Anche il no a Balotelli divide ma Saputo non imita Gazzoni


Balotelli, voluto da Saputo e Donadoni, è stato scartato dai dirigenti. Molti tifosi non apprezzano la scelta ma il presidente ha deciso di non imporla al club come fece Gazzoni nel 1997 con Baggio

– di Marco Vigarani –

Ennesimo boccone amaro per Joey Saputo al Dall'Ara  (ph. Ansa)

Joey Saputo a colloquio con Fenucci e Di Vaio: il presidente era affascinato dall’idea Balotelli (ph. Ansa)

Il mercato è veramente il momento in cui tutto può succedere ed una città si divide sempre tra favorevoli e contrari a qualsiasi operazione. In particolare Bologna da alcuni anni a questa parte ha visto nascere fazioni e correnti contrapposte figlie delle stagioni di indicibile sofferenza culminate con la retrocessione del 2014. Inevitabile quindi che la suggestione di Mario Balotelli abbia spaccato nettamente la città tra favorevoli e contrari sin dal primo giorno ma anche oggi che l’idea sembra tramontata il dibattito è ancora acceso. Anche chi non avrebbe visto di buon occhio l’approdo a Casteldebole della punta ex Milan oggi si interroga sul motivo per cui il presidente Saputo non abbia scelto di chiudere un’operazione che evidentemente lo affascina per motivi tanto tecnici quanto di marketing. A maggior ragione visto che mister Donadoni aveva dato il suo fondamentale assenso alla scommessa Balotelli decidendo di investire tempo e credibilità nel recupero di un ragazzo che ha fatto intravedere di poter essere un campione ma che ormai da anni vive nell’ombra di quei lampi di luce ormai lontani. Se presidente ed allenatore sono d’accordo su un’operazione di mercato, perchè mai non si può portare a termine? Evidentemente perchè il Bologna è oggi più che mai un sistema che punta alla totale coesione e le responsabilità ricadono su spalle che non ritengono di volere rischiare un innesto così particolare nell’organico rossoblù.

Roberro Baggio è al 12esimo posto della classifica del Telegraph (ph. Robybaggio.altervista.it)

Nel 1997 il presidente Gazzoni decise di imporre ad Ulivieri l’acquisto di Roberto Baggio (ph. Robybaggio.altervista.it)

Stiamo parlando in primis di Claudio Fenucci, investito direttamente da Saputo dei gradi di comandante dopo l’addio a Corvino, ma anche del ds Riccardo Bigon che al suo primo anno nel club ha scelto di non correre un rischio come quello che risponde al nome di Mario Balotelli. Troppe variabili incontrollabili, troppe incertezze: i dirigenti a Casteldebole ritengono che questo club oggi non sia pronto a giocare una partita così affascinante ma pericolosa anche se va ricordato come le bravate dell’attaccante abbiano in realtà danneggiato più lui delle squadre in cui ha militato. E Saputo? Il presidente è tornato in Canada, probabilmente con un lieve fondo di amarezza per non aver trovato terreno fertile per un’idea che lo affascinava ma comunque convinto di portare avanti quel progetto di condivisione totale sposato pochi mesi fa e per il quale solo il campo potrà dare un giudizio incontrovertibile. Sono quindi lontani quei giorni in cui Gazzoni sceglieva di puntare su Roberto Baggio nonostante il parere totalmente contrario di mister Ulivieri: era il 1997 e quel Bologna come quello di oggi si apprestava a vivere il secondo campionato in Serie A dopo la resurrezione dall’inferno. L’operazione Balotelli, pur nel rispetto di carriere e profili ben diversi, avrebbe avuto caratteristiche abbastanza simili a quella che vestì di rossoblù il Divin Codino, anche a livello di appeal internazionale. Ma questo matrimonio non s’ha da fare.

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