Ancora caos in Virtus: Bertolini lascia la presidenza


In una fase più che mai difficile della stagione Virtus, arrivano anche le dimissioni di Francesco Bertolini dalla presidenza. Due settimane per Valli per trovare la quadratura del cerchio

– di Marco Vigarani –

Francesco Bertolini è il nuovo presidente della Virtus (ph. Virtus)

Da ieri sera Francesco Bertolini non è più il presidente della Virtus (ph. Virtus)

Il ventitreesimo presidente della Virtus è durato appena quattro mesi e si è dimesso ieri in uno dei momenti più difficili della storia del blasonato club bianconero. La nota ufficiale riporta che: “Per motivi di carattere personale dovuti ad incessanti impegni di lavoro, in particolar modo riferentesi ad attività all’estero, Francesco Bertolini si è dimesso oggi da Presidente della Virtus Pallacanestro Bologna spa“. In questi quattro mesi a dire il vero sono state ben poche le tracce della presenza di Bertolini all’interno del club visto che di fatto il vero uomo forte del presente virtussimo è Pietro Basciano, numero uno della Fondazione. A lui (o al massimo al consigliere delegato Daniele Fornaciari) si è fatto riferimento per la riorganizzazione successiva all’addio a Villalta, per la permanenza di Crovetti con il nuovo ruolo di gm ed anche per affrontare le difficoltà di una stagione di dolorosi stenti. Ora però la Virtus dovrà individuare un nuovo presidente, il 24esimo della sua gloriosa storia, e per farlo dovrà individuare probabilmente una nuova figura ad interim visto che la situazione societaria presuppone un deciso cambio di rotta al vertice nell’arco di pochi mesi. Un’ex gloria del parquet o un riferimento interno alla Fondazione (ma non lo stesso Basciano per questioni di regolamento) potrebbero essere i prescelti che nei prossimi giorni riceveranno l’eredità di Bertolini. Intanto però bisogna trovare una linea guida univoca che sani le fratture fra le diverse anime societarie e soprattutto conduca il club nelle mani di un per il momento ipotetico acquirente esterno in grado di versare 1,5 milioni di euro e mettere in minoranza la Fondazione lanciando un aumento di capitale in solitaria e tornare al modello più classico e gestibile del proprietario unico.

Giorgio Valli si è legato alla Virtus fino al 2017 (ph. Virtus)

Giorgio Valli deve dare un’identità concreta alla squadra in questo finale di stagione (ph. Virtus)

La squadra invece continua a stentare fallendo puntualmente i finali e le partite della svolta, ora si ritrova penultima con solo Torino alle spalle ed uno scontro diretto ancora da disputare e che oggi promettere di essere una gara dai contorni quasi drammatic. Valli dovrà usare questi giorni extra concessi dalla Final 8 di Coppa Italia innanzitutto per recuperare al meglio sia Pittman che Ray e poi soprattutto dare un minimo di compattezza al roster. Aldilà delle carenze di talento comuni a tante altre squadre, non si possono più vedere partite sprecate per mancanza di coraggio e di leadership da parte di atleti soprattutto stranieri che sono stati ingaggiati al prezzo di robusti sacrifici economici e che in realtà non stanno dando alcun apporto positivo alla causa. Fells è stato l’esempio lampante e così anche l’operazione Hasbrouck si sta rivelando un fallimento, ma non vanno trascurati i ragazzi già nel roster Virtus che non stanno rendendo secondo le aspettative. La presunta annata della conferma e della crescita di Gaddy e Fontecchio li vede fare due passi indietro sotto qualsiasi aspetto, il sopravvissuto Odom continua a giocare decentemente una partita ogni tre e lo stesso Pittman non ha mai mostrato quella fame in grado di renderlo in atto quel centro devastante che sarebbe almeno in potenza. Non è un lavoro facile ma è assolutamente indispensabile per non macchiare con l’onta della prima retrocessione la mitica canotta con la Vu Nera sul petto.

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