Aspettando Schick, la Roma riparte da Dzeko. Lazio, che rimonta!


Undici gol in stagione per il bosniaco che segna, ma soffre la partenza di Salah. La Lazio espugna Marassi in rimonta con Milinkovic-Savic e Caicedo

di Dario Marchetti

Edin Dzeko continua a segnare ma resta orfano di Mohamed Salah (ph. zimbio)

Roma-Spal restituisce alla squadra di Eusebio Di Francesco Edin Dzeko. Già, perché il gol dell’1-0 arriva dai piedi del bosniaco, a secco da sette partite in campionato e in generale dal 18 ottobre quando mise a segno la doppietta contro il Chelsea a Stamford Bridge. Il gol è la miglior medicina, ma i paragoni con il passato per il numero nove giallorosso sono sempre dietro l’angolo. Non sono bastati i 39 gol e 15 assist della passata stagione per mettere tutti d’accordo nella Capitale. All’ex City si rimproverava sempre il non segnare nelle partite decisive. Quest’anno, invece, arrivano le reti pesanti contro Inter, Milan e Chelsea, ma quando si rapporta il rendimento con quello dello scorso anno si storce il naso per il quantitativo di gol messi a segno. Undici in totale (8 in campionato e 3 in Champions League) e sei in meno rispetto alla stagione 2016-17. Quando in Serie A, dopo quindici giornate, erano già 12 e in Europa League era il capocannoniere con cinque timbri.

GOL DELLA DISCORDIA – Da qualunque prospettiva la si guardi, quella di Dzeko è una perenne prova del nove. Invece di unire, i gol del bosniaco dividono la tifoseria. Eppure la matematica è una scienza esatta e i numeri dicono che sia il miglior marcatore dai tempi della scarpa d’oro di Francesco Totti e scendendo ancora di qualche anno di Gabriel Omar Batistuta. Ci sono da considerare poi due aspetti non di poco conto. Il primo è il cambio dell’allenatore. Nonostante Di Francesco passi come “Zemaniano”, il gioco del mister ex Sassuolo è molto più votato all’equilibrio di quanto non fosse quello di Luciano Spalletti. Ne risente di fatto tutto l’attacco giallorosso che ha segnato molto meno rispetto alla passata stagione. Il secondo aspetto da monitorare è la partenza di Mohamed Salah, oggi capocannoniere della Premier League con 12 reti.  La cessione dell’egiziano, la più onerosa della storia della Roma, è stata forse sottovaluta e offuscata dai 55 milioni entrati nelle casse di Pallotta e soci. La realtà, però, era un’altra. La coppia Dzeko-Salah era una miniera d’oro. Spalletti aveva affinato l’intesa tra i due e il rendimento del bosniaco beneficiava fortemente delle prestazioni dell’egiziano.

MISTER 42 MILIONI – Oggi, venendo a mancare, l’ex Fiorentina e Chelsea è normale che il centravanti giallorosso si senta un po’ più solo. Di Francesco, comunque, la soluzione ce l’ha in casa e ha un nome e cognome ben precisi: si chiama Patrik Schick. Gli scampoli di partita visti contro la Spal evidenziano come si debba ancora lavorare sul centravanti ceco, ma insieme a Dzeko potrebbe formare una coppia d’attacco con pochi rivali in Italia. Si tratta solo di trovare l’amalgama giusta e già martedì contro il Qarabag ci potrà essere l’occasione per vederli in campo insieme dal primo minuto. Intanto la Roma come nella più famosa opera di Samuel Beckett “Aspettando Godot”, attende Schick e nel frattempo riparte dai gol Dzeko.

Il gol decisivo di Felipe Caicedo a Marassi (ph. Zimbio)

LAZIO AL CARDIOPALMA – In casa biancoceleste invece un uomo necessitava più di chiunque altro di riabilitarsi agli occhi dei tifosi: Felipe Caicedo. Dopo aver generato il discusso rigore per la Fiorentina nell’ultimo turno di campionato, l’ecuadoregno si è riscattato con un gol che ha completato una rimonta incredibile a Marassi. Finita sotto nella ripresa grazie all’ennesima perla del duo Quagliarella-Zapata, la Lazio non si è disunita ma ha saputo sfruttare tutto il tempo residuo per prendere definitivamente le misure alla Sampdoria e firmare un successo storico. La sfida di ieri sera era infatti uno scontro tra due strisce vincenti: quella di 6 vittorie interne dei blucerchiati contro quella di 9 successi in trasferta dei capitolini. Prosegue nel suo cammino solo la Lazio grazie ad un finale arrembante ma tatticamente ordinato in cui il 3-5-2 impostato dall’ex bomber è riuscito a scardinare il bunker di Giampaolo. Prima il tap-in di Milinkovic-Savic aveva permesso di tornare sui binari della parità poi, in pieno recupero, la zampata vincente di Caicedo ha fatto esplodere i cuori biancocelesti già messi a dura prova dall’ennesimo episodio discutibile con un rigore non concesso.

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