Antonio Conte sarà processato per frode sportiva


Il pm Di Martino della Procura di Cremona ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per Antonio Conte riguardo all’inchiesta sul calcioscommesse per i fatti del 2011. Potrebbero arrivare le dimissioni del CT

– di Marco Vigarani –

Antonio Conte, ct dell'Italia (ph Zimbio)

Antonio Conte, ct dell’Italia (ph Zimbio)

Dopo il caso Catania, l’estate del calcio italiano si prepara ad un’altra dura scossa proveniente dal rapporto tra sport ed attività illecite. Il pm Roberto Di Martino, responsabile della Procura di Cremona che da anni ormai segue l’inchiesta sul calcioscommesse del 2011, ha deciso infatti di chiedere il rinvio a giudizio per l’attuale ct della Nazionale Antonio Conte. I fatti risalgono ai tempi in cui il tecnico sedeva sulla panchina del Siena e per i quali è già stato squalificato quattro mesi: le partite contro Albinoleffe e Novara vennero combinate e l’ex bianconero Filippo Carobbio ha coinvolto da sempre in prima persona l’allenatore come persona informata dei fatti. L’accusa di frode sportiva riguarda l’omessa denuncia dell’illecito perpetrato che Conte ha sempre negato anche nella memoria difensiva presentata allo stesso Di Martino nella speranza di vedersi depennato dai nomi dell’inchiesta. Anche i legali del ct azzurro nei mesi scorsi sembravano fiduciosi ma nei prossimi giorni arriverà la richiesta di rinvio a giudizio che comprometterà il futuro professionale del tecnico.

Dal punto di vista processuale è abbastanza scontata la richiesta di rito immediato che permetterebbe a Conte di andare direttamente a processo evitando l’udienza preliminare: l’entrata in aula sarebbe preventivabile per l’autunno prossimo (con inevitabile clamore mediatico anche a livello internazionale) ed il primo grado di giudizio potrebbe arrivare entro sei mesi. L’obiettivo dell’allenatore infatti è quello di poter arrivare all’Europeo 2016 con una posizione precisa, senza inchieste aperte a suo carico ed un pronunciamento già emesso. Qualora fosse ritenuto colpevole chiaramente le dimissioni diventerebbero un atto dovuto, ma non è affatto escluso che l’attuale selezionatore dell’Italia e responsabile dell’intera area tecnica delle Nazionali azzurre non possa decidere di farsi da parte con ampio anticipo. Nei mesi scorsi, già attraversati da un malessere piuttosto evidente legato all’ingerenza dei club nel suo operato, Conte aveva infatti fatto intuire di considerare il suo futuro sulla panchina italiana vincolato all’esito dell’inchiesta di Cremona. In attesa di ufficialità in entrambi i sensi però il destino del calcio italiano ad un anno dall’Europeo appare assolutamente incerto.

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