Attacco sempre da inventare per Donadoni: un ko ogni due riguarda le punte


Il punto sull’infermeria del Bologna evidenzia un dato importante: tutti gli attaccanti di Donadoni si sono già infortunati almeno una volta

– di Marco Vigarani –

L’andamento della stagione di una squadra di calcio può essere letto sotto vari aspetti. Certamente tenere conto del numero, della natura e della durata degli infortuni è un punto di vista interessante che può aiutare ad ottenere qualche risposta in più. In particolare il Bologna nelle ultime settimane sembra aver ritrovato purtroppo confidenza con la sfortuna visto che nei primi due mesi dell’anno sono arrivati già 10 ko di cui due recentissimi (Orsolini e Poli) e due più datati ma ancora da risolvere (Palacio e Da Costa).

L’ultimo infortunio è quello di Riccardo Orsolini, out per 3-4 settimane (ph. Zimbio)

Al momento il conto complessivo degli infortuni di qualsiasi entità è arrivato a quota 39 per un totale di 760 giorni di attività persi di cui circa la metà per problemi di natura muscolare. La zona più colpita? Senza dubbio il bicipite femorale che si è rivelato fonte di guai in ben nove differenti occasioni tra contratture, stiramenti e lesioni che costano in media almeno due settimane di stop forzato. L’assenza più lunga dal campo però è stata senza dubbio quella di Felipe Avenatti che, dopo 149 giorni di terapie e tenacia, ha ottenuto il via libera a tornare un atleta soltanto lo scorso 7 dicembre. Fortunatamente meno drammatica ma sicuramente curiosa invece la vicenda di Angelo Da Costa fermo ormai da 40 giorni per una lombalgia diventata con ogni probabilità qualcosa di più serio.

Per utilizzare i dati sugli infortunati nella lettura della stagione del Bologna, può essere utile suddividerli per ruolo e capire se la sfortuna si è accanita in particolare su un reparto. La risposta è lampante: l’attacco di Donadoni è stato martoriato con ben 419 giorni persi che equivalgono al 55% del totale stagionale. Centravanti, esterni o fantasisti: nessuno è stato risparmiato da quella che appare come una vera e propria catastrofe. Non è stato infatti difficile in questi mesi soltanto scegliere gli uomini per comporre il reparto avanzato in partita, ma anche lavorare con proficuo durante la settimana. Ecco allora che forse i 33 gol segnati finora dal Bologna (dodicesimo attacco della Serie A) appaiono come un mezzo miracolo e le critiche alla manovra offensiva del gioco di Donadoni perdono di consistenza.

Simone Verdi ha perso praticamente tutto il mese di febbraio (ph. Il Resto del Carlino)

L’unico altro reparto che ha dovuto fronteggiare un numero significativo di assenze è la difesa che però si ferma comunque a quota 232 giorni a fronte anche di un maggior numero di effettivi rispetto all’attacco e di due ragazzi finora risparmiati dai tranelli del destino. Si tratta di Adam Masina (tendenzialmente poco propenso ad infortunarsi) e di Filip Helander che sta invece riscattando gli oltre tre mesi persi la scorsa stagione. Se Mirante e Da Costa hanno totalizzato complessivamente 84 giornate di defezione equamente divise, il centrocampo sta praticamente vivendo una stagione perfetta visto che prima del doppio ko di Poli l’unico altro guaio era toccato in sorte a Taider nella seconda metà di ottobre. Stupisce in positivo in particolare Godfred Donsah che nei suoi primi due anni in rossoblù ha dovuto combattere con qualche problema di troppo.

Non è un caso allora che il centrocampo sia diventato nel corso della stagione l’ancora di salvataggio del Bologna, il reparto sempre pronto a dare certezze ad una squadra che in attacco produce poco e spesso in difesa sbanda pericolosamente. I risultati sul campo sono figli di un lavoro quotidiano che però necessita di un requisito fondamentale: la salute. Purtroppo finora l’attacco rossoblù ne ha goduto ben poco.

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