Anche la FIFA squalifica Tavecchio


La FIFA ha deciso di estendere a livello mondiale la squalifica di sei mesi per razzismo comminata dalla UEFA al presidente della FIGC Carlo Tavecchio. Polemica razzismo anche per Massimo Ferrero e Willy Sagnol

– di Marco Vigarani –

CarloTavecchio, nuovo presidente della FIGC

Tavecchio è stato sospeso per sei mesi da UEFA e FIFA

Dopo l’UEFA anche la FIFA decide di punire il numero uno del calcio italiano Carlo Tavecchio, responsabile dell’ormai nota frase razzista sulla presenza di giocatori stranieri nel movimento calcistico nostrano. Le banane citate dal presidente della FIGC ancora prima della sua elezione quindi si sono dimostrate un ostacolo decisamente difficile da superare per l’ex boss della Lega Dilettanti visto che la Commissione Disciplinare del massimo organismo mondiale ha deciso di recepire ed estendere la sanzione decisa dalla sua sezione europea. Le parole usate nella nota sono inequivocabili ed impediranno a Tavecchio di ricoprire qualsiasi carica ufficiale per un periodo di sei mesi iniziato lo scorso 7 ottobre. Nelle motivazioni della decisione si legge che: “La posizione della Fifa contro ogni forma di discriminazione è inequivocabile. L’articolo 3 dello Statuto Fifa vieta espressamente qualsiasi forma di discriminazione. La risoluzione sulla lotta contro il razzismo e la discriminazione sostiene la necessità di pene severe per inviare il forte messaggio che la discriminazione non ha posto nel calcio“. A questo punto quindi è sicuramente insolito che soltanto la Federazione italiana abbia deciso di archiviare il procedimento per assenza di comportamenti discriminatori.

L'esuberante neo presidente della Sampdoria Massimo Ferrero

L’esuberante neo presidente della Sampdoria Massimo Ferrero

Intanto però la piaga della discriminazione razziale sembra ben lontana dall’essere debellata visto che pochi giorni fa il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero si è riferito al collega Erick Thohir, proprietario dell’Inter con l’epiteto “filippino”. Non solo tale espressione è stata utilizzata con intento dispregiativo ed irrispettoso nei confronti della gente proveniente dalle Filippine, ma è anche palesemente errata visto che il magnate che ha acquistato il club nerazzurro da Moratti è di origine indonesiana. Le scuse immediate e poco convincenti non sono bastate a Ferrero per evitare l’apertura di un fascicolo di inchiesta da parte della Procura Federale che potrebbe condurre ad un deferimento. Nei giorni scorsi poi ha fatto scalpore la frase pronunciata da Willy Sagnol, ex difensore della Nazionale francese ed attualmente tecnico del Bordeaux. Dopo aver giocato e vinto a lungo in una Francia multietnica, durante un’intervista il professionista transalpino ha infatti scelto queste parole per analizzare l’utilizzo di giocatori provenienti dall’Africa: “Costano poco e sono pronti a battersi con potenza ma in campo servono anche tecnica, disciplina e intelligenza“. Per il momento Sagnol non ha corretto il tiro nè la sua società si è sentita in dovere di prendere alcun provvedimento nei suoi confronti.

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