Alla scoperta del Brescia di Iaconi


Presentazione del prossimo avversario del Bologna, che nel quattordicesimo turno di B sarà ospite al Dall’Ara sabato sera

– di Massimo Righi –

Ivo Iaconi, allenatore del Brescia dal marzo 2014

Ivo Iaconi, allenatore del Brescia dal marzo 2014

Cenni storici – Il Brescia nasce nel 1911 dalla fusione di tre squadre bresciane. Il club disputò una delle sue prime amichevoli organizzate a scopo promozionale proprio contro il Bologna, sconfiggendolo per 2-1. Dall’istituzione dell’attuale serie A nel 1929, il Brescia ha disputato il massimo campionato in 22 occasioni, mentre sono state ben 57 le stagioni passate in serie B, attuale record assoluto. Dal 1947 al 1965, la squadra lombarda è rimasta in serie cadetta per 18 anni consecutivi senza mai venire promossa né retrocessa. Dopo alcuni anni di fugaci apparizioni in serie A, il Brescia arrivò ai primi anni ’90 iniziando un’altalena di retrocessioni e promozioni fra serie A e B durata circa un decennio, dopodiché con l’arrivo di Roberto Baggio, il club biancoblù ha vissuto 4 stagioni di buon livello conquistando anche una finale di Coppa Intertoto, venendo poi eliminata in finale dal più quotato PSG. Dopo il ritiro del Divin Codino nel 2004, il Brescia è retrocesso in B dove milita da dieci anni eccezion fatta per la stagione 2010-11, ultima stagione in massima divisione.

L’allenatore – Alla guida del Brescia c’è mister Ivo Iaconi, vero e proprio esperto della serie cadetta avendovi allenato diverse squadre. Abruzzese di Teramo, ex difensore attivo negli anni ’70, Iaconi ha iniziato ad allenare nel 1992 debuttando sulla panchina della Sambenedettese. Dal 1997 al 2000 ha allenato la Fermana portandola per la prima volta in B, prima di riportare in B il Pescara nel triennio 2001-2004. Nel biennio a Frosinone conquistò due salvezze tranquille e apprezzate, prima di ben figurare anche ad Ascoli. Dopo alcune esperienze avare di risultati a Cremona, Reggio Calabria e Trieste, ha allenato anche la Carrarese in Lega Pro. Nel marzo del 2014 il fratello Andrea, ds del Brescia, lo ha portato sulla panchina delle rondinelle, carica che tutt’ora ricopre. Il sistema di gioco prediletto da mister Iaconi è il tradizionale 4-4-2, anche se nella stagione in corso ha spesso variato su moduli come il 3-5-2 ed il 3-4-1-2.

La squadra – Ceduti il portiere Cragno, i difensori Lasik e Kukoc, il trequartista Saba e la punta Mitrovic, il Brescia ha cercato di rinforzarsi nonostante la grave situazione debitoria nella quale versa, operando sul mercato a costo zero. Gli acquisti più significativi sono stati quelli di Alessio Sestu, esterno svincolatosi dal Siena e reduce da alcune buone stagioni, il centrocampista Simone Bentivoglio prestato dal Chievo ed il giovane marocchino-olandese H’Maidat, 19 anni, già messosi in mostra nella stagione corrente. Questi nuovi arrivi si sono aggiunti ad un’ossatura consolidata dove spiccano i pilastri Di Cesare e la bandiera Zambelli in difesa, il centrocampista libico Benali, leader del centrocampo, il veterano Budel, l’ex Genoa, Fiorentina e Juve Ruben Olivera, la classe dei piedi di Scaglia, il ritrovato Sodinha, eternamente sovrappeso ma dotato di tecnica sublime e naturalmente bomber Caracciolo, una garanzia in termini di reti, che assieme a Corvia garantisce solidità e peso all’attacco di Iaconi.

Formazione ideale – Il Brescia ha variato molto dal modulo di base del proprio tecnico, rivoluzionando il 4-4-2 di partenza. Ipotizzando un 3-5-2 o meglio un 3-5-1-1 con Sodinha ad agire da trequartista dietro a Caracciolo, si può immaginare un Brescia così schierato (in maiuscolo i nuovi acquisti): Minelli; Zambelli, Di Cesare, Caracciolo; Benali, BENTIVOGLIO, Budel, Scaglia, SESTU; Sodinha; Caracciolo.

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