Aumento di capitale Virtus deserto, cresce l’allarme


Nessun interesse pervenuto in tre mesi per l’aumento di capitale ed ora la Virtus ha bisogno di soldi per chiudere la stagione e ripartire

– di Marco Vigarani –

Pietro Basciano, presidente della Fondazione (ph. Virtus)

Pietro Basciano oggi chiederà ai soci della Fondazione un aiuto per finire la stagione: si parla di circa 500mila euro (ph. Virtus)

Non siamo ancora arrivati al momento dell’allarme rosso, ma la sensazione di urgenza nel mondo Virtus cresce ogni giorno di più. Ad una settimana dalla prima retrocessione guadagnata sul campo, è arrivata un’altra mazzata certamente non inattesa ma non per questo meno pesante. Come specificato in una breve nota, l’Assemblea della Fondazione Virtus riunitasi ieri sera ha infatti preso atto che non ci sono state espressioni di interesse per l’aumento di capitale varato tre mesi fa. In pratica in novanta giorni nessuno si è fatto avanti per manifestare la volontà di aiutare lo storico club cestistico bolognese nonostante le speranze coltivate in modo più o meno palese dalla dirigenza. Ricordiamo che teoricamente questo aumento di capitale del valore di 1,5 milioni di euro è aperto fino al prossimo 31 dicembre e permetterebbe al sottoscrivente di mettere in minoranza la Fondazione andando verso un modello di gestione monocratico. Per il primo mese tale possibilità è stata riservata ai soci interni all’Assemblea poi è stato esteso anche a soggetti esterni ma nessuno ha deciso di percorrere questa strada e l’andamento della squadra in campionato sicuramente non ha attratto potenziali investitori.

Nella seconda parte della nota si specifica che ieri “è stata analizzata la situazione finanziaria della società sportiva e quindi il Presidente della Fondazione invierà una comunicazione a tutti i membri della stessa, al fine di reperire le risorse necessarie per far fronte agli impegni economici inderogabili relativi alla stagione 2015-16“. In pratica la Virtus ha bisogno di denaro per chiudere l’anno e la cifra dovrebbe aggirarsi sui 500mila euro da reperire in qualche modo all’interno dei ben 33 soci della Fondazione: per chiarire ulteriormente la situazione si può specificare che l’importo cadauno si aggira sui 15mila euro quindi non si tratta di una cifra particolarmente significativa. Nei giorni scorsi il presidente Basciano aveva già fatto capire di essere pronto a fare la sua parte ed invitato in modo palese i tanti compagni d’avventura a non abbandonare la nave nel momento del bisogno. Alcune risposte positive dovrebbero arrivare senza indugio ma è chiaro che questa cifra sia solo il minimo indispensabile visto che se venerdì Caserta dichiarasse di non potersi iscrivere bisognerebbe poi entro un mese preparare tutto il necessario per la domanda di ripescaggio. Compresa una tassa di ingresso da 125mila euro per rientrare in A1.

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