Atalanta in Europa e Spal in A, ma attenzione al prezzo dei miracoli


Le imprese di Atalanta e Spal hanno animato il weekend italiano ma i precedenti inducono alla cautela: confermarsi non è mai facile

– di Marco Vigarani –

Atalanta da favola! Storica Spal! Sono solo alcuni esempi di titoli che ormai da diverse ore stanno riempiendo quotidiani, riviste e pagine web dedicate al calcio italiano. Non c’è dubbio sul fatto che, nel weekend che ha visto la Roma rimandare lo scudetto juventino, queste due realtà di provincia abbiano attirato con pieno merito i riflettori nazionali conquistando traguardi inattesi ad inizio stagione e che premiano il lavoro di club sani e di staff tecnici preparati. Adesso però arriva la parte più difficile del lavoro: alimentare la fiamma che si è accesa e confermare il processo di crescita senza compiere pericolosi passi indietro.

Con due giornate d’anticipo, l’Atalanta conquista l’Europa League (ph. Eco di Bergamo)

L’Atalanta pareggiando a San Siro si è assicurata un posto nella prossima Europa League con due giornate d’anticipo sulla chiusura della Serie A e torna a calpestare un palcoscenico continentale a 26 anni di distanza dall’ultima partecipazione all’allora Coppa UEFA. Considerando l’avvio shock di stagione che aveva anche fatto traballare la panchina di Gasperini, l’esito finale non può che risultare davvero da favola non solo per tutti i tifosi orobici ma anche per tutti gli appassionati di calcio che hanno ammirato la crescita di questa squadra giovane e di talento. Perso Gagliardini e già ceduto Caldara, il club nerazzurro però nelle prossime settimane dovrà imparare a resistere al pressing di altre società più ricche per altri gioiellini. Kessie e Conti potrebbero essere i prossimi in partenza oltre alle sirene che proveranno ad attirare altrove Gomez. Se però l’Atalanta vuole restare nei piani nobili della Serie A e magari evitare figuracce in Europa League non può farsi ingolosire dai milioni ma anzi dare continuità al progetto tecnico avviato in questi anni. Il parziale esempio negativo è proprio dietro l’angolo ed è rappresentato dal pur solido Sassuolo che, arrivato sesto un anno fa e qualificatosi a sua volta per la seconda competizione continentale, ha poi disputato una stagione abbastanza anonima ripiombando nella metà bassa della graduatoria.

Grande festa per la Spal che torna in Serie A dopo 49 anni (ph. Il Resto del Carlino)

La Spal invece nonostante la sconfitta di Terni ha raggiunto un’attesissima promozione in Serie A che mancava da Ferrara da ben 49 anni. La cavalcata dei ragazzi guidati da mister Semplici è stata assolutamente entusiasmante e ha trasformato turno dopo turno una squadra neopromossa dalla Lega Pro in una candidata credibile per prendersi uno dei due posti disponibili per il paradiso. Il mercato di gennaio ha ulteriormente potenziato la forza del team e dato lo sprint decisivo verso la promozione pur mantenendo intatto lo spirito nostrano di una formazione insolitamente composta solo da calciatori italiani. E si pensi anche che nell’annata 2012/13 la Spal non si iscrisse ad alcun campionato professionistico ripartendo dalla Serie D grazie all’intervento del sindaco e di alcuni imprenditori locali. La Serie A 2017/18 vedrà quindi anche la squadra estense ai nastri di partenza con l’obiettivo di mantenere la categoria invertendo una pericolosa tendenza che negli ultimi anni ha abbattuto subito i sogni di chi ha volato troppo vicino al sole. Carpi, Frosinone e Crotone sono esempi di sogni spezzati troppo in fretta dopo una sola estate di euforia ma anche moniti importanti per una società come la Spal che non dovrà affrontare la prossima stagione soltanto sull’onda dell’entusiasmo ma guardando con brutale realismo al proprio futuro.

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