Rinaudo su Rossi, un fallo di gioco malamente ingigantito


Premessa doverosa: chi scrive da cinno fu un inconcludente, scarso, e soprattutto pavido giocatore di calcio. Evitavo i contatti duri, proteggevo prima le gambe del pallone, cadevo spesso al primo “bù” dell’avversario. Però la volta che fui preso bene, più dalla sfortuna della caduta che dall’intervento in sè, non mi furono sufficienti tre giri sotto i ferri per tornare a giocare con la testa sgombra o anche solo la passione antecedente al crack. Questo per certificare la solidarietà lontana quanto sincera nei confronti di un 26enne che non sembra avere tregua  tra campo e sale operatorie, si chiami Giuseppe Rossi o Verdi o Blu, e faccia la punta per gli azzurri, i viola, i tigrati o i fumo di Londra.

Giuseppe Rossi ha subito un fallo da Leandro Rinaudo e la preoccupazione, fortunatamente rientrata, per le sorti del suo ginocchio e della sua partecipazione ai mondiali, e non ultimo della sua carriera, è presto nata, cresciuta, montata, debordata.

Sì, come spesso accade quando la caratura dei duellanti è diversa, la bilancia del giudizio popolare (talvolta populista), va fuori giri. Sorvolando sul “farabutto” che il difensore del Livorno si è preso da Andrea Della Valle, perchè non reputo il Presidente della Fiorentina il giudice più autorevole e imparziale in materia di etica su un campo di calcio, temo che in questa occasione l’opinione mediatica e pubblica si sia lasciata trasportare da simpatia e affetto per la punta italoamericana, bravo ragazzo, faccia pulita, fisico minuto, antidivo, finito ko al cospetto di un truce stopper brutto&cattivo dal pedigree poco scintillante.

L’ho rivisto una dozzina di volte, il fattaccio, incredulo di fronte a tanti commenti dispregiativi, odianti, scurrili all’indirizzo di Rinaudo: sarò in controtendenza, ma lo ritengo un fallo di gioco. Chiaro che riceverlo non sarà stato piacevole, ma è un fallo di gioco: una scorrettezza, non un’infamata. Per spiegare meglio come la intendo io: peggio Bergessio che cade col gomito a punta sulla fronte di un Perez già sbattuto per terra, ieri a Catania, movimento corporeo evitabilissimo e totalmente antisportivo.

Insomma sarebbe davvero un peccato ricascarci ancora: ricordate il fallo di Vanigli su Totti che fece temere per la partecipazione del Pupone al mondiale 2006? Era un fallo di gioco, benchè rude, e Vanigli fu processato in piazza. Fu amarissimo a mio avviso, 2 pesi e 2 misure. Chiellini per un durissimo colpo a Bergessio ha compromesso per tre mesi il perone dell’argentino, pochi mesi fa, e non ricordo tale accanimento che vidi per Vanigli, e ora annuso per Rinaudo.

Sono stati falli pesanti ma tutt’altro che atroci, che potranno purtroppo risuccedere, fanno parte di questo sport. Se i 30 nomi sul taccuino di Prandelli non si possono sfiorare da qui a maggio, basta dirlo e regolamentarlo: pensate se Diamanti potesse giocare da smarcato…Dove dobbiamo firmare?

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One thought on “Rinaudo su Rossi, un fallo di gioco malamente ingigantito

  1. Maurizio Roveri

    No, Leonardo Vicari, non condivido il tuo parere. Quello di Rinaudo è stato un intervento ruvido e soprattutto “da dietro”. E gli interventi “da dietro” non possono essere considerati falli normali, anzi non dovrebbero neppure essere tollerati.Non debbono esistere. E’ un insulto alla correttezza e alla lealtà. Io sostengo che qualsiasi intervento duro “da dietro” (cioè a tradimento) e anche qualsiasi “falciata” pericolosa (di fianco o da dietro) dovrebbe essere sanzionata con il cartellino rosso immediato. Per fare smettere questo “gioco sporco”, questo cattivo e brutto vizio che esiste nel calcio italiano e lo abbruttisce. E dunque, Rinaudo andava espulso (ha sbagliato Tagliavento a infliggergli soltanto il “giallo”, e il giocatore del Livorno si è anche arrabbiato…). E ha sbagliato anche Orsato che non ha visto (ma i suoi collaboratori avrebbero dovuto comunicargli qualcosa) la gomitata di Bergessio su Perez. E’ stata una furbata, quella di Bergessio, poteva anche sfuggire sul momento (e infatti è stato così…), ma… rivista alla moviola è apparso chiaro che s’è trattato di volontarietà e non di casualità. Andava espulso anche Bergessio. Bisogna fare così, se si vuole tutelare il calcio. Tolleranza zero nei confronti di coloro che giocano sporco o, peggio, scorretto. Distinguendo fra chi gioca sporco e chi gioca duro. E’ diverso. Si può giocare duro ma essere corretti.

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