubblico del PalaDozza. L’apporto dell’ex Milano in particolare risulta devastante con 15 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 4 falli subiti e 23 di valutazione già a metà gara. Dopo l’intervallo lungo si riparte dal 48-30 ma la Virtus scappa subito con un nuovo parziale di 13-0 firmato non solo dalla pulizia delle scelte offensive ma anche da una difesa solida che chiude la via del canestro agli ospiti per più di metà periodo. Arriva addirittura il doppiaggio automobilistico sul 61-30 favorito anche dall’apporto di Pajola, autore di una prova di grande maturità e nota lietissima della splendida sinfonia bianconera. Con un quarto intero di garbage time si divertono poi davvero tutti gli uomini in bianconero: da Rosselli a Umeh passando per un ottimo Lawson ed arrivare allo stesso Pajola che lascia il campo stremato tra gli applausi di tutto il popolo virtussino. Finisce così 88-52 con un trascinatore che indossa la canotta numero 0, quattro uomini in doppia cifra e mille sorrisi il ritorno a casa per la Virtus.

Ecco il pensiero di coach Ramagli: “La partita si è messa subito bene e nel terzo quarto abbiamo avuto la forza di chiuderla definitivamente, a differenza di quanto ci era successo in precampionato e a Trento. Ci sono tanti aspetti molto positivi come il fatto di non aver sottovalutato l’avversario e la costanza di rendimento che non ha consentito agli avversari di pensare ma di poter riprendere le redini della gara. Pajola? Prima di Trento la squadra non sapeva neppure chi fosse perché non aveva potuto lavorare con gli altri. Ora tutti noi contiamo su di lui“.

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – BETALAND CAPO D’ORLANDO 88-52
(27-15, 48-30; 66-34)
VIRTUS: Gentile A. 17; Umeh 12; Pajola 5; Ndoja 6; Rosselli 6; Lafayette 3; Aradori 18; Gentile S. NE; Berti NE; Lawson 13; Slaughter 8. All. Ramagli
CAPO D’ORLANDO Alibegovic 9; Ihring 5; Atsur 12; Inglis 9; Kulboka 3; Laganà NE; Delas 0; Edwards 5; Zanatta NE; Wojciechowski 7; Stella NE; Iklovev 2. All. Di Carlo

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