Alla scoperta del Milan, Polce: “E’ arrivato Gattuso, non ancora la svolta. Il gol in casa manca da oltre due mesi”


Luigi Polce, giornalista vicino alle vicende rossonere, ha analizzato il momento no del Milan: “Il gol di Brignoli la fotografia della stagione rossonera”.

 

-di Luca Nigro-

Gennaro Gattuso da due settimane sulla panchina del Milan (ph.zimbio)

Certamente Gennaro Gattuso sperava di ritornare dalla trasferta europea di Fiume con una vittoria o quantomeno con una reazione dopo la brutta batosta di Benevento. Tutto vano, il suo Milan anche sul piano del gioco, ha fatto un altro passo indietro. Ok, il risultato era ininfluente ai fini della qualificazione ma la settima sconfitta stagionale fa male, soprattutto sul piano psicologico. Nemmeno un tiro in porta, prova abulica e solita lentezza nel giro palla. Se il Milan è la squadra che in Italia corre di meno, un motivo ci sarà. Il nuovo tecnico sta cercando, anche attraverso i carichi di lavoro, di migliorare questo fastidioso primato. Contro il Bologna ai rossoneri servirà un sussulto d’orgoglio perché dove non arrivano le gambe, molto spesso ci si affida alla testa. Ed è quella che deve cercare di recuperare Gattuso, sin dalla sfida di domani sera. Di fronte avrà una squadra in fiducia, che corre molto di più e che si presenta a San Siro per giocarsi il settimo posto proprio con i meneghini. Chi lo avrebbe mai detto. Tanti i giocatori che hanno deluso in questi primi quattro mesi, tante le partite deludenti. Davanti al proprio pubblico il Milan non va in gol da settembre, un’eternità. Nessuno avrebbe preventivato, all’alba della stagione, tanti dati negativi, nemmeno il più inguaribile pessimista. Per provare a capire il momento attraversato dai rossoneri, mi sono affidato al collega Luigi Polce, già giornalista della Gazzetta dello Sport, attento conoscitore delle vicende milaniste: Definire la stagione del Milan per quanto visto sino a questo momento è esercizio assai complicato. Iniziata tra i trionfalismi di un mercato estivo da oltre 200 milioni di euro, l’annata rossonera è scivolata ben presto tra le pieghe dell’anonimato: a pesare sul tecnico Vincenzo Montella, esonerato dopo lo 0-0 casalingo col Torino dello scorso 26 novembre, sono state soprattutto le debacle negli scontri direttiAl posto dell’Aeroplanino è arrivato Gattuso, altra bandiera della storia rossonera chiamata a sedere in panchina dopo le esperienze recenti di Seedorf, Inzaghi e Brocchi. E l’inizio non fa ben sperare: un solo punto in due partite tra Benevento (campionato) e Rijeka (Europa League, ma coi rossoneri già certi del primato nel girone) e i soliti problemi che sembrano proprio irrisolvibili. Quali? Un gioco troppo lento per impensierire gli avversari e un attacco sterile, nonostante il ritorno al gol di Kalinic a Benevento.

Fabio Borini torna a sfidare il suo ex Bologna (ph. Milan TV)

Con Ringhio in panchina la squadra ha dovuto praticamente ricominciare da zero, visti i metodi di lavoro completamente differenti rispetto a quelli utilizzati da Montella. E non a caso Gattuso ha spesso sottolineato le evidenti carenze fisiche della squadra a sua disposizione. Vero è che una decina di giorni di gestione e 180′ di campo costituiscono materiale insufficiente per un giudizio completo su Gattuso allenatore, così come è altrettanto vero che proprio la gara di Benevento ha rappresentato la fotografia perfetta della stagione rossonera: prendere gol all’ultimo respiro, per giunta da Brignoli che di mestiere farebbe il portiere, e regalare il primo, storico punto in A ai campani è lo specchio di una squadra sì in difficoltà, ma anche molto sfortunata. Il 2-0 maturato giovedì sera in terra croata invece, seppur indolore, ha alimentato ulteriormente i dubbi su un gruppo che sembra non riuscire a reagire. Il problema più grosso, in questo momento, credo sia più mentale che tecnico. Per Gattuso, insomma, contro il Bologna non sarà una “prima” semplice a San Siro. Basti pensare che i rossoneri in casa mancano l’appuntamento col gol da quasi tre mesi: più precisamente, dal 2-0 alla Spal del 20 settembre, firmato dai rigori di Rodriguez e Kessie. Per ritrovare un gol su azione, invece, bisogna tornare indietro di tre giorni: doppietta di Kalinic all’Udinese nel 2-1 finale. Per questo mi aspetto un ambiente “tiepido” allo stadio, visto che già nell’ultima uscita casalinga contro il Torino fischi e critiche non erano mancate, anzi. Il neo tecnico rossonero lo sa e, per agguantare la prima vittoria della sua gestione, potrebbe anche tornare all’antico rispolverando il 4-3-3: in questo caso, in difesa Abate e Rodriguez agiranno sugli esterni, con Musacchio e Bonucci al centro; Montolivo sarà il regista, visto che Biglia è ancora il lontano parente del giocatore ammirato con la maglia della Lazio, con Kessie e Bonaventura ai suoi fianchi. In avanti, invece, spazio ancora a Kalinic con Suso e Borini esterni. L’altra opzione, invece, è quella del “solito” 3-4-3 con Rodriguez che in settimana è stato provato nel trio difensivo”.

Probabile formazione (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Musaccio, Bonucci, Rodriguez; Kessie, Montolivo, Bonaventura; Suso, Kalinic, Borini. All.: Gennaro Gattuso.

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