Atletica, nel 2011 la IAAF secretò i dati del doping


Nuove rivelazioni riguardo allo scandalo doping nell’atletica: nel 2011 la IAAF secretò i dati che vedevano il 30% degli atleti usare sostanze proibite

– di Marco Vigarani –

Lo stadio dell'atletica ai Mondiali 2011 di Daegu (ph. Zimbio)

Lo stadio dell’atletica ai Mondiali 2011 di Daegu (ph. Zimbio)

Prosegue l’inchiesta del Sunday Times che aveva già scosso dalle fondamenta il mondo dell’atletica leggera mettendo in discussione gran parte dei risultati ottenuti nell’ultimo decennio e stavolta il colpo viene sferrato direttamente al cuore della IAAF, la federazione internazionale a capo del movimento. Emerge infatti oggi un inquietante fatto risalente al 2011 ovvero ai Mondiali svolti a Daegu in Corea del Sud in seguito ai quali la stessa organizzazione chiese all’università tedesca di Tubinga di intervistare i 1800 atleti in merito al loro rapporto con il doping. Lo studio rivelò che un terzo dei partecipanti a quella manifestazione (la percentuale oscilla tra il 29 ed il 34%) aveva fatto uso di sostanze illecite nei dodici mesi precedenti ma da quel momento la IAAF decise di secretare i risultati dell’indagine. Oggi però un rappresentante dell’ateneo ha vuotato il sacco spiegando: “Hanno ritardato la pubblicazione sella ricerca così a lungo senza alcuna buona ragione violando i diritti di pubblicazione“.

Lord Sebastian Coe, probabile nuovo presidente della IAAF (ph. Zimbio)

Lord Sebastian Coe, probabile nuovo presidente della IAAF (ph. Zimbio)

Questo insabbiamento è stato possibile grazie ad un accordo di riservatezza fatto firmare ai ricercatori e ad una sorta di diritto di veto posto sin dal principio sull’indagine scientifica qualora i risultati della stessa fossero stati particolarmente scomodi. Oltre alla scandalosa diffusione del fenomeno doping nell’atletica che sembra aver raggiunto davvero un punto di non ritorno, risulta gravissimo il rapporto definito incestuoso tra la IAAF e la WADA ovvero l’organismo preposto al controllo anti-doping: un circolo vizioso che ha quindi collegato controllati e controllori senza rispetto per l’onore dell’atletica ma soprattutto per la salute degli atleti. Queste ulteriori rivelazioni arrivano a pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente della IAAF, ruolo per il quale è nettamente in vantaggio il britannico Lord Sebastian Coe, campione olimpico dei 1500 metri piani nel 1980 e 1984. Il probabile nuovo numero uno della federazione ha condannato i metodi dell’indagine giornalistica ma ha anche promesso l’istituzione di un nuovo comitato anti-doping.

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