Alla scoperta dell’Avellino di Rastelli


Presentazione dell’Avellino, prossimo avversario del Bologna, che nel diciannovesimo turno di B sarà ospitato dagli bianco-verdi al Partenio venerdì sera

– di Massimo Righi –

Il tecnico dell'Avellino Massimo Rastelli (ph. Zimbio)

Il tecnico dell’Avellino Massimo Rastelli (ph. Zimbio)

Cenni storici – L’Avellino nasce nel 1912, ma assume ufficialmente gli attuali colori sociali, bianco e verde, solo dal 1947. Proprio il verde rappresenta il colore dei boschi d’Irpinia. La squadra avellinese, è stata la prima società ad avere questi colori in serie A. Un altro segno distintivo dell’Avellino è il lupo che da sempre campeggia nello stemma del club. La maggior parte delle stagioni nei campionati professionistici, l’Avellino le ha passate in serie B avendovi preso parte ben 31 volte, ma il club irpino ha giocato per ben 10 stagioni consecutive anche in serie A, a cavallo fra anni ’70 e ’80, precisamente dal 1978 al 1988. I migliori piazzamenti in massima divisione sono stati due ottavi posti nel 1982 e nel 1987, potendo disporre di calciatori del calibro di De Napoli, Tacconi, Colomba, Carnevale, Favero, Juary e Ramon Diaz.

L’allenatore – La guida tecnica dell’Avellino è affidata a Massimo Rastelli. Campano di Torre del Greco, classe ‘68, Rastelli è stato anche calciatore del club che ora allena nel biennio 2004-2006, collezionando 68 gare e segnando 8 reti. La sua carriera da allenatore è iniziata solamente nel 2009, una volta smessi i panni del calciatore con la Juve Stabia, di cui diventò subito allenatore. L’anno dopo ha guidato il Brindisi ed il Portogruaro in Lega Pro, salvo poi tornare in Irpinia da allenatore e assumendo le redini tecniche dell’Avellino che riporta in B e col quale vince una Supercoppa di Lega Pro, Prima Divisione. Il modulo preferito e maggiormente utilizzato da Rastelli è il 3-5-2, con il quale ha fatto le fortune dell’Avellino da quando è alla sua guida.

La squadra – Ceduti in estate i centrali Decarli ed Izzo, i preziosi terzini De Vitis e Zappacosta, oltre ai centrocampisti Togni e Ciano, infine gli attaccanti Galabinov, Soncin e Biancolino, l’Avellino ha ottenuto in prestito l’ottimo portiere Gomis dal Torino, i difensori Ely e Vergara dal Milan, il secondo in prestito, così come il centrale Chiosa ed il terzino sinistro Visconti. In mediana, Kone e Zito si sono aggiunti ai già presenti Arini e Schiavon per dare solidità al centrocampo. In attacco, partito per l’appunto bomber Galabinov, gli irpini si sono affidati al giovane Comi (scuola Milan, proveniente dal prestito al Lanciano) e ad Arrighini, mentre è rimasto Luigi Castaldo, attaccante profeta in patria già autore di 10 reti sinora.

Formazione ideale – Molto probabilmente privo di Gomis, in dubbio per un acciacco e degli squalificati D’Angelo, Ely e Schiavon, l’Avellino dovrà cercare di ovviare alle assenze della propria rosa. Tenendo conto di queste importanti defezioni, la top 11 dell’Avellino a ranghi completi e sulla base del 3-5-2 sarebbe (in maiuscolo i nuovi): GOMIS; ELY, CHIOSA, Pisacane; Bittante, Arini, KONE, ZITO, VISCONTI; COMI, Castaldo.

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