Ancelotti: “Il tedesco è davvero difficile. CR7? Fino alle 3…”


Prossimo allenatore del Bayern Monaco, Ancelotti ha parlato della lingua tedesca raccontando poi alcuni retroscena legati a CR7 e Drogba

– di Luigi Polce –

Ancelotti e Ronaldo insieme ai tempi del Real (ph. calcio24)

Ancelotti e Ronaldo insieme ai tempi del Real (ph. calcio24)

Dopo un anno sabbatico trascorso nella sua residenza in Canada, Carlo Ancelotti è pronto a tornare in prima linea raccogliendo l’eredità di Pep Guardiola al Bayern Monaco. Intervistato dai colleghi di ‘Financial Times’ si è mostrato preoccupato per un aspetto in particolare legato alla sua prossima avventura, ovvero la lingua tedsca: “La più difficile di tutte. A volte i verbi sono all’inizio della frase, a volte alla fine. E’ davvero difficile. I club a volte sono come una famiglia, per esempio al Milan, oppure come un’impresa, come la Juventus. Il Bayern? Non ho avuto molte riunioni con loro, però credo siano più come una famiglia. Hanno molti ex giocatori nel loro organigramma e il club al 70% è di proprietà dei suoi membri”. L’ex tecnico, tra le altre, di Chelsea e Real Madrid, ha raccontato poi nella chiacchierata alcuni aneddoti curiosi su due calciatori allenati. In primis ha parlato di Cristiano Ronaldo e della professionalità del portoghese: “Lui era capace di rimanere fino alle tre del mattino a Valdebebas per curare il suo corpo con bagni ghiacciati, anche se la compagna Irina lo stava aspettando a casa. A lui non importano i soldi, a lui interessa solo essere il numero uno”. Non esattamente lo stesso atteggiamento di Didier Drogba: “Ci sono cose sulle quali si può essere flessibili con i giocatori e altre no. Se un mio giocatore mi dice: ‘mister, abbiamo una settimana dura, possiamo rimanere a letto un’ora in più?’, io dico ok. Ma quando abbiamo una riunione pre-partita il giocatore deve essere puntuale. Ai tempi del Chelsea avevo fissato un incontro alle 10.30 e Drogba non c’era. Non so se per colpa del traffico o cosa, arrivò alle 11.00. La partita non la giocò….”.

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