Analisi precampionato: Juve e Napoli al top, traballa la Fiorentina


Analizzando le sfide amichevoli dell’estate, Juventus e Napoli appaiono le squadre più in forma. Per Milan ed Inter i test più duri, la Fiorentina traballa

– di Alberto Bortolotti –

E’ interessante, mentre si gioca il terzo turno della Coppa Italia, prima competizione ufficiale, dare un occhio alle amichevoli giocate dalle squadre di Serie A. C’è un bel panorama di match internazionali: Atletico Madrid, Barcellona, Espanyol, Celta Vigo; PSG, OM, Nizza, Monaco, Bordeaux; Chelsea, Tottenham, Liverpool, West Ham, Middlesbrough; Benfica; Bayern, Schalke 04, Bayer Leverkusen, Amburgo; gli Impact.

Massimiliano Allegri, nuovo tecnico della Juventus (ph. Zimbio)

Solo vittorie in precampionato per la Juventus di Allegri (ph. Zimbio)

Le scelte sono state molto diverse. 7 amichevoli il Chievo (e 8 l’Udinese), 2 l’Empoli, eppure giocano per la stessa fetta di campionato. Inter, Juve e Milan hanno affrontato solo squadre straniere, la Fiorentina dopo la sconfitta a Cesena ha inanellato solo rovesci (con Celta Vigo, recordteam con 3 apparizioni nello Stivale, Bayer e Schalke 04). La Juve invece, tranne il pari finale con l’Espanyol, ha sempre vinto (anche con Tottenham e West Ham, avversarie di rango). Il Napoli tra B, Ligue 1 e Bundesliga ha 17 gol fatti e 1 subito (Entella, Monaco, Nizza, Hertha: nessuna big).

Il pacchetto di amichevoli più probanti è toccato senza dubbio alle due milanesi, che hanno preferito il prestigio e i soldi dei tour americani. Non pare, peraltro, che i risultati, in termini di compattezza di ambiente e spogliatoio, siano stati particolarmente probanti. Per curiosità, nei tempi regolamentari, l’Inter ha una differenza reti di -5 (grazie alla confortante vittoria di Glasgow) e il Milan -3 (escluse le mezze partite di Reggio Emilia).

La Roma esibisce il fiore all’occhiello del successo sul Liverpool, in USA, più quello meno ostico sugli Impact. Il resto è roba di categoria inferiore. La Lazio, prima dello 0-0 a Moenchengladbach, aveva scelto solo avversarie di livello modesto, tra Padova, Spal e Brighton.

La Fiorentina si è affidata a Paulo Sousa (ph. Zimbio)

Qualche problema per la Fiorentina di Paulo Sousa (ph. Zimbio)

Tra le medio-piccole, l’Atalanta, il Pescara e il Chievo tengono un profilo basso, il Crotone ospita l’Atletico Madrid, venendone logicamente sconfitto, il Genoa gioca parecchio ma senza sparring partner importanti, il Palermo impatta con l’Olympique Marsiglia, la Samp non demerita a Barcellona, perdendo di misura (suo uno dei due “derby” italiani sui 90′, vinto con il Chievo 2-0; l’altro è stato Cagliari-Crotone), il Torino vince a Lisbona con il Benfica e a casa dell’Hull City (probabilmente il percorso più razionale e promettente di tutte), l’Udinese soffre di sterilità e non può essere lo 0-0 con il Middlesbrough a confortarla. Interessante vedere che il Cagliari, tra Maritimo, Las Palmas, Amburgo e Standard Liegi sceglie avversarie medie dei campionati di vertice europei,s egnando 6 reti e subendone 2. Il Bologna dà il meglio di sè nel turno di Coppa Italia, regolando senza sforzi la finalista di B Trapani (incompleta), e perde i due scontri con le tedesche come da pronostico.

Difficile confezionare un quadro di insieme. Sembrano già possedere una identità Torino, Cagliari e probabilmente anche Bologna, acquisizione peraltro recentissima. Delle grandi solo la Juve ha lasciato una traccia certa, molto vaporose le indicazioni dalle ipotetiche concorrenti alla zona Champions – compreso il Napoli ricco di gol ma povero di confronti di qualità. Qualche segnale preoccupante da Firenze. E il Celta Vigo, 3 su 3, se giocasse in Italia andrebbe diritto in Europa League. In Spagna deve impegnarsi di più.

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