Alla Virtus manca il Campione ma forse basterebbe Von Karajan


Ancora una sconfitta in fotocopia per la Virtus che ha necessità di un giocatore importante per completare il roster

– di Luca Corbelli –

Permangono i dubbi sulla gestione di coach Ramagli ma la sua Virtus continua ad essere incompleta (ph. Schicchi)

La Virtus perde in casa contro Brescia che si conferma capolista solitaria della serie A e porta il proprio cammino a tre sconfitte consecutive. Nel prossimo turno si recherà a far visita a Brindisi fanalino di coda della A. Questa settimana volevo esprimere “la mia opinione” in merito a quanto si vede sul campo e a quanto non si vede sul campo ma si intuisce. Sul campo è chiaro a tutti che se le partite fossero terminate al 35′ minuto la Virtus sarebbe solitaria in testa alla classifica, ma siccome le partite durano 40 minuti e per vincere contano quasi sempre solo gli ultimi 5′ la situazione su 7 partite è 3 vinte e 4 perse.

Il perchè delle sconfitte quasi in fotocopia a mio avviso ha una matrice ben precisa: manca il Campione. Mi spiego meglio. La Virtus ha diversi buoni giocatori come Lafayette, Aradori, Alessandro Gentile e Slaughter e altri discreti giocatori come Stefano Gentile, Lawson, Ndoja e Umeh ma nessuno di questi è un campione. Manca quello che vede la strada quando nessuno capisce cosa sta succedendo, quello che quando nessuno riesce a fare canestro per tranquillizzare i compagni e il Palasport la mette dentro o subisce un fallo e va in lunetta, quello che anche senza segnare fa segnare e risulta decisivo.

Giocatori di questo calibro in Italia adesso ce ne sono davvero pochi e probabilmente con la nuova Nba ne vedremo sempre di meno o forse addirittura mai più se non alla fine della loro carriera. Come può allora migliorare questa situazione? A mio avviso la Virtus deve rivolgere le proprie attenzioni sul ruolo di play visto che Lafayette e Gentile (più il primo che il secondo) non sono il giocatore che serve a questa squadra. Lafayette in particolare è spettacolare in difesa ma nella parte divertente della pallacanestro ovvero l’attacco non sa scegliere le situazioni migliori: o prende un tiro e segna (spesso fuori dagli schemi o con la squadra totalmente sbilanciata), oppure fatica enormemente a mettere in ritmo la squadra e a selezionare cosa è meglio per vincere. Mancherà poi anche uno straniero e adesso anche un italiano di valore come era Rosselli, ma anche Brescia non ha dodici giocatori tutti dello stesso valore, perchè in campo praticamente vanno in sette più Moore che gioca circa 7′.

Fuori dal campo di cui si occupano Bucci, Trovato, D’Orta e Ramagli, la Virtus ha la seconda anima: quella che non si vede, quella della proprietà che è sicuramente poco sportiva (non è obbligatorio esserlo) e tende ad avere una gestione imprenditoriale da azienda, ma culturalmente sportiva poco vicina alla pallacanestro. Tutto questo genera i continui malumori, ovviamente sistematicamente smentiti, sul cambio dell’allenatore e sulla sua inadeguatezza. Allora dico: date a Ramagli e alla parte sportiva quello che manca e vedrete che arriveranno anche le vittorie all’ultimo minuto perchè a questa armata manca poco per essere invincibile ma anche altrettanto poco per essere l’armata brancaleone.

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