Atletico, cuore e orgoglio non bastano: Koke e Griezmann illudono il Calderón, Isco lo ammutolisce. Il Real perde 2-1 ma vola a Cardiff


Il riassunto della semifinale di ritorno di Champions tra Atletico e Real: il Calderón a Simeone, Cardiff e la Juventus a Zidane

– di Tiziano De Santis –

Il Real Madrid esulta al Calderon dopo il gol di Isco nella semifinale di Champions contro l’Atletico Madrid (ph. Goal.com)

Tutto secondo il copione, nella serata del mercoledì di Champions. Una trama già scritta immutabilmente nella semifinale di andata del Bernabeu tra Real e Atletico. La corazzata di Zinedine Zidane, infatti, si aggiudica la finalissima di Cardiff nella bolgia del Calderon, non senza qualche difficoltà di troppo davanti a una squadra dal cuore grande, ma probabilmente dalla tecnica eccessivamente precaria per superare il limite dettato (ormai da tre anni a questa parte) dai Blancos. Già, perchè le parole proferite alla vigilia dal comandante Simeone vengono recepite alla lettera dall’intero popolo bianco-rosso, indemoniato, sugli spalti, davanti ai propri beniamini, anch’essi tarantolati e sicuri di potercela fare, specie nel capitolo iniziale del match: il primo squillo alla porta difesa da Navas arriva dalla testa di Koke, il quale, al 5′ minuto di gioco, sull’angolo battuto da Saul, svetta nell’area di rigore avversaria prendendo il tempo a Ramos e incornando alla grandissima la palla dell’1-0 in favore dei Colchoneros. Neanche il tempo di riprendere fiato – forti del 3-0 dell’andata – e le Merengues vedono incassare il secondo gol solo quattro giri d’orologio più tardi: stavolta a condannare Navas e compagni è Griezmann, fortunato nel finalizzare il rigore del raddoppio (irregolare per il doppio tocco sullo scivolone del francese al momento del tiro) conquistato grazie ad un insensato sgambetto di Varane, in area, su Torres. Il Real trema vorticosamente davanti alle incursioni dei rivali, spinti dalla passione encomiabile dei 55 mila supporter presenti nell’arena.

Isco esulta con una linguaccia dopo aver segnato il gol in Atletico-Real 2-1 di Champions (ph. Zimbio.com)

In campo succede di tutto, il match si accende diventando una pericolosa bagarre tra i due team concorrenti e i cartellini gialli mostrati dall’arbitro Cakir prima a Casemiro e poi a Godin ne sono le testimonianze. A finire sul taccuino del direttore di gara è anche Sergio Ramos, troppe volte autore di eccessive proteste per le mancate ammonizioni nei confronti degli avversari. A pacare la tensione, tuttavia, è solo la terza rete dell’incontro, stavolta non di tinta bianco-rossa, bensì madridista: a riportare l’Atletico sulla terra e il Real in paradiso è, infatti, Isco, il quale è bravo e lesto ad arrivare prima sulla respinta di Oblak alla conclusione di Kroos e ad infilare il portiere sloveno per la festa dei tifosi ospiti sugli spalti. Il merito del 2-1 è, però, da dividere a pieno merito con Benzema, ottimo nel superare in dribbling ben tre avversari prima di offrire un pallone al bacio a Kroos. La ripresa non si rivela altro che un’autentica attesa del triplice fischio conclusivo, con l’Atletico fermato in più occasioni da un Navas in giornata di grazia: clamoroso il doppio super intervento prima su Carrasco e dopo pochi attimi sulla ribattuta a colpo sicuro di Gameiro; puntuale la parata sulla conclusione di Griezmann. Cakir sentenzia, così, la fine di un derby infuocato, spento, negli ultimi minuti, da uno scrosciante diluvio che sa di addio, per i Colchoneros, alla competizione più prestigiosa d’Europa. Il Real, dall’altra parte, raggiunge la Juventus a Cardiff con il merito di mostrare al mondo intero un centrocampo e un attacco ben più galactici di una difesa apparsa spesso e volentieri vulnerabile agli attacchi di chiunque.

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