Ancelotti rifiuta e Tavecchio rischia la sfiducia: giorno decisivo in FIGC


Dopo l’ormai certa rinuncia di Ancelotti, il presidente Tavecchio oggi rischia di non ottenere la fiducia in FIGC. Pronta la rivoluzione del calcio italiano?

– di Marco Vigarani –

Carlo Tavecchio oggi potrebbe non avere il numero legale per ottenere la fiducia dal Consiglio Federale (ph. Zimbio)

Se Carlo Ancelotti doveva essere la carta vincente per provare ad aprire un nuovo ciclo, il presidente Tavecchio pare che si sia trovato all’improvviso disarmato. L’ex tecnico dei più grandi club europei (Juventus, Milan, Chelsea, PSG, Real Madrid e Bayern) è intenzionato a declinare l’invito ricevuto preferendo aspettare una nuova panchina e magari anche non essendo particolarmente motivato dall’idea di immischiarsi con la più grave crisi tecnico-organizzativa nella storia del calcio italiano. Chiuso anche l’ombrello di Ancelotti, ora il numero uno della nostra Federcalcio sembra essere ormai quasi nudo sotto la pioggia torrenziale delle critiche e degli attacchi bipartisan tanto da aver perso l’appoggio anche di alcuni fedelissimi. Il presidente della Lega Pro Gravina ha già annunciato lo strappo chiedendo le dimissioni del Consiglio Federale e potrebbe generare oggi un effetto domino tale da far crollare la maggioranza e non concedere la fiducia a Tavecchio. I conti sono presto fatti: con le dimissioni dei tre membri di Assocalciatori e dei tre della Lega Pro unite alle assenze dei tre rappresentanti di A e alla presenza solo come uditore di quello della B, verrebbero a mancare 11 votanti sui 21 aventi diritto di voto. Ieri sera anche il presidente del CONI Malagò è tornato a parlare del futuro della FIGC spiegando: “Per quelle che sono le mie informazioni, Tavecchio si presenterà dimissionario nel Consiglio Federale, che è anche zoppo. Sarebbe un bene anche per lui umanamente“. La nota successiva della Federazione ha negato tale scenario al pari dell’intervista in cui lo stesso Tavecchio spiega: “Mi sento responsabile, ma non andrò via, non mi dimetterò. Domani presenterò il mio progetto in consiglio e poi starò a vedere se godo ancora della fiducia di cui ho bisogno oppure no“. Sembra però che nelle ultime ore l’ultima speranza possa essere Giancarlo Abete, consigliere della Lega Pro ma spesso autonomo nelle decisioni che potrebbe far pendere nuovamente l’ago della bilancia in favore del 74enne dirigente lombardo.

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