Alla scoperta dell’Inter, Ancona: “I nerazzurri concedono pochi riferimenti, Spalletti vero top player”


Adriano Ancona, giornalista del Corriere dello Sport, ci aiuta a scoprire l’Inter di Spalletti capolista dopo 4 giornate. A Bologna ancora con il 4-2-3-1.

-di Luca Nigro-

Luciano Spalletti è alla sua prima stagione sulla panchina dell’Inter (ph. zimbio)

Prima in classifica a punteggio pieno. L’Inter di Luciano Spalletti dopo quattro giornate viaggia a braccetto con Juventus e Napoli grandi favorite per la vittoria finale del campionato. Dopo aver concluso una stagione da dimenticare, i nerazzurri di Zhang sono ripartiti dagli ex romanisti Sabatini e Spalletti nel tentativo di rimanere agganciati il più possibile alla vetta della classifica. L’inizio è più che promettente e l’assenza dalle coppe può essere certamente un vantaggio. Magari il mercato non sarà stato altisonante come quello dei cugini rossoneri, ma gli arrivi di Borja Valero, Vecino, Skriniar e Dalbert sicuramente hanno accresciuto il tasso tecnico della squadra. Le vittorie in questo inizio di stagione contro Fiorentina, Roma, Spal e Crotone dimostrano che le scelte tecniche al momento sono state azzeccate. Adriano Ancona, giornalista del Corriere dello Sport, ci aiuta a conoscere meglio i nerazzurri in vista della gara che si giocherà al Dall’Ara domani sera:Ci sono molte analogie all’Inter che sta per presentarsi al Dall’Ara e quella che due anni fa – sempre in turno infrasettimanale – aveva fatto il pieno a Bologna. L’estetica magari abita altrove, Spalletti ne fa da sempre il proprio marchio di fabbrica ma per adesso bisogna adeguarsi. Pensando, soprattutto, alla dimensione che acquisirà questo gruppo che necessita di tornare presto in Europa. Il nuovo progetto comincia da basi granitiche: Perisic e Icardi, due che sanno anche darsi il cambio nel tabellino dei marcatori come successo a Crotone. Senza creare scompensi. Quelli, semmai, l’Inter li ha evitati nella notte agostana dell’Olimpico dove resistenza e slancio l’hanno resa indecifrabile. I tre punti con la Roma sono la ciliegina nel buon inizio. Tutt’ora è una squadra che concede pochi riferimenti, la creatura di Spalletti: l’allenatore può essere considerato il vero top player nell’estate interista. Colpi di mercato in senso stretto, intesi come crack, non ce ne sono stati. Anzi, è saltato all’occhio il deficit difensivo – tre centrali veri più uno adattabile, D’Ambrosio, e il giovanissimo Vanheusden che completano l’assortimento – che tuttavia può essere colmato dall’emergente Skriniar. Una scommessa, che sta impiegando poco tempo per convincere i diffidenti. Giovane slovacco arrivato dalla Sampdoria, efficacia difensiva ma non solo perché l’Inter deve a lui i tre punti soffertissimi di Crotone. La capolista procede a colpi di vittorie stringate – in Calabria e contro la Spal si sono viste due partite molto simili – ma modula il proprio gioco sapendo che al centro ha gente che sa cos’è la quadratura.

Ivan Perisic e Mauro Icardi protagonisti di questo ottimo avvio di stagione (ph. zimbio)

Riferimento a Gagliardini, Borja Valero e Vecino. Chiaro indizio su come, per il momento, le fasce laterali siano un interrogativo: Cancelo è stato messo in stand-by forzato a causa di infortunio, dall’altra parte Dalbert non è ancora decriptabile. Così Nagatomo è uomo per tutte le stagioni – nell’anticipo di sabato allo Scida è entrato sullo 0-0 – anche se la tifoseria spesso non gli perdona un errore. L’Inter è capace di stare dentro la partita, non stacca la spina: questo il segreto di quattro vittorie in principio di campionato che valgono come rendimento impeccabile. Un solo gol subito e molta sostanza, al netto di un Joao Mario non ancora su livelli eccelsi – deve riscattare l’ultimo anno da molte più ombre che luci – e il lavoro di uno come Candreva. Perisic è la solita mina vagante – ecco un altro, indiretto, grande colpo estivo: aver trattenuto il croato che Mourinho voleva allo United – e Icardi sempre spietato. Anche lì, nessun ricambio. Forse per precisa connotazione di un bomber ora dal look biondo platino, o magari perché Spalletti sa farsi bastare il materiale umano. Vero è che tra i panchinari designati fino all’anno scorso, uno ora sta proprio al Bologna – Palacio – e l’altro gioca all’estero. Gabigol ha ottenuto la Champions League, nel Benfica: lui che a febbraio risolse al Dall’Ara un’altra di quelle partite spinose per i nerazzurri. Fuoco di paglia e nulla più. Ma l’Inter attuale non è fatta per improvvisazioni”. In chiave formazione, Spalletti nel suo 4-2-3-1 potrebbe cambiare qualcosa rispetto alla gara giocata sabato a Crotone. Dalbert, Gagliardini e Joao Mario, potrebbero rifiatare e far posto a Nagatomo, Vecino e Brozovic. Per il resto solo conferme con Skriniar e Miranda in difesa, Borja Valero in mediana, Candreva, Perisic e Icardi in avanti. L’Inter affronterà un Bologna sconfitto nelle ultime due uscite ma capace di tener testa a Napoli e Fiorentina. La squadra di Donadoni cerca i primi punti con una grande e l’ex Palacio, in grande spolvero a Firenze, potrebbe essere una delle chiavi di volta per i rossoblù.

Probabile Formazione (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi. All.: Luciano Spalletti.

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