Alla base del calciomercato: il saldo positivo e il player trading premiano le squadre “di seconda fascia”


L’analisi del player trading e del saldo positivo utile per il calciomercato delle varie squadre. Udinese al 1° posto. Atalanta, Sassuolo e Genoa a seguire

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza del Sassuolo nel match col Palermo vinto 4-1 (ph. Calciomercato.com)

Quello che comunemente viene chiamato mercato di riparazione, il mercato di gennaio, rischia di diventare un vero e proprio mercato di investimento per il futuro. E’ questo il trend degli ultimi anni; se le big che da un lato spendono fior di milioni per acquistare calciatori già importanti e dal presso elevato, le squadre di “seconda fascia”, per così dire, sanno valorizzare i propri investimenti, già di per sè non pazzi, attraverso plusvalenze da invidia. Il tutto si spiega in due parole, il  player trading, ossia tutte le operazioni legate all’acquisto/cessione dei giocatori con i conseguenti ricavi e costi per i prestiti, oneri e ricavi accessori, plusvalenze e minusvalenze. L’attività del player trading è volta ad un “autofinanziamento” utile per far fronte agli eccessivi costi di allestimento di una intera rosa. Focalizzandoci sui bilanci di Serie A, i ricavi che derivano dalla gestione economica dei calciatori dati dalle plusvalenze premiano l’Udinese, a quota 48 milioni di euro; sul podio salgono anche il Genoa con un incasso di circa 30 milioni e Atalanta e Sassuolo, la cui cessione di membri della rosa permette un ricavo di 20 milioni di euro. Proprio il Genoa, con circa 21 milioni di euro di esborso, è la squadra con le spese più alte per i diritti dei propri giocatori, mentre Atalanta e Udinese fanno registrare un esborso totale di circa 2 milioni. Gli oneri del Sassuolo sono addirittura pari a 468.000 euro. Il club friulano è, pertanto, quello con la gestione operativa netta migliore: sono 56 i milioni di euro di differenza tra ricavi e oneri totali provenienti dalla gestione economica dei calciatori. Sassuolo e Atalanta si collocano al secondo e terzo posto, con i rispettivi 26 e 24 milioni, mentre in quarta posizione troviamo il Genoa, alla luce dei circa 19 milioni di euro causati dall’elevato ammontare degli oneri. Non solo, perchè il costo annuale dei cartellini dei giocatori, l’Ammortamento, vede l’Udinese primeggiare con una spesa di 28 milioni di euro e Sassuolo, Genoa e Atalanta seguire con 17, 15, e 12 milioni. Tutte le squadre sopracitate hanno un Player Trading positivo: i costi annuali dei diritti dei calciatori sono letteralmente coperti dalla positiva gestione economica dei diritti stessi. L’Udinese, in tale chiave, è al primo posto con un saldo positivo pari a 27,4 milioni di euro; l’Atalanta, con circa 12 milioni, precede Sassuolo e Genoa, il cui saldo rispettivo è pari a 9 e 3,6 milioni.
Bisogna, tuttavia, considerare come sfondo delle suddette cifre, l’andamento dei risultati sportivi delle squadre in questione, motivo per cui a volte non è semplice realizzare delle plusvalenze consistenti utili a ricoprire gli oneri di ammortamento delle rose: il bilancio, di conseguenza, può avere degli effetti negativi se inquadrato in uno schema più ampio e comprendente le vittorie di trofei o il collocamento in classifica delle varie squadre al termine di una o più stagioni.

 

 

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